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L'eroismo dei commercianti e altre storie digitali

di Riccardo Anselmi -

07 giugno 2020, 18:01

L'eroismo dei commercianti e altre storie digitali

MOONLIGHTER: BETWEEN DIMENSIONS (11 bit studios, per computer e console)

Nei giochi di ruolo fantasy è una tappa pressoché obbligata: il negozio dove approvvigionarsi di tutto ciò che può diventare indispensabile per compiere le imprese. Ma difficilmente si fa caso a chi sta dietro il bancone, di solito semplice comparse, spesso anche prive di un nome. In Moonlighter al contrario il commerciante veste i panni del protagonista, nel quale immedesimarsi, in un interessante ribaltamento del punto di vista consueto. Il vero eroe diventa quindi il mercante, alle prese con i problemi quotidiani di fissare un congruo prezzo per la merce, interagire in modo reciprocamente gratificante con i clienti, procacciarsi prodotti per rimpinguare in modo adeguato gli scaffali dopo essersi lanciato in mirabolanti avventure. Con il dlc Between dimensions, appena giunto su console, nel villaggio si apre addirittura un varco interdimensionale e all’intraprendente negoziante tocca sfidare ancora più l’ignoto per mantenere florida l’attività, affrontando ulteriori schiere di nemici con l’obiettivo di portare a casa oggetti decisamente speciali, a prova di qualsiasi concorrente. Sviluppato dagli spagnoli Digital sun, questo action rpg è un simpatico tuffo sia nella magia dei suoi fantastici dungeon in pixel art, sia nella realtà della legge della domanda e dell’offerta, con l’eroe di tutti i giorni che deve barcamenarsi tra mostruosità assortite da sconfiggere e la prosaica ma non meno impegnativa necessità di far quadrare il bilancio.


EMBR (Curve digitale, per Pc e Stadia)
 

Anche i giochi spiccatamente multiplayer possono mostrare venature satiriche di critica sociale. Dalla gara capitalistica allo spazio di Deep rock galactic alle ultime frontiere della gig economy racchiuse in Embr. Creato da Muse, lo studio newyorkese della hit Guns of Icarus online, Embr è un titolo ancora nella fase ad accesso anticipato. Racconta, con molta comicità, un mondo in cui le logiche di mercato, che hanno spinto alla diffusione di mestieri come quello dei rider, arrivino a essere applicate persino ai servizi di emergenza. Quando nella città cartoon di Embr scoppia un incendio, ecco così precipitarsi un volenteroso, ma improvvisato stuolo di soccorritori fai-da-te a caccia di pagamenti via app e buone valutazioni dal cliente. Anche se le missioni si possono affrontare da soli, lo spirito del videogame, che al di là dell’umorismo demenziale omaggia classici come Brave firefighters di Sega, si incanala nel filone co-op. Un massimo di quattro partecipanti sono chiamati a collaborare per risolvere alla loro maniera, con mezzi strampalati, situazioni accomunate dal gusto per l’assurdo, dove si finisce spesso a combinare più disastri che altro.


MONSTER TRAIN (Good shepherd, per Pc)

Viviamo in un’epoca di grandi contaminazioni ed è un po’ la ricetta anche di Monster train, tra i migliori cocktail che oggi propongano un miscuglio di generi molto in voga, specialmente ma non solo in ambito indie. Lo studio Shiny shoe ha plasmato un titolo originale nel quale convivono varie anime: dal deck-bulding al roguelike, passando per i tower defense. Si ottiene così un gioco di carte che, al di là delle sfide multipayer della modalità Hell rush, si esprime perfettamente già in singolo, dove le logiche della costruzione e gestione del proprio mazzo di aiutanti, evocazioni ed incantesimi vengono applicate lungo una sorta di cammino rpg. In un accalorato ribaltamento della classica dicotomia tra buoni e cattivi, all’insegna dell’ironia e della diversità, il viaggio è quello letteralmente in treno dei clan di mostri impegnati a proteggere l’ultima pira in grado di riaccendere le fiamme dell’inferno, dopo che l’invasione delle forze del paradiso corre il rischio di trasformare la loro casa in una distesa di ghiaccio. Ogni tappa verso la meta è scandita dagli scontri, in cui bisogna piazzare bene le proprie difese a guardia dei vagoni e giocare le carte giuste, per impedire agli invasori di raggiungere e spegnere il fuoco.


RED WINGS: ACES OF THE SKY (All in!, per Switch)

Alla figura del Barone rosso Manfred von Richthofen, l’asso degli assi ancora oggi ricordato tra i pionieri dell’aviazione durante la Prima guerra mondale, quando al comando del leggendario Circo volante tedesco si narra vinse qualcosa come ottanta duelli aerei, gli ultimi dei quali nella cabina del celebre triplano Fokker Dr.I su cui morì in battaglia il 21 aprile del 1918, sono stati dedicati in passato vari videogame. Negli anni ‘90, quelli del boom delle simulazioni, l’argomento fu motivo di confronto tra diverse case, con titoli assurti allo status di cult come Red baron di Dynamix, Wings di Cinemaware o Knights of the sky di Microprose. Adesso il mito rivive in Red wings: Aces of the sky, produzione con cui lo studio polacco All in! recupera il filone arcade degli sparatutto aerei portato avanti in chiave moderna dagli Ace combat di Namco. Attraverso lo stile avventuroso dei fumetti, che oltre alle tavole disegnate tra una missione e l’altra influenzano profondamente la colorata grafica cartoon del gioco, con nuvole che sembrano uscite da un quadro, il conflitto nei cieli viene narrato dalle opposte prospettive dei fronti dell’Intesa e della Triplice alleanza, ripercorrendo anche in co-op la storia del Barone rosso.


FURY UNLEASHED (Awesome, per computer e console)

Fury unleashed propone una rilettura originale di alcuni dei filoni maggiormente popolari che si sono imposti nel digital entertainment contemporaneo, con uno sguardo di devota ammirazione rivolto però anche al passato del medium. Nell’opera del polacco Awesome games studio si colgono così rimandi tanto a moderni platform roguelite come Dead cells e Rogue legacy, quanto ai classici shooter arcade dell’epoca d’oro dei mangiamonetine, quando in sala giochi andavano forte cabinati come Contra e Metal slug. Frutto di più di cinque anni di lavoro, la cura maniacale che attraversa Fury unleashed trova espressione in ogni ambito. C’è addirittura una modalità social rivolta agli streamer dove il tipo di sfida cambia di volta in volta in base al voto diretto del pubblico. L’idea di cucire il gioco addosso a ciascuno va oltre il concetto di difficoltà, interessando anche il tasso di violenza, di suo caricaturalmente esagerato, in perfetto stile old school, la stessa fantasiosa fucina da dove fuoriescono qualcosa come quaranta boss di fine livello, in una meta narrazione nella quale  i disegni di un artista in crisi creativa prendono vita. Alla colonna sonora hanno collaborato Adam Skorupa e Krzysztof Wierzynkiewicz, noti per le musiche nelle serie The witcher, Shadow warrior e Bulletstorm.


POLY BRIDGE 2 (Dry cactus, per Pc, Mac e Linux)

Forse anche per l’implicazione metaforica dell’atto di costruire ponti, azione necessaria per mettere in comunicazione persone e territori, la progettazione di questa infrastruttura così necessaria ha da sempre affascinato l’uomo. Non stupisce quindi che l’idea della piccola software house indipendente neozelandese Dry cactus abbia subito calamitato l’attenzione di un’attiva community attorno al simulatore Poly bridge, che ha conquistato milioni di appassionati. Tra i punti di forza la possibilità di creare con i propri progetti immediatamente gif, le animazioni tormentone da condividere sui social. Adesso l’arrivo di Poly bridge 2 arricchisce l’esperienza con nuovi livelli, meccaniche e campagne. Filo conduttore rimane provare e riprovare, imparando dagli errori. Pur adattati al tono giocoso che prevede anche situazioni un po’ improbabili, i principi della fisica che si applicano, da studiare con schemi geometrici, sono simili a quelli reali, che non fanno sconti a nessuno. Se si sbaglia, il crollo è assicurato, ma insegna a ripartire su basi diverse, in un crescendo di difficoltà, ma soprattutto di inventiva, da sbizzarrire immersi in una grafica da colorato cartoon e cullati da una colonna sonora che invoglia al relax.


RESOLUTIION  (Deck13, per computer e Switch)

Un incanto di colori: colpisce così a prima vista, affascinando per l’aspetto estetico, il mondo in pixel art immaginato dai gemelli tedeschi Richi e Gunther, fondatori di Monolith of mind, al lavoro dal 2015 sull’avventura d’azione Resolutiion, dove niente è come appare, ma forse anche questa è soltanto un’impressione sbagliata. Come il protagonista Valor: un killer che ha deciso di mettersi dalla parte dei buoni o è rimasto un sicario senza scrupoli agli ordini del miglior offerente? In questi paesaggi paradisiaci il tranello è sempre dietro l’angolo, mentre si dispiegano a poco a poco i contorni di una distopia malvagia, basata sull’inganno di tutto e di tutti. Se gli autori hanno guardato alle avventure da sogno di classici come Zelda, le atmosfere si tingono presto di crude e cupe sfumature cyberpunk, memori della fantascienza di Frank Herbert, delle cui dune di sabbia inospitale spunta una creatura che si trasforma, come un gigantesco Shai-Hulud, in un improbabile, ma efficace mezzo di trasporto, in una narrazione adrenalinica che sa divertire e raccontarsi con ironia.


LIBERATED (Walkabout, per Switch)

È tutto giocato sugli opposti il videogame dello studio polacco Atomic Wolf, con le sue tavole disegnate come una graphic novel, di per sé statica, che rivelano invece la dinamicità costante di un’esperienza interattiva adrenalinica. Anche le scene sono dominate dal contrasto tra il bianco e il nero, ma soprattutto è la contrapposizione tra libertà e oppressione a stagliarsi nel futuro prossimo dell’action adventure Liberated, dove gli eroi ribelli, come in V for Vendetta, indossano una maschera a coprire l’intero volto quasi a cancellare l’individualità di ciascuno, quando è invece la società ad aver imposto una spersonalizzazione totale, insinuatasi progressivamente fino ad essere accettata e considerata la normalità. Nel fosco domani di questa avventura cyberpunk la tecnologia nelle mani di spietate multinazionali ha avuto un ruolo chiave nell’introdurre sistemi di sorveglianza di massa decisivi per ottenere la finalità di abbattere qualsiasi forma di dissenso e di libertà, con l’aiuto opportunamente fornito dall’arma della disinformazione. Nell’ombra però qualcosa nel meccanismo si è inceppato e una riscossa diventa possibile.


FLY PUNCH BOOM! (Jollypunch, per Pc e Switch)

Un folle concentrato di arte pop che porta sullo schermo la fantasmagorica frenesia di sgangherate battaglie cosmiche tutte da ridere, a metà tra fighting e party game. Sembra quasi un incrocio tra il mondo dei Simpsons o di Futurama e la storia più o meno recente dell’animazione giapponese, immersa in un mare di citazioni, da Dragon ball alle Bizzarre avventure di JoJo, a Naruto, ma dietro al coloratissimo e a suo modo geniale Fly punch boom! c’è una piccola realtà italiana che come altre espressioni della scena indie ruota attorno a una singola persona: la Jollypunch di Gabriele Libera, con base a Morbegno, in provincia di Sondrio. Nato sulla scorta delle scorpacciate di arti marziali e di Kung fu Panda, Fly punch boom! fa della lotta in salsa virtuale una filosofia. Senza prendersi troppo sul serio, anzi. I bizzarri protagonisti degli scontri, che mettono in scena spettacolari sequenze a suon di mosse finali fuori di testa e assolutamente sopra le righe, mischiando le dinamiche della morra cinese con le regole di Super smash bros. e le fatality di Mortal kombat, sono essere asessuati che si riproducono attraverso la lotta. Da urlo anche la colonna sonora in tema sigla tv firmata dal cileno Giorgiost.


SPIRIT OATH (Triangle square, per Pc)

È avvolto in un profondo senso della natura lo strategico in tempo reale con elementi rogue-lite dello studio israeliano Triangle Square, uscito in accesso anticipato e che dunque ha ancora molto da svelare. In questo mondo di fantasia, costruito sul modello dei giochi da tavolo e di carte, forze oscure hanno imprigionato Darom, capace con i suoi poteri misteriosi di proteggere la foresta di Elderwood. Nella nuova condizione si trova sola e isolata, ma è proprio la magia a restituirle il modo di tornare in campo, risvegliando spiriti in grado di combattere orde di nemici, pronti a distruggere un’intera civiltà. Elaborare velocemente il piano della battaglia è fondamentale per la vittoria, ma si deve anche provare a restituire alla vita ciò che è stato devastato, riconfigurando tessera dopo tessera l’ambiente. La colonna sonora, fortemente evocativa, accompagna il respiro epico del gioco, mentre la grafica immerge in atmosfere oniriche anche grazie all’uso del colore.


 

RISING LORDS (Argonwood, per Pc)

Da bambini si divertivano con gli amici nei classici giochi da tavolo. Adesso che sono diventati grandi hanno trasformato la loro passione in un tattico strategico con combattimenti a turni, da disputare anche in multiplayer (fino a quattro giocatori). In Rising Lords il Medioevo della software house Argonwood dei fratelli tedeschi Chris e Manu non è il tipico fantasy fiabesco, bensì immedesima nella vita di un feudatario del periodo, alle prese con le scelte da intraprendere per far prosperare il proprio territorio, tenendo conto delle scorte di provviste da organizzare in caso di attacco, come pure dell’esercito da mantenere ben armato per far fronte alle minacce esterne o per accarezzare progetti di espansione e conquista. A questi fini si rilevano comunque efficaci anche strumenti quali la diplomazia e l’oculata diffusione di notizie false. I personaggi si presentano come miniature su una mappa. Non si deve però pensare che Rising lords sia semplicemente un gioco da tavolo interattivo. Il titolo, attualmente in accesso anticipato su Steam, mischia infatti le dinamiche di diversi generi, per un’esperienza sfaccettata che immerge nella storia anche grazie alla grafica ispirata alle miniature del Codex Manesse o agli straordinari scacchi di Lewis intagliati in avorio di tricheco ed esposti al British museum di Londra.


VOLCANOIDS (Volcanoid, per Pc e Linux)

Un’isola lussureggiante, trasformata in un desolante scenario post-apocalittico invaso da colate di lava a causa delle trivellazioni condotte da stazioni robot. È qui che un gruppo di esiliati torna finalmente a casa, trovando però completamente stravolto quello che era un angolo di natura incontaminata. Il survival steampunk Volcanoids dello studio ceco Volcanoid si caratterizza proprio per l’ambientazione, nel contrasto tra le micidiali creature meccaniche e lo scenario circostante, tra ritrovati tecnologici dall’aspetto rétro e un’atmosfera da (perduto) paradiso terrestre. La missione è provare a salvare sé stessi e ciò che rimane del paesaggio, proteggendosi dalle ricorrenti eruzioni vulcaniche, ma anche dai nemici che, come noi, si muovono in una sorta di stazione mobile di perforazione, che funziona da mezzo di trasporto, rifugio corazzato, arma da combattimento, strumento per provvidenziali scorciatoie lungo le quali lanciarsi scavando velocemente tunnel sotterranei. Il titolo, uscito in versione work in progress secondo la formula ad accesso anticipato, ha di recente aggiunto la possibilità di giocare in co-op con gli amici, chiamati a organizzare un’affiatata squadra per perfezionare la navicella e soprattutto gestire le diverse sezioni e i comandi che, come in un sommergibile, ne consentono il funzionamento.