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Remothered. Il 13 ottobre (italiano) che anticipa Halloween

di Riccardo Anselmi -

19 ottobre 2020, 19:13

Remothered. Il 13 ottobre (italiano) che anticipa Halloween

Ogni Paese ha le proprie superstizioni. Da noi è il numero 17, si narra per la possibilità di anagrammare il XVII romano nell’espressione latina VIXI, vissi, che si trovava sulle tombe in antichità. Per ragioni simili, in Cina ci si tiene alla larga dal numero 4, che suona come la parola morte, e in Giappone dal 9, la cui pronuncia sembra richiamare un termine usato per agonia e torture. La più diffusa è però forse la superstizione verso il 13, molto sentita nel mondo anglosassone, al punto che oltreoceano la stragrande maggioranza dei palazzi evita con vari sotterfugi di indicare il tredicesimo piano, senza parlare di quando cade di venerdì, come per una fortunata saga horror cinematografica che quest’anno festeggia il quarantennale: Friday the 13th, in Italia appunto Venerdì 13. Nei film, antesignani del filone slasher, il ruolo del babau spetta all’immortale Jason Voorhees, riconoscibile nell’immaginario collettivo per la caratteristica maschera da hockey che ne nasconde il volto, mentre va a caccia di teenager più inclini al divertimento che non al rispetto delle regole, in una grandguignolesca messa in scena nella quale alcuni hanno riletto l’influenza dell’America puritana.

Proprio il 13 ottobre, in una data non scelta a caso dall’editore Modus pur dovendo venire a patti con il calendario che marcia incontro ad Halloween, è uscito su computer e console Remothered: Broken porcelain, un videogame horror made in Italy dal respiro internazionale che si fa carico di portare avanti l’eredità del genere nel solco dei classici; soprattutto, per quanto riguarda il digital entertainment, quei cult del Paese del Sol Levante in grado spesso di rimescolare al loro interno varie influenze. Con Broken porcelain, che segue il primo capitolo del 2018 intitolato Tormented fathers di cui evolve la formula ad alta tensione, anche Remothered diventa a tutti gli effetti una serie, come una delle sue principali fonti di ispirazione, Clock tower. Ma nell’avventura dello studio siciliano Stormind scritta e diretta da Chris Darril, pseudonimo del trentenne Mario Christopher Valenti, riecheggia la passione per un po’ tutta la scuola videoludica giapponese, da Resident evil a Silent hill, da Haunting ground a Rule of rose, oltreché tanto cinema, che si rispecchia ora in situazioni, ora negli stessi volti dei protagonisti. Lo sfondo della vicenda, che si sviluppa tra indagini e fughe come in un macabro gioco del nascondino, è un vecchio hotel che cela inconfessabili segreti e oscure presenze agli occhi in particolare di una giovane cameriera, costretta a fare i conti con mostri veri e interiori per fare luce sulle ombre di un passato tormentato.