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Indie planet. Rally, treni e il ritorno dei vampiri

di Riccardo Anselimi -

05 ottobre 2020, 11:01

Indie planet. Rally, treni e il ritorno dei vampiri

ART OF RALLY (Funselektor labs, per Pc, Mac e Linux) 

Un piccolo team, come Funselektor che ruota attorno a una sola persona, Dune Casu, già dietro la hit Absolute drift, permette di portare avanti una visione autoriale molto forte. Ne è conferma art of rally, scritto tutto minuscolo: un racing che, pur ricollegandosi ai classici del genere, con anche il recupero delle inquadrature top-down in voga nei primi anni ‘80, va oltre l’idea di videogame affermandosi quale tributo appassionato e appassionante all’epopea eroica di uno dei più leggendari sport motoristici. Tanto amore per i rally che si coglie fin nel più minuscolo degli infiniti dettagli di cui è cesellato questo revival arcade che, al di là delle apparenze, sotto sotto ha il cuore quasi di una simulazione, frutto di lunghe ricerche sul campo di solito alla base di progetti di ben altro respiro. La grafica minimalista, che attraverso efficaci scelte cromatiche e l’essenzialità delle figure geometriche cattura lo spirito di un glorioso passato che ha avuto le sue icone nelle mostruose Gruppo b, non fa che accentuare la forma di un’opera che nel caso di art of rally diventa essa stessa sostanza della rappresentazione digitale. 

STAR RENEGADES (Raw fury, per Pc) 

Uno dei migliori giochi di ruolo degli ultimi anni non ha dietro una major, ma l’editore svedese di tanti gioiellini indie che hanno rappresentato in molti casi un’ancora di salvezza per gli appassionati delle mille sfumature del digital entertainment. Oltre all’etichetta scandinava Raw fury, che con questa uscita ribadisce un ottimo feeling con la fantascienza, Star renegades riporta in luce gli sviluppatori canadesi Massive damage di Halcyon 6, alla prese adesso con una riscrittura contemporanea del genere che mischia jrpg e roguelite, passato e presente del medium, in uno sguardo rivolto anche al futuro. La stessa pixel art, diventata nello scorso decennio sinonimo delle produzioni indipendenti, in Star renegades unisce il gusto rétro a un’inedita dinamicità modernista, frutto di una precisa ricerca che interessa nel profondo il gameplay, dove gli scontri tattici fulcro del titolo riprendono efficacemente, alla loro maniera, il discorso tra fasi a turni e tempo reale esplorato a lungo dai celebri battle system dei Final fantasy. La trama, che vede fronteggiare una soverchiante minaccia di sconfitta in sconfitta, a cavallo di più dimensioni, offre la chiave roguelite per ricominciare ogni volta daccapo. 

UNRAILED! (Daedalic entertainment, per computer e console) 

È un classico dell’epopea della frontiera: i cantieri che a ritmo veloce accorciavano le distanze nel selvaggio West, grazie all’arrivo della ferrovia. Un po’ quello spirito da pionieri si respira nell’attività frenetica di Unrailed!, per Pc, Ps4 e Switch, pensato per il co-op (fino a quattro amici in multiplayer), con l’obiettivo di sviluppare la più lunga rete di binari mai vista, superando fiumi, disboscando foreste, alimentando la locomotiva a vapore, in una gara contro il tempo nella quale il rischio di un deragliamento è sempre in agguato. Il successo dell’impresa è legato pure alla tipologia dei vagoni, da scegliere e personalizzare. L’unione fa la forza, ma occorre imparare a coordinarsi al meglio, perché ciascuno ha il proprio compito, per cui non ci si vede intralciare a vicenda, bensì intervenire tempestivamente dove e quando serve. Le ambientazioni sono costruite a cubetti, un po’ come i tradizionali giochi di costruzione, che hanno qui una loro vivace, spassosa e adrenalinica incarnazione digitale. Non a caso alcuni paesaggi ricordano quelli tipici della Svizzera: è la patria della software house Indoor astronaut, riconosciuta ufficialmente come uno spin-off del Politecnico di Zurigo, nelle cui aule è nata l’idea di Unrailed!, in origine il progetto degli studenti di un master - Hendrik Baatz, Thomas Lang, Lukas Rahmann e Thomas Wolf - per il laboratorio di programmazione di videogame, rivelatosi poi così vincente da diventare il primo gioco creato all’interno del dipartimento di informatica a trovare uno sbocco commerciale. Al riferimento allo spazio del loro nome rendono omaggio con una sfida che addirittura porta su una versione particolarmente ostile del pianeta Marte. 

DISGAEA 4 COMPLETE + (Nis America, per Pc, Ps4 e Switch) 

Un vero universo, ricco di personaggi e articolato in capitoli vastissimi da esplorare, che dai videogame si è incarnato in anime, manga e romanzi, facendo dal 2003 a oggi la fortuna dello sviluppatore Nippon ichi. Ma la serie Disgaea non si è limitata ad aggiungere nel tempo ulteriori titoli (il sesto, Defiance of destiny, è annunciato in Giappone nel gennaio 2021), ma ha recuperato alcuni dei capisaldi della saga, riproponendo in versione riveduta e aggiornata il primo “Disgaea: Heart of darkness” e “Disgaea 5”, operazione ripetuta poi con “Disgaea 4 complete +”, ora disponibile anche per Pc, riaccendendo così l’interesse di vecchi e nuovi fan. Uscito nel 2011, “Disgaea 4” ha per protagonista un vampiro, Valvatorez che, nel mondo ribaltato di questo stravagante e irriverente jrpg, prova a tutti i costi a star lontano dal sangue umano, mentre in quel di Netherworld, sorta di realtà parallela dove le anime dei dannati si trasformano in servitori, i Prinny, ben poco rassicuranti, il nostro (anti) eroe è impegnato proprio nell’addestramento di queste bellicose creature simili nell’aspetto a pinguini. Laggiù, tra demoni di ogni tipo, accade qualcosa che esaspera il diligente Valvatorez a tal punto da convincerlo della necessità di una rivoluzione, in un ironico, spiritoso rispecchiarsi, capovolto, delle regole della nostra società. 

AS FAR AS THE EYE (Goblinz studio, per Pc) 

Sempre in viaggio, per scelta o, più spesso, per necessità. Come raccontato nel libro Nomadland di Jessica Bruder, diventato anche un film di Chloé Zhao, Leone d’oro all’ultima Mostra del cinema di Venezia. Una condizione di libertà che però comporta l’incertezza di non sapere mai bene cosa avrà in serbo la prossima tappa di questo andare perenne. In As far as the eye, il cui acronimo, A fate, suona come un destino, si immagina proprio cosa implichi essere una tribù nomade. Le dinamiche potrebbero dunque richiamare quelle dei simulatori con i quali si costruiscono da zero virtualmente intere città. In questo caso si tratta invece di villaggi nati per non restare, bensì solo per offrire un rifugio momentaneo, prima della prossima partenza, e diventa allora un problema chiave insediarsi dove esistono risorse disponibili, da amministrare con cura. Il gioco per Pc, sviluppato da Unexpected, software house fondata dallo stremear francese ZeratoR, prende dunque la via di un gestionale dove si deve tener conto di come utilizzare al meglio, di volta in volta, i prodotti reperiti in loco, impiantando tutte le strutture adatte allo scopo. Non si combatte, ma con le modalità di uno strategico a turni si lotta contro la fame, le conseguenze dei fenomeni naturali e gli imprevisti che possono abbattersi sulla comunità dei Pupils, simili a simpatici, buffi animali, mentre, attraverso paesaggi molto vari, vivacemente descritti grazie a una ricca tavolozza cromatica, si spostano diretti alla loro meta, The Eye, una sorta di Arca di Noè, dove trovare protezione e rifugio. 

VAMPIRE: THE MASQUERADE – SHADOWS OF NEW YORK (Draw distance, per Pc, Mac e Linux) 

Mondo di tenebra, in inglese World of darkness, a distanza di ormai tre decenni della prima apparizione in un gioco di ruolo carta e penna della White wolf rimane tra le ambientazioni più affascinanti, soprattutto nella sua più celebre declinazione, Vampire: The masquerade, dove quella dei vampiri assume le sembianze di una vera e propria società parallela, che agisce occulta in mezzo a noi, avvolgendo le moderne metropoli in un’aurea sovrannaturale. I fan attendono da tempo una sua nuova traduzione per computer e console che l’editore Paradox vorrebbe concretizzare nel 2021 con Vampire: The masquerade – Bloodlines 2, ma intanto si sono messi d’impegno anche i super appassionati del team polacco Draw distance, capaci di far rivivere perfettamente il World of darkness nella forma di visual novel a tema. Dopo un episodio dal carattere più introduttivo, Vampire: The masquerade - Coteries of New York, è la volta di Vampire: The masquerade - Shadows of New York, il secondo racconto della serie che parte dalle stesse fondamenta per costruire un intreccio più sfaccettato e approfondito, sempre nello stile di un fumetto multimediale sulla cui narrazione il giocatore interagisce attraverso diverse scelte. 

THE COMA: RECUT (Headup, per computer e console) 

Da sempre l’horror affonda le sue radici in tradizioni risalenti alla notte dei tempi, trasfigurate in un folclore che spesso assume un carattere specificatamente locale, con un fiorire di miti e leggende. È anche questo patrimonio di storie che si ritrova alla base del videogame The coma della software house Devespresso, di cui è uscita adesso una raccolta con il remake del primo capitolo, The coma: recut, pubblicato dallo stesso editore tedesco Headup che ha portato in Europa gli altri titoli dello sviluppatore di Seul, ossia il sequel The coma 2: Vicious sisters e il fantasy gotico Vambrace: Cold soul. In The coma non si ritrovano soltanto molteplici riferimenti alla società coreana di oggi, con la critica in particolare all’impostazione autoritaria della scuola e al piedistallo sul quale è posto il valore della reputazione, soggetta a essere incrinata dal vento di dicerie e pettegolezzi, indipendentemente dalla loro fondatezza. Negli incubi che rincorrono lo studente protagonista di The coma rivivono le arcane creature presenti in maniere diverse nella tecnologicamente iperavanzata Corea del Sud, dove certi mercati nati per essere estemporanei si chiamano non a caso Dokkaebi, come gli spiriti dispettosi ritenuti capaci di interagire in incognito con gli esseri umani per poi sparire d’incanto nel nulla. La grafica disegnata è invece un omaggio ai manhwa, i fumetti tipici del Paese asiatico. 


JOURNEY OF THE BROKEN CIRCLE (Nakana.io, per Pc, Mac e Switch) 

Esperienze da ricordare: sono quelle racchiuse nei videogame che all’editore polacco Nakana.io piace pubblicare. Nel tempo i suoi titoli hanno affrontato temi difficili, come la vita dei bambini in famiglie molto problematiche e il dramma dei rifugiati, ma anche messo in luce questioni più generali, quali la difficoltà a capire chi siano veramente perfino le persone più vicine, come i genitori. Adesso, con Journey of the broken circle dello studio danese Lovable hat cult, è la condizione esistenziale di avvertire un senso di incompletezza, di provare a riempire un vuoto che in questo puzzle platform dall’estetica minimalista e dai colori pastello viene rappresentato come la porzione mancante al cerchio perfetto in cui è racchiusa la forma del protagonista Circle. Un po’ come accade alla buffa creatura del libro “The missing piece” (Alla ricerca del pezzo perduto) di Shel Silverstein, inizia per Circle un viaggio pieno di imprevisti e costellato di incontri: con ogni nuovo amico si determina un legame, che provoca sempre anche risvolti diversi da quelli preventivati, non necessariamente positivi. Il buio però Circle lo ha soprattutto dentro di sé, esemplificato nel livello tenebroso delle caverne, materializzazione di paure e insicurezze interiori. Gli altri paesaggi che attraversa sono una sorpresa continua, in un peregrinare per il quale gli autori hanno spiegato di essersi ispirati alle riflessioni di Jean-Paul Sartre, Albert Camus e Soren Kirkegaard. Passo dopo passo, Circle impara a conoscere meglio sia gli altri sia sé stesso. 

WORM JAZZ (Inconspicuous creations, per Pc e Switch) 

Prima dell’avvento degli smartphone, Nokia aveva già capito che per avere una marcia in più non sarebbe bastato telefonare. Tra la fine degli anni ‘90 e l’inizio degli anni 2000 un giochino per cellulari si trasformò così in un vero tormentone: Snake, la killer application di modelli iconici come il celebre Nokia 3210. Il nuovo Tetris della generazione post Game boy che, direttamente sullo schermo del telefonino, ingannava i tempi morti alla fermata dell’autobus o in sala d’attesa. Dalla Norvegia arriva adesso anche su computer e console, non a caso dopo l’esordio mobile, una sorta di reintepretazione moderna della hit, con stavolta al centro un simpatico lombrico amante della musica, il Worm jazz del titolo, che si riallaccia in parte a un altro evergreen, Bomberman. Le logiche sono sempre quelle di un rompicapo, che si sviluppa lungo una cinquantina di livelli labirinto, dove muoversi nel modo giusto, evitando di attorcigliarsi man mano che si cresce, accompagnati dai brani del compositore Oliver Getz, il quale ha elaborato appositamente un colto percorso musicale che, tra varie fantasie e sfumature, rimanda alle radici classiche del jazz. 

VAMPIRE’S FALL: ORIGINS (Early morning studio, per Pc, Xbox e Switch) 

Forse non sono più un fenomeno di costume come lo erano ancora fino a qualche tempo fa, quando i vampiri catturavano un immaginario trasversale, complici oltreché libri anche film e serie tv. Il 2020 sarebbe dovuto essere l’anno che li avrebbe riportati al centro perlomeno dei videogame, prima che il progetto più grosso, Vampire: The masquerade – Bloodlines 2, attesissimo sequel di un cult di inizio anni Duemila, non fosse vittima dell’ennesimo rinvio, ora al 2021. Qualcosa comunque si muove tra le acque degli indie. Vampire’s fall: Origins è opera di Early morning, un piccolo studio svedese composto da appena tre persone, che hanno riversato nel progetto – originariamente mobile - la passione per i vecchi rpg. Lo stile richiama in tutto e per tutto i classici adattamenti di Dungeons & dragons popolari negli anni Novanta, anche se per i combattimenti a turni, fulcro del videogame, si è optato per un’impostazione tattica più vicina ai Final fantasy. A controbilanciare l’atmosfera gotica, immersa negli stilemi vampireschi con cui è costretto a fare i conti lo stesso protagonista, si staglia la ricerca di una certa autoironia, che riprendendole gioca sulla convenzioni del genere. 

AGAINST THE MOON (Black tower, per Pc e Mac) 

Uno strategico a turni che è anche un gioco di carte collezionabili con elementi roguelike, in uno scenario post-apocalittico dove scienza e magia si confrontano nella lotta per salvaguardare ciò che resta dell’umanità. Against the moon, sviluppato da Code Heretic, pubblicato dall’editore russo Black Tower, specializzato proprio in giochi di ruolo e di strategia, schiera come supereroi gli Ultori, incaricati di proteggere l’estremo baluardo, Arx, che è l’ultima città rimasta sulla Terra, minacciata da creature bio-meccaniche, i Furos, agli ordini di una perfida Luna, decisa a tutto pur di distruggere completamente il pianeta. Una sorta di minerale, Luma, è la risorsa più contesa, capace di accrescere energia e abilità. La forza di Arx non è comunque solo nelle fortificazioni che la circondano, ma nella divinità che la abita, rendendola una realtà viva. Il prologo aiuta a familiarizzare con le dinamiche di gioco, aprendo la via sia a una serie di missioni attraverso cui si scopre l’antica storia che si cela dietro l’attacco alla Terra, sia alla modalità Luma run, dove combattendo eserciti sempre più numerosi di Furos si raccolgono punti, da utilizzare per sbloccare ulteriori punti o incantesimi da aggiungere al mazzo di carte per la prossima battaglia. 

RAGNORIUM (Devolver digital, per Pc) 

Quando un progetto riesce a catturare l’interesse di Devolver digital bisogna sempre aguzzare la vista, perché un nuovo cult potrebbe essere dietro l’angolo. L’etichetta texana è tra quelle realtà che in questi anni hanno rivoluzionato il settore dei videogame, animando il fronte indie fino a renderlo un ingrediente di primo piano, al punto che uno degli originalissimi titoli del suo catalogo, Fall guys: Ultimate knockout di Mediatonic, è da settimane in cima alle classifiche, in barba a tante produzioni blockbuster. Devolver digital è l’editore anche di Ragnorium, ambiziosa simulazione fantascientifica che sta impegnando totalmente da più di un anno lo sviluppatore finlandese Vitali Kirpu appena entrata nella fase ad accesso anticipato di Steam, dove si prevede i lavori continueranno ancora per i prossimi 12-24 mesi, con il supporto della comunità di appassionati decisi a seguirne da vicino l’evoluzione work in progress. Nonostante sia l’opera di una singola persona, Ragnorium ha una portata enorme. Un po’ strategico, un po’ survival, mette in scena in campo aperto, con solo alcune tappe a scandire la piena libertà d’azione, la difficile ricolonizzazione di un pianeta a partire da quasi niente. 


 

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