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Fall guys, il nuovo fenomeno online che ricorda Mai dire banzai

di Riccardo Anselmi -

09 agosto 2020, 19:04

Fall guys, il nuovo fenomeno online che ricorda Mai dire banzai

Il fenomeno dell’estate si chiama Fall guys ultimate knockout. Al lancio, avvenuto appena pochi giorni fa, nel giro di ventiquattro ore il contatore segnava già più di un milione e mezzo di giocatori connessi, che hanno creato non poche difficoltà ai server. D’altronde, nonostante i numeri da record, Fall guys non è il classico blockbuster con dietro le major del settore, ma l’ultima follia di Devolver digital, l’etichetta di molte uscite di culto della scena indipendente. Sviluppato dallo studio londinese Mediatonic, il videogame rielabora attraverso un suo particolare approccio il genere del momento, quello dei cosiddetti battle royale portato alla ribalta dal successo globale di Fortnite. 

L’ispirazione viene però da parecchio lontano: un vecchio programma tv giapponese noto in occidente come Takeshìs castle, che il pubblico televisivo italiano ha conosciuto a cavallo tra la fine degli anni ‘80 e i primi anni ‘90, trasfigurato nella satira della Gialappàs band in Mai dire banzai. Su Pc e Ps4 si traduce nelle strampalate corse a ostacoli di Fall guys ultimate knockout, dove sessanta partecipanti riuniti a ogni turno dai vari angoli del mondo competono online in una serie di sfide tutte da ridere, fino a che solo uno rimane in piedi. C’entra un po’ l’abilità, ma anche la fortuna, perché specialmente all’inizio, quando si è in tanti, è un attimo mettersi magari involontariamente - oppure no - il bastone fra le ruote a vicenda, innescando ruzzoloni di gruppo che contribuiscono comunque al divertimento di gare sempre imprevedibili, in grado di dispensare ampie dosi di leggerezza nel susseguirsi colorato di situazioni surreali. 

In realtà il significato ultimo di Fall guys non è neppure vincere, ma incontrarsi in una sorta di rito collettivo della risata. Alla faccia dei principi dei battle royale. In effetti Devolver digital ama scardinare le convenzioni. Anche il nuovo horror pubblicato dalla casa americana, il metroidvania in pixel art Carrion dello studio polacco Phobia, ribalta lo schema tipico facendo per una volta impersonare il mostro, che coi suoi tentacoli deve strategicamente strisciare per i livelli a caccia di prede. Questa e altre uscite sono in mostra nei padiglioni virtuali di Devolverland expo, l’esperienza interattiva, scaricabile gratuitamente da Steam, tramite la quale Devolver, con l’ennesimo colpo di classe, ha sostituito l’appuntamento dell’E3, la grande fiera del digital entertainment annullata a Los Angeles a causa dell’emergenza coronavirus.