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Indie planet. Viaggio tra i brividi del digitale

di Riccardo Anselmi -

09 novembre 2020, 18:07

Indie planet. Viaggio tra i brividi del digitale

STORIES UNTOLD (Devolver digital, per computer, Ps4, Xbox one e Switch) 

Quattro episodi a intrecciare le Stories untold scritte da John McKellan (Alien: Isolation), riunite nel logo disegnato da Kyle Lambert, autore anche della locandina di Stranger things. Un riferimento non casuale per questa avventura horror che in tutto richiama gli anni Ottanta celebrati nella serie tv di Netflix. Con Stories untold l’espediente narrativo è quello del gioco nel gioco, sotto forma di un’avventura testuale, genere che proprio nel 1980 raggiunse l’apice di popolarità, lasciando campo all’immaginazione poiché la trama con le sue svolte procedeva unicamente grazie alle frasi scritte con la tastiera del computer, senza nessun mirabolante artificio visivo. Era un po’ come comporre un libro interattivo, da leggere e da creare contemporaneamente. Il titolo sviluppato da No code, uscito adesso anche sulle console Ps4 e Xbox one, si avvale di un precedente esperimento di giallo free-to-play, The house abandon, riveduto e aggiornato, per mettere in scena i due piani della vicenda, con un misterioso rispecchiarsi tra la realtà e ciò che accade al di là dello schermo. Naturalmente il sapore vintage avvolge l’intera ambientazione, dove il tema della casa quale custode di sinistri segreti viene declinato come un thriller psicologico di atmosfera. I capitoli sono in apparenza autonomi, ma nell’ultimo le fila si completano dando un senso unitario alle stanze abbandonate di un’abitazione in rovina, a terribili esperimenti in un laboratorio scientifico, all’attività in una remota stazione artica in Groenlandia. 


PUMPKIN JACK (Headup, per Pc e console) 

L’editore tedesco Headup ha un gran fiuto nello scovare talenti che si misurano con prove eccezionali. Oggi dietro ai blockbuster delle major ci sono studi di centinaia di persone, fa quindi una certa impressione incontrare un titolo come Pumpkin Jack, realizzato con indefessa passione da un singolo e caparbio sviluppatore, l’autore francese Nicolas Meyssonnier, che ha impiegato anni a concretizzare il videogame dei suoi sogni, in cui far confluire l’amore per Medievil e Jak and Daxter. A stupire sono proprio le dimensioni del progetto: non la tipica piccola produzione indie, ma un action adventure in 3D che appena qualche anno fa non avrebbe sfigurato nelle line up first party. Prima di Pumpkin Jack, Headup aveva già supportato un percorso simile con l’action rpg Everreach: Project Eden, sorta di kolossal fai-da-te creato dall’ungherese Ede Tarsoly. Pumpkin Jack è un vero gioiellino che, pur senza grandi budget, ha tutto quel che serve per funzionare a meraviglia nel solco dei classici cui si ispira, da una storia raccontata come in un bel cartoon dagli echi burtoniani agli scontri coi boss, dall’azione al platform, che si alternano sempre ben bilanciati. Alcuni momenti sono incredibilmente carichi di inventiva, come la corsa sul carrello sulle note, rivisitate in tema Halloween, della Cavalcata delle Valchirie. 


AMNESIA: REBIRTH (Frictional games, per Widows, Linux e Ps4) 

Circondata dal silenzio e in una (quasi) completa solitudine, la protagonista del nuovo capitolo della serie Amnesia sperimenta la spirale di un’angoscia profonda e palpabile, che l’avvolge nelle spire di un’atmosfera dove ogni certezza si sfalda ed emergono inquietanti fantasmi interiori, mentre si rincorrono i piani temporali e vacilla la coscienza di sé. È un incubo lovecraftiano quello che gli sviluppatori svedesi di Frictional games hanno costruito attorno alla giovane archeologa Tasi Trianon, che dopo un incidente aereo si risveglia senza più i suoi compagni di spedizione e senza ricordare nulla di ciò che è accaduto. Siamo nel 1937 nel deserto del Sahara algerino, al tempo della colonizzazione francese. L’originale Amnesia: The dark descent, che aveva dato avvio alla saga nel 2010, riconduceva alle vestigia della tomba di Tin Hinan, leggendaria regina dei Tuareg, per raccontare di arcani manufatti dagli strani poteri. La sepoltura era venuta alla luce nel 1925, tre anni dopo la sensazionale scoperta del tesoro di Tutankhamon accompagnata da un alone fosco di maledizioni e morti misteriose, ad alimentare un prolifico filone di libri e film. Aspetti che si ritrovano ora in Amnesia: Rebirth, insieme a suggestioni che rimandano a un horror sottilmente psicologico, affondato nelle paure più intime e inconfessabili di Tasi, costretta a prendere decisioni difficili che riguardano non solo il suo futuro. Il finale dipende dalle scelte compiute. 


MAD RAT DEAD (Nis, per Ps4 e Switch) 

Da Yu Mizokami, l’autore della singolare serie survival horror Yomawari, arriva un altro progetto 
fuori dal coro. Attraverso adesso la chiave del grottesco, racconta ancora una volta una storia ricca di morale, quasi una fiaba a tratti delicatissima e in altri momenti assolutamente nera, che mischia genio e follia in ogni suo elemento, a cominciare proprio dalle dinamiche di gioco, dove platform e rhythm game si intrecciano senza soluzione di continuità. Sullo schermo scorrono livelli in cui vanno calibrati salti millimetrici, andando incontro al boss di turno, schivando e attaccando secondo precisi schemi come vuole l’interpretazione più recente del genere reso famoso dai Super Mario, ma le varie azioni in Mad rat dead sono legate a doppio filo alla musica. In un florilegio di note elettroniche, atmosfere jazz e colori acidi, è necessario seguire il ritmo, che corrisponde letteralmente ai battiti del cuore trapiantato nel topo da laboratorio protagonista, desideroso di vendicarsi di chi l’ha appena vivisezionato, in un cammino a ritroso che deve fare i conti con il concetto stesso di tempo e in grado di riservare profonde sorprese. 


MONSTER PROM 2: MONSTER CAMP (Beautiful glitch, per Pc, Mac e Linux) 

Un campeggio a tu per tu nella natura, alla ricerca di quella pace che evidentemente qualcuno o qualcosa si ostinano a ostacolare, visto che proprio quegli scenari idilliaci hanno dato vita a un fiorente filone di film dell’orrore. Nel caso del sequel Monster camp dello spassoso dating simulator Monster prom, sviluppato dalla software house catalana Beautiful glitch, le parti però sono in un certo senso invertite. Gli adolescenti che si preparano a piantare le tende e a cantare attorno il fuoco sono loro a essere a tutti gli effetti mostri, ma in realtà simpatici alter ego digitali dai quali non c’è nulla da temere. In fondo, prima che licantropi o scheletri sono semplicemente ragazzi. Hanno un cuore, che batte forte nell’irriverente avventura, che scorre tra i dialoghi come una graphic novel, dove l’obiettivo è formare la coppia giusta, più o meno perfetta, per non farsi trovare privi di un compagno al tradizionale ballo studentesco di fine anno. Un dramma, anche se si hanno le corna da diavolo e un colorito livido. Timidi o intraprendenti, i giovani mostri in vacanza, raccolti in una galleria molto varia, che declina le tante sfumature del genere horror, hanno dunque gli stessi problemi dei loro coetanei, in questo inno romantico alla bellezza della diversità. Ogni partita, anche in multiplayer con gli amici, è potenzialmente unica dall’altra e, complici le numerose combinazioni di coppie possibili, offre l’occasione per ricominciare subito un nuovo match daccapo. 


BAROTRAUMA (Daedalic entertainment, per computer) 

Il termine barotrauma si riferisce alle lesioni provocate da una notevole e repentina variazione tra la pressione atmosferica e quella all’interno di cavità del corpo. Ed è solo uno dei pericoli che l’equipaggio di un futuristico sommergibile deve affrontare in un crescendo di tensione, calati nelle profondità di un oceano ghiacciato su un corpo celeste chiamato Europa nell’orbita di Giove, popolato di ostili creature aliene. Come in un’inquietante versione di Ventimila leghe sotto i mari, riveduta alla luce degli orrori di Alien e La cosa, in Barotrauma si respira il fascino dell’avventura verso l’ignoto, con tutte le insidie che ciò che non conosciamo comporta, ma c’è anche l’aspetto prettamente simulativo di provare, da soli o in multiplayer (fino a una squadra di sedici giocatori), a governare i complessi meccanismi che permettono all’imbarcazione di navigare immersa e in superficie, tenendo conto delle leggi della fisica e cercando di migliorarne le prestazioni. A contribuire all’atmosfera di precarietà è proprio l’ambientazione claustrofobica, che può rivelarsi una trappola più che un rifugio sicuro, mentre attorno si dispiegano orizzonti vastissimi da esplorare, tanto fascinosi quanto oscuri e infidi. Nato come piccolo progetto di uno studente dell’università di Turku in Finlandia, Joonas Rikkonen, alias Regalis, fondatore nel 2014 dello studio indipendente Undertow games, ma all’epoca stagista presso la software house Fakefish, con la quale ha continuato a collaborare, il gioco è uscito su Steam con la formula dell’accesso anticipato, arricchendosi di contributi e consigli della community, cui nel giugno 2017 è stato messo a disposizione l’intero codice sorgente, adottando una sorta di modello di sviluppo open source. 

GONNER2 (Raw Fury, per Pc, Xbox one e Switch) 

Per Inkk, eroe idealista e spesso incompreso, è tempo di tornare in azione, perché in Gonner2 qualcuno, o qualcosa, ha occupato la tana della sua amica Morte e naturalmente il generoso personaggino che perde facilmente la testa (ma la può lestamente sostituire con un ampio corredo di ricambi sempre a portata di mano) è lì pronto a offrire il suo aiuto. Eppure il mondo sotterraneo, popolato di mostri, del sequel di Gonner è più colorato che mai. Lo stile grafico è quello inconfondibile che, insieme alla colonna sonora firmata dal compositore di musica elettronica Joar “Regular Graphics” Renolen con l’apporto dei campionamenti del sound designer Martin “Huggy Bear” Kvale, ha trasformato il titolo originale, uscito nel 2016, in un cult, premiato all’Independent games festival (Igf), ed ennesima gemma scoperta dall’editore svedese Raw fury, attento a valorizzare produzioni indipendenti di assoluta qualità. Dietro il fenomeno Gonner c’è l’artista e programmatore Ditto, fondatore dello studio Art in heart, che ha fatto della sperimentazione visiva e sonora la sua cifra distintiva, rielaborando creativamente molteplici suggestioni, arrivate dai videogiochi, a partire da storici platform come Mega man 2 e Super meat boy, per giungere ai fumetti, nella Scandinavia post-apocalittica del webcomic Stay still stay silent (Ssss) di Minna Sundberg. Il tutto rielaborato nell’eccentrica estetica di Gonner: a suggerire gli strani serpenti che inghiottono Inkk sono stati, suggeriscono gli stessi autori, quei fantastici tubi che trasportavano qua e là Super Mario nel Regno dei funghi. 


WITCH IT (Daedalic, per Pc) 

Una caccia alle streghe tutta da ridere, trasformata nella versione online dell’intramontabile gioco del nascondino. Da un lato appunto le streghe, dall’altro i cacciatori. Le une provano a nascondersi, gli altri le devono scovare. Lo schema è grossomodo questo, rielaborato di volta in volta in varie modalità, che rimescolano le carte, per esempio facendo che, in una tipologia alternativa della sfida, i catturati vengano man mano aggiunti alle fila dei cercatori. Witch it offre una lettura molto scanzonata delle formule del multiplayer, che nell’opera del piccolo studio tedesco Barrel roll, composto da appena sei persone, è votato totalmente alla leggerezza e al divertimento, senza ansia da competizione, una filosofia ben accolta dalla community cresciuta attorno al videogame, uscito in occasione di Halloween dall’accesso anticipato di Steam all’insegna di una colorata comicità cartoon. Quando si gioca nei panni delle streghe l’obiettivo è non farsi prendere: ci si può tramutare in qualsiasi oggetto dello scenario e, se si viene scoperti, fuggire volando sulla scopa. Ai cacciatori spetta invece rivoltare i livelli da cima a fondo il più velocemente possibile. 


THE SIGNIFIER (Raw fury, per Pc e Mac) 

Il titolo The signifier, ossia il significante, rimanda a un termine tecnico del modello con il quale l’analista francese Jacques Lacan utilizzava categorie dello strutturalismo per fornire la sua interpretazione del funzionamento dell’inconscio. Temi che entrano appieno nell’avventura in prima persona dei cileni Playmestudio. Come in un classico giallo c’è un cadavere - qui il morto eccellente è la vicepresidente della più grande multinazionale high-tech del mondo - e dunque le cause del decesso da indagare. In questo noir dalla grafica empatica con gli eventi l’investigatore è però uno scienziato e inventore, Frederick Russell, psicologo, esperto di intelligenza artificiale, i cui studi gli hanno permesso di creare uno scanner cerebrale profondo, il Dreamwalker, ancora in fase sperimentale, ma che dovrebbe riuscire a insinuarsi nelle memorie sensoriali e nei meandri più profondi della mente. Sono diverse dunque le dimensioni da esplorare, giunti alle frontiere di una fantascienza che smaschera inquietanti risvolti in tema di privacy derivati da certi usi della tecnologia, mentre in un crescendo di tensione interroga sui possibili ruoli dell’intelligenza artificiale nelle nostre vite. Al centro c’è il dilemma antico come l’uomo sul rapporto tra la realtà e la percezione che ne abbiamo, proiettato in una chiave onirica dalla quale provare a ottenere risposte. 


CARDPOCALYPSE: OUT OF TIME (Versus evil, per Pc e console) 

Un gioco di carte proibito e i mazzi che allora prendono letteralmente vita, nei corridoi della scuola elementare Dudsdale, dove per i Mega mutant power pets era esplosa una vera mania. A guidare la lotta contro i mostri diventati realtà, una bambina, Jess, appena arrivata nell’istituto e fortemente sospettata di essere la causa della messa al bando del divertimento. Costretta sulla sedia a rotelle, Jess in Cardpocalypse è però anche l’eroina che cerca di salvare i compagni e il mondo intero, in un rispecchiarsi continuo tra le dinamiche del passatempo preferito dagli scolari di Dudsdale e quelle del videogame, dove i combattimenti si disputano appunto attraverso mazzi di carte personalizzabili. Nell’espansione Out of time, Jess si ritrova nel passato, intrappolata in un loop temporale, dove si ripetono ogni giorno le stesse 24 ore, per provare a cambiare il corso degli eventi, aggiungendo ulteriori tasselli alla storia e nuove carte con cui sfidare i cattivi di turno. Autentico gioiellino, sviluppato dallo studio indie irlandese Gambrinous, Carpocalypse è anche un omaggio alla gioventù e un tuffo appassionato negli anni Novanta, non a caso quelli del boom dei Ccg, i giochi di carte collezionabili. 


THE SUICIDE OF RACHEL FOSTER (Daedalic entertainment, per Pc, Ps4 e Xbox one) 

L’orrore che si nasconde tra le mura domestiche di famiglie in apparenza normali, la tranquillità delle cittadine di provincia dove, Twin peaks insegna, possono annidarsi i più oscuri segreti. Il racconto interattivo dello studio romano One-O-One si inerpica fin nel Montana, in un paesaggio che assomiglia tanto a quello percorso dall’auto della famiglia Torrance nel Glacier national park, diretta al remoto e sinistro Overlook Hotel. Anche in The suicide of Rachel Foster c’è un albergo dove, dopo la morte della madre, torna la protagonista Nicole per rispettarne le volontà, mettendo in vendita l’edificio, ma anche per pareggiare i conti con una tragedia avvenuta in passato, la morte della sua compagna di scuola Rachel, appena sedicenne quando si sarebbe tolta la vita. Il tema, analogamente alla serie tv 13 reasons why, è provare anche a cercare di far luce sui motivi del gesto estremo, che aveva travolto gli stessi genitori di Nicole, provocandone la separazione. Il riferimento cinematografico più diretto per le atmosfere dell’indagine compiuta dalla ragazza è comunque Shining, nel dedalo di una costruzione dimenticata, dove rimane unica ospite, con la voce di un agente dell’ente federale per la gestione delle emergenze che prova a fornirle indicazioni e consigli, mentre gli eventi atmosferici rendono sempre più tagliata fuori dal mondo la località. Mentre Nicole incomincia ad allineare meglio le tessere di una tragedia sulla quale continua ad aleggiare il mistero, è circondata da un clima di sospetto e di paura: guardare nel buio dei propri affetti è forse questa la prova più terribile per la giovane o in quei corridoi si annidano altri, inquietanti fantasmi? 


AQUANOX DEEP DESCENT (Thq nordic, per Pc) 

Thq nordic è un grosso editore europeo che, tra i tanti impegni, sta riportando in auge diverse serie del passato. Tra sequel e remake, c’è di tutto, dalla continuazione della saga blockbuster di Darksiders al richiamo di nomi celebri come Spongebob. Una delle ultime operazioni riguarda il ritorno di Aquanox. A molti oggi forse il titolo dice poco, ma si tratta di una saga le cui radici risalgono agli anni ‘90 che ha avuto in realtà un certo peso, soprattutto in quel particolare contesto cresciuto attorno alla Germania, dove il digital entertainment ha mantenuto storicamente sempre una maggiore affinità con i computer che non con le console, quasi una forma di resistenza per preservarne alcuni caratteri tradizionali. Alle redini del nuovo Aquanox deep descent lo studio indipendente serbo Digital arrow che, oltre a recuperare l’ambientazione subacquea del videogame, rilancia così il genere classico degli sparatutto in voga all’epoca e sviluppatosi parallelamente all’evoluzione dei motori grafici 3D. L’azione si svolge in soggettiva, scrutando i pericoli a bordo di un sottomarino, perché la superficie della Terra del futuro è stata ormai totalmente depredata delle risorse e inospitale. 


CLEA (Sekai, per computer e Switch) 

La casa infestata è un topos narrativo ricorrente nel genere horror, non fosse altro perché racchiude la paura atavica di non avere più nessun luogo sicuro attorno a sé, quando anche le quattro mura domestiche, istintivamente identificate come il rifugio da raggiungere e dove barricarsi per cercare scampo, si rivelano invece trappole piene di insidie e presenze ostili. In Clea di Invertmouse la protagonista è oltretutto una bambina che, con fratellino al seguito da proteggere e aiutare, deve fronteggiare una marea di mostri per mettere la parola fine ai pasticci provocati dagli oscuri esperimenti dei genitori. Disegnata come un anime, la storia è però tutta da scrivere, frutto delle azioni compiute dalla piccola Clea, mentre attorno a lei riecheggiano suoni sinistri in un’architettura labirintica dove nascondersi e scappare possono rivelarsi le armi migliori per sopravvivere e magari capire i segreti di una famiglia decisamente speciale. Già previsto un sequel, annunciato in uscita il 25 marzo 2021 con una formula che programmaticamente evita l’artificio del jump scare, quell’evento improvviso che nei film spaventa lo spettatore, facendolo sobbalzare dalla sedia. Senza jump scare è anche Clea, originariamente per Pc e adesso approdato su Nintendo switch. 


OCTOBER NIGHT GAMES (Whispergames, per Pc) 

Pare sia un fenomeno piuttosto raro la luna piena nella notte di Halloween: la prossima è prevista nel 2039. Eppure è un elemento ricorrente nei paesaggi dei film ambientati durante la ricorrenza e proprio all’ombra di quell’iconica immagine si decide il destino del mondo in October night games, gioco da tavolo digitale che mette in campo una galleria di vampiri, streghe, licantropi, scheletri impegnati nella lotta finale. Si combatte, da soli o in multiplayer, anche a colpi di incantesimi e strane pozioni, ma sino all’ultimo è difficile discernere completamente le vere intenzioni dei due gruppi occulti che si sfidano in una sperduta cittadina, creando incerte alleanze in un clima di sospetto e di intrigo. Ciascun personaggio è associato a un animale iconico, come il gatto, il pipistrello o il gufo. Firmato dallo sviluppatore Alexandr Wolodarskij e dall’artista Angie Schuster, con base a Berlino, ai quali si sono poi aggiunti alcuni collaboratori sotto l’etichetta Octobear knight games, il titolo si ispira all’estetica dei vecchi film horror, ai quali rimanda la stessa colonna sonora dove riecheggiano gli ingredienti tipici dei suoni da paura.