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Videogame. La guerra dei mostriciattoli che vale miliardi

15 novembre 2020, 19:12

Videogame. La guerra dei mostriciattoli che vale miliardi

di Riccardo Anselmi 

Magari non ci si pensa: il franchise più ricco di sempre non sono né Star wars, né i supereroi della Marvel, ma i Pokémon, i simpatici mostriciattoli su cui Nintendo dal 1996 ha costruito un impero che, a partire dai videogame, si è espanso dai cartoni animati ai film, dai fumetti ai giocattoli e un’infinità di merchandising. Il risultato è che si stima quello dei Pokémon sia oggi l’unico media franchise ad aver superato i 100 miliardi di incassi, più di quanto sembra abbiano raccolto, nella loro pur lunghissima carriera, per citare un altro esempio molto popolare, Topolino e soci. 

Classifiche a parte, sono numeri che aiutano a inquadrare il fenomeno e a capire perché abbia catturato un po’ ovunque l’interesse di editori importanti. A scendere in campo anche l’americana Warner bros, che ha affidato adesso le sue speranze a Bakugan: Campioni di Vestroia, traduzione per la console Switch (di Nintendo) di una serie giapponese in onda su Cartoon network, il canale del gruppo dedicato ai ragazzi. In questo caso le creature da collezionare all’interno di specifiche sfere, per poi lanciarle in battaglia una contro l’altra a suon di mosse speciali da caricare nel corso del match che si svolge nella cornice di arene urbane, assomigliano a reinterpretazioni per i giovanissimi di mostri e robottoni tipici del cinema kaiju, il contesto da cui negli anni ‘50 scaturì il mito di Godzilla. 

Attraverso Bakugan: Campioni di Vestroia si rinnova la collaborazione tra Warner bros e Wayforward, lo studio del cult Shantae che con l’appoggio della major in passato aveva firmato Batman: The brave and the bold, un videogame d’azione di stampo classico, tutto in 2D. Con Bakugan: Campioni di Vestroia anche il team californiano si converte alla grafica 3D, come ormai d’altronde prassi e avvenuto per gli stessi Pokémon, che su Switch continuano le loro fantastiche avventure con un capitolo davvero spettacolare in tal senso, Pokémon spada e scudo, recentemente ampliato da una seconda grande espansione, intitolata Le terre innevate della corona, che segue l’introduzione di una prima area aggiuntiva piena di ulteriori mostriciattoli da catturare, L’isola solitaria dell’armatura. 

Si ispira invece all’immaginario da una manciata di pixel dei vecchi episodi per Game boy una delle più interessanti riscritture originali del filone che hanno trovato terreno fertile nell’ambito della scena indipendente, tra una nuova generazione di sviluppatori cresciuti proprio a pane e Pokémon, come l’autore di Monster crown, un progetto work in progress entrato in accesso anticipato su Steam con il supporto di Soedesco.