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#iorestoacasa. Videogame: un mare di idee per la settimana

di Riccardo Anselmi  -

14 aprile 2020, 12:16

#iorestoacasa. Videogame: un mare di idee per la settimana

In other waters (Fellow traveller, per Pc, Mac e Switch)

C’è un mondo da scoprire, là fuori, nelle profondità di uno strano oceano. Dove è al lavoro una scienziata, la xenobiologa Ellery Vas, che si occupa di catalogare e studiare specie aliene, ma stavolta compie la sua missione con l’obiettivo principale di capire il mistero dietro la scomparsa nel nulla di un collega. Nell’avventura creata da Jump over the age e pubblicata da Fellow traveller è comunque la bellezza degli ecosistemi a essere esplorata, nella loro varietà, nei loro precari equilibri, partendo dai concetti elaborati dalla biologa Lynn Margulis sulla simbiosi, più che la competizione, quale via privilegiata per attuare il processo evolutivo. Cullato da una musica evocativa, catturato da una grafica tanto essenziale quanto originale, il giocatore adotta non il punto di vista della protagonista, bensì quello dell’intelligenza artificiale che la assiste, immersi nella placida, sognante atmosfera di un ambiente naturale custode di mille segreti, per imparare a comprendere l’importanza delle interconnessioni tra i singoli organismi e la realtà circostante, lasciandosi stupire e incantare dalla straordinaria ricchezza della biodiversità. 

Crew 167: The grand block odyssey (Oddbreeze, per Pc) 

Ai Miga, i Montreal independent game awards, assegnati in uno dei Paesi dove la scena videoludica è più vivace, una categoria viene riservata ai giochi dal significativo impatto sociale. A brillare in questa sezione anche un rompicapo sui generis, nel quale si procede spostando opportunamente blocchi e tessere per sgombrare il percorso dagli ostacoli, ma al tempo stesso si compie un viaggio psicologico a tinte fosche, muovendosi sul labile confine tra allucinazioni e incubi, fantasmi della mente e pericoli reali. Siamo in un futuro in cui i cambiamenti climatici hanno costretto il pianeta Source a cercare altrove, lontano lontano, una possibilità di salvezza. Crew 167, il protagonista della puzzle adventure sviluppata dalla canadese Oddbreeze, si risveglia in completa solitudine dal sonno criogenico indotto per compiere il viaggio, della durata superiore a cento anni, diretto a Hope 9, l’unica speranza di futuro per l’umanità. Qualcosa però nell’impianto nella sua testa comincia a non funzionare bene, dando avvio al mistero, per risolvere il quale Crew 167 inizia a indagare, scoprendo a poco a poco tasselli del proprio passato. 

Coffee talk (Chorus worldwide, per Pc, Mac, Ps4, Switch e Xbox one) 

Scambiare due chiacchiere con il barista, destinatario di confessioni e confidenze, in quella sorta di efficace operazione antistress, frutto di empatia e capacità di ascolto, che si ritrova al cuore di Coffee talk, l’originale videogame della software house indonesiana Toge productions, pubblicato da Chorus worldwide. I clienti si susseguono nel locale e parlano dei loro problemi, delle loro vicissitudini, dei loro sogni, alla ricerca di un consiglio, di un incoraggiamento. Conversazioni rivelatrici, attraverso le quali imparare a conoscere meglio chi abbiamo di fronte e servire la bevanda, non alcolica, capace di offrire un conforto, in aggiunta al sostegno fornito dalle parole, influenzando così l’andamento della storia. Un po’ simulazione, un po’ visual novel, anche per l’importante ruolo rivestito dai dialoghi, Coffee talk è ambientato in un presente alternativo disegnato in pixel art, a Seattle, immaginata come un melting pot in chiave fantasy, dove orchi, elfi e sirenette convivono con naturalezza con la razza umana e si confrontano con più o meno gli stessi problemi esistenziali, provando a risolverli con il calore di relazioni che sanno andare al di là di un semplice saluto, fugace e superficiale, per mettersi nei panni dell’altro. 

Quiplash 2 interLASHional (Jackbox games, per Pc, Mac e Linux) 

Lo spirito è quello delle domande del quiz You don’t know Jack, ma ancora più folli e demenziali, con gli altri giocatori e gli spettatori a determinare con il loro voto la vittoria dell’uno e dell’altro contendente, per provare a divertirsi insieme, stando però ognuno nella propria casa, come vogliono le regole del distanziamento sociale. Anche per dare un contributo a superare questi tempi difficili, la software house Jackbox games ha spiegato di aver anticipato l’uscita del titolo, per la prima volta pure in italiano (in aggiunta all’inglese, al francese, allo spagnolo e al tedesco), adatto per essere giocato in compagnia di tutta la famiglia, scegliendo l’apposita modalità o utilizzando l’opzione che consente di censurare le risposte prima che vengano condivise. Pensato per un minimo di tre persone fino a un massimo di otto, in locale o via internet, più la platea del pubblico potenzialmente amplissima, Quiplash 2 interLASHional si lancia con una copia del videogame, ma per potersi unire alla sfida è sufficiente che i giocatori ospiti abbiano uno smartphone o un tablet o un computer con cui collegarsi al sito web jackbox.tv, dando il via a duelli dove dimostrare al meglio il senso dell’umorismo, ridendo e facendo ridere, di fronte a quesiti a dir poco surreali, cui rispondere attingendo a doti di innegabile creatività. 

Planet zoo: South America pack (Frontier developments, per Pc) 

Il giaguaro, il lama, il cebo cappuccino, il formichiere gigante e la raganella dagli occhi rossi sono i nuovi animali che si imparano a conoscere nei loro comportamenti e nei rispettivi habitat, dalla foresta pluviale alle Ande, ricostruiti nell’espansione South America del gestionale Planet zoo, dove ci si confronta con le problematiche quotidiane di un giardino zoologico ispirato alla straordinaria biodiversità del continente sudamericano. Ogni sforzo deve essere orientato a rendere il luogo attraente per i visitatori e a misura degli ospiti che la abitano, personalizzando la struttura con oggetti, diverse tipologie di fogliame, resti delle architetture di antiche civiltà. O si può scegliere di lasciare crescere liberamente la vegetazione lussureggiante della giungla. Per orientare nelle decisioni, il titolo sviluppato da Frontier mette a disposizione le risorse raccolte nelle voci della Zoopedia, l’enciclopedia online che offre informazioni sulle diverse specie, da cercare in base alla classe, ai biomi o al pericolo di estinzione. 

World of horror (Ysbryd games, per Pc) 

C’è qualcosa di strano a Shiokawa, località sulla costa giapponese, dove sembrano essersi risvegliate forze terribili. Siamo in una data X dei favolosi anni Ottanta, ai quali l’horror dello studio polacco Panstasz rende omaggio con un disegno in bianco e nero che riprende la grafica 1-bit dei primi Macintosh. Non è l’unico tributo reso dal gioco, pubblicato con la formula work in progress dell’accesso anticipato. Le atmosfere cupe sono debitrici dei manga dell’autore cult Junji Ito, a sua volta profondamente influenzato da H. P. Lovecraft, riferimento ben presente pure in World of horror, nel racconto di arcane leggende che vedono riemergere dagli abissi divinità crudeli e vendicative. Non è comunque tutto perduto e la protagonista, armata di coraggio e potenti incantesimi, si lancia in una corsa contro il tempo per trovare la soluzione capace di scongiurare la fine del mondo, in un percorso che comporta far luce, di mistero in mistero, sulle occulte leggende legate ai luoghi di una cittadina sulla quale pare gravare un’oscura maledizione. 

My friend Pedro (Devolver digital, per Pc, Ps4, Switch e Xbox one) 

Si volteggia nell’aria, armi in pugno, con l’effetto al rallentatore del bullet time alla Matrix, in un susseguirsi di sparatorie dalle coreografie acrobatiche come nei conflitti a fuoco tra gangster dei thriller di John Woo. Ma se a dirigere le danze macabre è una banana senziente si capisce quanto sia surreale, e demenziale, il tono dell’adrenalinico action game My friend Pedro, progetto a lungo coltivato dallo sviluppatore svedese Victor Agren, fondatore della software house Deadtoast entertainment, che è riuscito a portare a termine da solo il suo sogno di gioventù, lasciando emergere la passione per cult che hanno segnato un’epoca, sulla scia dell’eredità già raccolta a inizio anni Duemila da un videogioco come Max Payne. Pubblicato adesso da Devolver digital per Ps4 in collaborazione con 22th century toys, dopo le versioni per Pc, Switch e Xbox one, My friend Pedro ha però dietro di sé più di quanto appaia a prima vista, in una storia di amicizia e di conti con il passato da regolare. 

Good company (The irregular corporation, per Pc) 

C’è un impero da costruire, nel gestionale Good company, sviluppato dalla software house tedesca Chasing carrots e pubblicata da The irregular corporation per Pc con la formula dell’accesso anticipato. Stavolta però le battaglie sono esclusivamente commerciali, le strategie riguardano il lancio dei prodotti, la tattica a che fare con l’organizzazione del lavoro e dei processi produttivi, sempre più automatizzati, in un’azienda inizialmente molto piccola, ma destinata a potenzialmente espandersi in modo esponenziale, mettendo alla prova tutta una serie di capacità. Occorre infatti indovinare su quali aspetti investire, come coinvolgere il personale nel raggiungimento degli obiettivi, quali innovazioni apportare, come rendere sostenibili gli sforzi in relazione al budget preventivato, ma anche far fronte alla concorrenza stando al passo ed eventualmente prevedendo le tendenze con cui far breccia nei bisogni e nei desideri della clientela. Insomma, con una grafica accattivante, da cartone animato, gli aspiranti amministratori delegati hanno di che divertirsi, in un videogame che comporta il confrontarsi con i molteplici fattori alla base del successo di un’impresa. 

Convoy: A tactical roguelike (Triangle studios, per Pc, Mac, Linux, Ps4, Switch e Xbox one) 

Strategia, gioco di ruolo e tanta azione sono gli ingredienti di Convoy, che è sbarcato sulle console Ps4, Xbox one e Nintendo switch, a cinque anni dal debutto su Pc. Ispirato alle atmosfere di Mad Max e agli scenari di Ftl, con un profluvio di riferimenti alla cultura pop tradotti in una grafica pixel art, il videogame della software house Convoy, pubblicato da Triangle studios, si svolge su un pianeta post-apocalittico, in viaggio a forte velocità in un paesaggio desertico, costretti a colpire e a schivare le mine disseminate sul cammino e i colpi sparati a raffica dai nemici. I mezzi devono essere potenziati, con quanto si ritrova procedendo lungo la strada, per attrezzarsi al meglio contro le insidie delle fazioni, in guerra le uno contro le altre, che sfrecciano con la potenza di fuoco di arsenali high-tech. Ma la galleria di incontri comprende anche personaggi bizzarri e misteriosi, dai quali conoscere un po’ di quanto accaduto in queste lande desolate, prestando attenzione a ogni insidia perché, con il sistema del permadeath, se messi K.O., bisogna ricominciare dall’inizio, facendo tesoro di ciò che si è imparato. 

Two point hospital: Off the grid (Sega, per Pc, Mac e Linux) 

Si torna nell’ospedale più pazzo del mondo, ma stavolta la sindaca della contea di Two point, in calo con i sondaggi, ha pensato bene di convertirsi al credo ambientalista tanto caro ai suoi concittadini. Ed è proprio all’insegna della filosofia green che si sviluppa il dlc intitolato Off the grid, che espande il gioco principale Two point hospital in tre nuove aree, dove il consueto spirito ironico della simulazione si sposa con le tematiche ambientali, rilette nella chiave umoristica della software house britannica Two point studios. Ci sono molte maniere per imprimere il cambiamento nella direzione voluta dall’amministrazione comunale. C’è l’avveniristico insediamento in cui le fonti di energia sono rinnovabili e con le quali si possono alimentare anche gli impianti del nostro eco-ospedale, ma c’è anche il villaggio dei padri fondatori, dove si coltivano ancora gli orti e le piante officinali, che possono rivelarsi una panacea per i mali di Two point, tipo una versione letterale del pollice verde. Per non dire dell’attività della fattoria, impostata come una comune, che punta tutto sui prodotti bio. C’è molto dunque di cui occuparsi, per far funzionare bene la sanità surreale del paese, ma che, in filigrana, ha un fondo di sostanziale verità. Per la buona reputazione della struttura i pazienti devono essere salvati e la loro guarigione è il miglior premio agli sforzi dei medici.