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10 videogame indie (+1) di fine estate

di Riccardo Anselmi -

24 agosto 2020, 18:06

10 videogame indie (+1) di fine estate

1. THE REVENANT PRINCE (Nomina games) 

C’è tanta nostalgia in The revenant prince, il titolo di debutto della piccola software house indonesiana Nomina games, fondata da Darrel Wijaya che in questo videogame per computer ha concentrato i suoi ricordi e passioni. Nella storia del giovane principe Troy, risvegliatosi a un passo dalla morte per tornare in vita a completare un’importante missione, forte della capacità acquisita di controllare il tempo, si può leggere un richiamo al mondo delle fiabe con i loro aspetti anche cupi, viste però attraverso la lente dei jrpg, i giochi di ruolo di stampo nipponico prediletti dallo sviluppatore, cresciuto divertendosi con le console Nintendo degli anni Ottanta-Novanta. La grafica in pixel art di The revenant prince è un omaggio proprio a quel periodo, mentre dalla fascinazione per Grandia, l’rpg fantasy legato a un innovativo sistema dei combattimenti, deriva la particolare declinazione dei duelli in tempo reale adottata nel titolo di Nomin. Troy può inoltre decidere ogni volta se scontrarsi con il nemico o graziarlo, consapevole che qualsiasi scelta determina conseguenze, influendo sulla vicenda, da ricominciare eventualmente per esplorare le soluzioni alternative. 


2. MONSTER CROWN (Soedesco) 

Mostri da collezionare, un po’ come coi Pokémon, ma anche da farsi amici per offrire all’isola dei Re la possibilità di tornare a essere un paradiso annullando le fosche trame, nutrite di sete di dominio, della perfida antagonista. L’aspetto peculiare di Monster crown del canadese Studio Aurum, uscito per Pc su Steam in accesso anticipato con l’idea di completarne man mano i contenuti, è però soprattutto il fatto che i mostri a nostra disposizione sono potenzialmente infiniti. Le già numerose specie di base, oltre duecento, si possono infatti incrociare, favorendo questa o quella caratteristica, in modo da rendere i nostri alleati più adatti allo scopo, essendo ciascuna creatura dotata di specifiche abilità, da migliorare con l’esperienza. La grafica in 2D, dal sapore rétro dei vecchi Pokémon per Game Boy, accompagna in un mondo comunque vasto, nel quale ci si può aggirare liberamente, imparando a districarsi tra le sfumature del bene e del male, con le loro ambiguità. Quando lo sviluppo verrà terminato, si dovrebbero cogliere le varie implicazioni delle decisioni prese lungo il cammino, perché l’altro elemento cardine del progetto è il taglio adulto della trama applicato a una tipologia di giochi tradizionalmente spensierata. 


3. MORTAL SHELL (Playstack) 

Le grandi produzioni di oggi risplendono anche e sopratutto nei particolari. Si tratta di kolossal digitali su cui lavorano centinaia di persone, artisti e programmatori spesso tra i migliori che a un occhio attento si mettono in luce proprio grazie alla cura assoluta di quei dettagli che rendono vivi gli open world campioni di incassi. Arrivano da un contesto simile anche i fondatori di Cold Symmetry, piccolo studio formato da un gruppo di veterani che ha maturato esperienza prestando opera dietro le quinte ai blockbuster del settore - da Call of duty a Ghost of Tsushima, passando per il cinema del film Alita: Angelo della battaglia - prima di sentire l’esigenza di imbarcarsi nell’avventura di un loro progetto in tutto e per tutto. Il risultato è Mortal shell, un dark fantasy per Pc, Ps4 e Xbox one nel solco dei Souls, con maggiore enfasi sulle dinamiche dei combattimenti che non sul lato più squisitamente da gioco di ruolo. Il ritmo peculiare degli scontri sul filo del rasoio viene dettato dalla capacità del protagonista di pietrificarsi e di possedere vari involucri, mentre l’atmosfera è figlia delle indubbie capacità tecniche del team, in grado di realizzare con pochi mezzi una produzione di alto livello. 


4. DREAMSCAPER (Freedom! games) 

Un action rpg che ha anche un forte sviluppo narrativo, grazie all’idea di far interagire due piani paralleli: il mondo della realtà e il mondo dei sogni, che per la giovane protagonista Cassidy offre tutt’altro che un ristorante rifugio nel riposo. In Dreamscaper dei californiani Afterburner studios è proprio quando si addormenta che la ragazza comincia a combattere contro mostri che materializzano le emozioni negative, dalla paura allo scoramento, provate durante il giorno. Se lo scontro si fa troppo duro e Cassidy rischia di soccombere, ecco che si risveglia nella cittadina dove si è trasferita, sperimentando il disagio e la malinconia di trovarsi in un posto sconosciuto, circondata dalla solitudine, senza amici dai quali ottenere una parola di conforto. Il titolo, uscito su Steam con la formula dell’accesso anticipato, è un viaggio nella mente della protagonista, che a poco a poco si riappropria dei suoi ricordi di felicità, quando ancora non era piombata nel buio paralizzante della depressione. Ad aiutarla in questo lavoro di scavo sono gli incontri che compie alla luce del sole e le permettono di disporre poi dell’energia e dell’arsenale necessari per affrontare la notte gli incubi che palesano il volto di nemici insidiosi e nascosti. 


5. DARKESTVILLE CASTLE (Buka entertainment) 

Un cattivo che vuole essere a ogni costo cattivo, ma fa sorridere e forse così profondamente malvagio proprio non è. In Darkestville castle, ora anche per Ps4, Xbox one e Switch dopo l’esordio su computer, lo scheletrico Cid, che sembra modellato sul pupazzo Jack di Nightmare before Christmas, è la disperazione della cittadina presa quotidianamente di mira dai suoi scherzi dispettosi. Esasperato, un abitante pensa di aver trovato la soluzione, reclutando una squadra specializzata nel risolvere questo tipo di problemi che però combina un disastro dietro l’altro, imprigionando il nemico sbagliato e costringendo Cid a rispondere pan per focaccia. Si recupera così, per mano dello studio argentino Epic Llama, con sede a Cordoba, la comicità irriverente e surreale delle leggendarie avventure punta e clicca come The curse of Monkey island, insieme alla classica modalità di gioco dove si interagisce con le tre semplici azioni di guardare, prendere e parlare, in un mondo colorato, disegnato come un divertente cartoon, con uno sguardo velato di nostalgia per gli anni Novanta, quelli dell’infanzia degli sviluppatori e straordinaria stagione d’oro per il genere. 


6. HELHEIM HASSLE (Perfectly paranormal) 

La mitologia norrena riletta in chiave contemporanea, imbevuta di humour nero, dai norvegesi Perfectly paranormal che con Helheim hassle hanno dato vita a un’esilarante avventura narrativa, dove si utilizzano anche le dinamiche di un platform, nel secondo capitolo della loro trilogia con al centro strani patti con la morte, già visti all’opera nel precedente titolo Manual Samuel. Stavolta in Helheim hassle, per computer, Xbox one e Switch, a rimanere coinvolto è un vichingo sui generis, un guerriero che è in realtà un convinto pacifista, per nulla entusiasta di conquistare morendo un posto nel Valhalla. Quando gli succede, incappa però in un personaggio misterioso che lo resuscita prospettandogli un futuro diverso, se riuscirà a portare a termine una missione nell’arco di un fatidico martedì. Per farlo, il nostro eroe Bjorn avrà a disposizione la singolare capacità di smembrare il suo corpo, lasciando agire i singoli pezzi, in un susseguirsi di rompicapo, bizzarri incontri, corse e salti, in compagnia di Odino e dei suoi amici, raccontati con una grafica cartoon memore di serie tv di animazione come Samurai Jack. 


7. AGELESS (Team 17 digital) 

Arriva dalla Malesia una fiaba in pixel art che, attraverso le modalità di un puzzle platformer, racconta una storia di amicizia e di coraggio. Protagonista di Ageless, per computer e Switch, è la giovane Kiara, rimasta sola al mondo, ma con la capacità di manipolare, armata di un arco magico, l’età della fauna e della flora dei diversi ambienti in cui si trova, andando avanti e indietro nel tempo. Così una pianta rigogliosa può d’incanto tornare alle dimensioni di un seme per consentire il passaggio della ragazza, viceversa una fila di fiori può crescere all’improvviso per costruire una sorte di ponte o un rinoceronte da cucciolo trasformarsi in un animale adulto, dotato della forza necessaria per sfondare un ostacolo. Ogni scenario, nitidamente disegnato a mano in 2D, nasconde oggetti da collezionare, ma a coinvolgere è innanzitutto la sfida che Kiara deve combattere con sé stessa, il suo dolore e le sue paure. A realizzare il gioco il piccolo studio indipendente One more dream: tre persone, con a capo Bala Vicknesh, già autore del poetico Dive. 


8. POST VOID (Ycjy) 

Non un semplice revival, anche se il richiamo è dichiaratamente all’era dell’oro degli fps, i first person shooter che conquistarono la scena nell’ultima decade del secolo scorso, a partire dal successo di capisaldi come Doom. Post void, una delle espressioni più indipendenti che si possono trovare su Pc, si inserisce nel discorso con un piglio quasi da manifesto artistico. Oltre al game design, si tratta di un’esperienza ipnotica, dalle atmosfere lisergiche, che sembra programmata in un laboratorio sperimentale nel sottoscala di qualche università americana, a cavallo tra gli anni ‘60 e ‘70. Immersa in un’estetica pulp da fumetti, un po’ gindhouse, un po’ Métal hurlant. Invece è il parto di un piccolo studio di Gothenburg,che ha sviluppato Post void in venti settimane, andando a ritroso fino alle radici degli sparatutto in soggettiva, con il gusto di riscoprirne l’essenza, ma piegando poi il genere in modo da renderlo anche e specialmente una vorticosa girandola emotiva, che vive del ritmo ossessivo delle uccisioni, attraverso cui si compie a ogni game over un nuovo percorso roguelite, tempestato di altri colori. 


9. SPITLINGS (Handygames) 

A tutto arcade, all’insegna del puro e semplice divertimento. Il che non significa necessariamente solo semplicità e immediatezza. Anzi. Il gioco, sviluppato dallo studio tedesco indipendente Massive miniteam per computer, Ps4, Xbox e Switch, presenta diversi livelli di difficoltà, ciascuno con una versione b-side parecchio impegnativa, da sbloccare superando le sfide a tempo. La chiave sta nella collaborazione. Perché anche nel magico, coloratissimo mondo di queste creature dai denti appuntiti, che combattono a colpi di sputi come se avessero preso in prestito la formidabile arma di un camaleonte, vale un po’ il detto che si vive insieme e si muore da soli. Nella modalità co-op la nostra squadra può comprendere fino a quattro amici, chiamati a collaborare senza tentennamenti: se uno viene eliminato, lo sono anche gli altri. Si deve ricominciare, per cui è bene tenere d’occhio l’insieme e muoversi con una certa strategia tra schemi che cambiano di continuo, liberando le pericolose bolle da colpire, in un richiamo a classici della stagione d’oro del genere. 


10. FROSTPUNK: ON THE EDGE (11 bit studios) 

Ultimo atto per l’epopea di Frostpunk, il survival post-apocalittico della software house polacca 11 bit studios, che con il nuovo dlc, il terzo dopo The rifts e The last Autumn, si addentra ancor più a fondo nelle dinamiche all’origine di una società, tutta da rifondare in un mondo distrutto stretto nella morsa di un gelo perenne. Il capitolo scaricabile On the edge vede un manipolo di sopravvissuti raggiungere una zona montuosa dove il vento ha spazzato via la neve, lasciando scoperte le strutture di un insediamento fantasma, da riportare alla vita. Come farlo, rispettando quali leggi e ponendosi quali obiettivi è la sfida di Frostpunk: On the edge. Perché la civiltà umana superstite ha già investito consistenti energie nella capitale Nuova Londra, raccolta attorno all’iconico generatore costruito e rimesso in funzione con tanti sforzi. La piccola realtà che si va formando rimarrà alle dipendenze della madrepatria o sceglierà la via dell’indipendenza? Come organizzare in ogni caso le indispensabili linee di rifornimento? Al solito, il videogame mette di fronte a scelte difficili, a volte drammatiche: in gioco la speranza di un futuro ancora da scrivere. 

 

11. REMNANT: SUBJECT 2923 (Perfect world) 

Con Subject 2923 si conclude su Pc, Ps4 e Xbox one il viaggio di Remnant: From the ashes, tra le più popolari riletture che il digital entertainment ha fatto in questi anni del filone capitanato dai Dark souls di Hidetaka Miyazaki. In realtà nella formula messa in piedi da Gunfire, lo studio già dietro il ritorno di Darksiders, si coglie appieno anche un’altra forte eredità: quella di Diablo. L’idea di fondere insieme gli elementi cardine del grande classico degli action rpg e degli sparatutto risale almeno ai primi anni Duemila, quando i Flagship studios di vari ex Blizzard provarono a percorrerne la strada con Hellgate: London. Ora Remnant: From the ashes è finalmente riuscito a dare maggiormente corpo a quella visione. Un titolo dall’impostazione shooter che si affronta come un gioco di ruolo, raccogliendo equipaggiamento, su cui modellare il proprio personaggio scegliendo lo stile preferito tra diversi approcci. Al di là della storia, che rimane sempre un po’ sullo sfondo, contribuendo più che altro al lore dell’ambientazione science fantasy, i dlc – dei quali Subject 2923 rappresenta il secondo e ultimo tassello dopo Swamps of Corsus – servono ad aggiungere ulteriore carne al fuoco per sessioni anche in co-op.