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Mascherine: online il tutorial del Cdc per quelle fai-da-te

06 aprile 2020, 18:24

Mascherine: online il tutorial del Cdc per quelle fai-da-te

Negli ultimi giorni, sta facendo il giro del mondo il tutorial con cui il capo della sanità pubblica degli Stati uniti mostra come realizzare, in poche mosse, una mascherina fai-da-te, recuperando ciò che c’è in casa. Il video, pubblicato su Youtube (https://youtu.be/tPx1yqvJgf4) e rilanciato sulle pagine dell’agenzia governativa Centers for disease control and prevention (www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/prevent-getting-sick/cloth-face-cover.html), è accompagnato da una guida scritta in inglese e spagnolo che descrive punto per punto i vari passaggi (www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/prevent-getting-sick/diy-cloth-face-coverings.html). 

Una misura d’emergenza dettata dalla scarsità di approvvigionamenti e dalle dimensioni della pandemia, con l’idea che, nell’attuale tragica situazione, persino protezioni improvvisate possano aiutare a limitare la diffusione del coronavirus. A portare in giro il contagio sarebbero infatti anche soggetti asintomatici e presintomatici, non consapevoli del pericolo a cui espongono gli altri. Fermo restando che nessun dispositivo può assicurare il rischio zero, ma solo un più o meno elevato grado di protezione a seconda, oltreché dello strumento, di come viene maneggiato, seguendo procedure non scontate. Per questo tutti continuano a insistere sul distanziamento sociale, più efficace di qualsiasi mascherina, che invece hanno necessità di indossare in primis gli operatori sanitari, impegnati sul fronte a fianco dei malati. 

Anche negli Usa la difficoltà a reperire rifornimenti di dispositivi di protezione individuale sta costringendo medici e infermieri a riutilizzare maschere filtranti N95 (lo standard americano simile ai nostri Ffp2 e Ffp3) che, sulla carta, nascerebbero come prodotti monouso. Per supportare il sistema sanitario, un gruppo autocostituito di scienziati già in forza a importanti università, dal Mit a Stanford, da Harvard a Berkeley, pur premettendo come le loro non possano assolutamente considerarsi linee guida, sta cercando di raccogliere sul sito www.n95decon.org quanti più studi e informazioni possibili riguardo le tecniche per eventuali sanificazioni, ciascuna con i propri pro e contro, suggerendo anche problematiche o inadeguatezza di altre procedure. 

Il ruolo assurto a causa della pandemia dai filtranti facciali, le cui fabbriche non riescono ancora a tenere testa alla domanda globale, ha introdotto per gli stessi esperti l’urgenza di analizzare questioni inedite. Altre volte si tratta di ribadire come certi strumenti, rivolti alle categorie professionali, mantengano una precisa efficacia unicamente se usati nella maniera corretta. Per esempio, affinché le mascherine come quelle Ffp2 e Ffp3, che devono aderire al volto, funzionino, bisogna avere i cappelli raccolti e la pelle liscia, quindi prima di indossarle serve radersi con cura la barba. 

Riccardo Anselmi