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Indie planet. Quel pizzico di arte che non guasta

di Riccardo Anselmi -

24 novembre 2020, 17:06

Indie planet. Quel pizzico di arte che non guasta

MANIFOLD GARDEN (William Chyr, per Pc e console) 

Semplici linee rette con le quali riuscire a costruire mondi impossibili, da esplorare quasi per perdersi, di fronte agli enigmatici rompicapo che interrogano e affascinano, come davanti all’arte di M. C. Escher. In Manifold garden è l’architettura che crea la storia, invitando a proseguire il cammino in un susseguirsi di rivelazioni, mentre mostrano un’altra faccia del modo di vedere lo spazio. Del resto, manifold è un termine tecnico, traduzione in inglese dell’originale tedesco, ideato nel XIX secolo per classificare strutture geometriche anche non euclidee, dove trovano posto figure armoniose come le curve del nastro di Moebius, che hanno subito trovato applicazione nel campo dell’arte. L’autore, l’artista americano William Chyr, ha esplicitamente citato l’influenza di progettisti come Frank Lloyd Wright e Tadao Ando, ma sono molteplici gli stili adottati in questo strano universo minimalista, dall’austera tavolozza e dalle invenzioni inesauribili, attualmente in mostra al Design museum di Londra, unico videogame in lizza ai Beazley designs of the year, che premiano gli oggetti, reali o virtuali, simboli di un anno, dal gennaio 2019 al gennaio 2020, alla vigilia del materializzarsi dell’incubo del Covid-19. 


DISC ROOM (Devolver digital, per computer e Switch) 

Devolver digital non si smentisce e tira fuori dal cilindro uno dei migliori indie dell’anno, destinato a diventare un cult, al pari di tanti titoli del suo originalissimo catalogo. Disc room nasce dalla collaborazione tra personalità di spicco che si sono già messe in luce per hit come Heavy bullets, Enter the gungeon, High hell e Minit, insomma un piccolo dream team per chi segue la scena alternativa che risponde al nome di Kitty Calis, Jan Willem Nijman, Terri Vellmann e Doseone. Come molti grandi videogame, la premessa è semplice: bisogna attraversare stanze colme di lame rotanti, evitando di essere tagliati in due, nonostante poi in realtà capiti spesso e rappresenti a tutti gli effetti una delle sfumature della formula su cui poggia Disc room, dove far tesoro persino delle sconfitte. Un elemento chiave risiede nell’estetica tagliente, stemperata in un grandguignolesco cartoon, ma che poggia un po’ sugli stessi meccanismi psicologici degli slasher movie. Ogni dettaglio di Disc room si incastra alla perfezione nell’ingranaggio ludico, che recupera con gusto contemporaneo la lezione dei classici arcade, trasformandosi, man mano che i livelli si complicano e si sbloccano abilità, da una sfida di riflessi a un letale puzzle incentrato sul ragionamento. C’è spazio anche per un mistero, sullo sfondo di atmosfere fantascientifiche che ricordano il film Cube. 


OVERCOOKED! ALL YOU CAN EAT (Team17 per Ps5 e Xbox series X) 

È un po’ come entrare in un’affascinante casa di bambola, ma composta soltanto da cucine - oltre duecento - complete di tanti accessori in miniatura, con in più la sensazione di trovarsi però nel caos frenetico del dietro le quinte del ristorante più pazzo del mondo, con ordini da portare in tavola entro i tempi prestabiliti per soddisfare appetiti famelici. Il fortunato titolo degli inglesi Ghost town games è tornato in ottima forma, in un’edizione che riunisce Overcooked, il sequel Overcooked 2 e altri contenuti aggiuntivi, rimasterizzata per la next-gen di Ps5 e Xbox series x tutta giocabile anche online, da piattaforme diverse, per il divertimento dell’intera famiglia, con opzioni che ne facilitano l’uso a chi è affetto da dislessia e daltonia. Se tener dietro ai ritmi folli degli chef - uno squadrone di 120 simpatici personaggini - non è facile, si può optare per una maggiore tranquillità delle procedure nella preparazione delle ricette, adatta pure a chi non abbia grande dimestichezza con le console. I neofiti dei fornelli vengono accompagnati passo passo, in una sorta di scuola da raffinati gourmet, cominciando con semplici piatti, come la ministra, fino a specialità più complesse, magari dividendosi i compiti con i colleghi in una gara di autentiche o stravaganti leccornie. 


OCEANHORN 2 (Cornfox & bros., per Switch e Apple) 

Un salto all’indietro nel tempo di mille anni per il prequel di Oceanhorn, l’omaggio dei finlandesi Cornfox & bros. ai classici action rpg, in un’originale rilettura delle atmosfere di The legend of Zelda e di Final fantasy. Dopo il debutto con Oceanhorn: Monsters of uncharted seas, adesso con Oceanhorn 2: Knights of the lost realm la saga riannoda il filo della storia, raccontando i remoti antefatti e aiutando a conoscere meglio il mondo in cui è ambientata la serie, in un medioevo fantasy che coesiste con la tecnologia di avveniristiche macchine e robot senzienti. L’avventura, che adotta la visuale in terza persona, si svolge in scenari 3D, da esplorare anche nuotando sott’acqua o scendendo nella cavità del tronco di un albero, in ricostruzioni disegnate con cura per il dettaglio tali da rendere appagante l’aggirarsi nei luoghi anche senza una precisa meta. In realtà il protagonista ha ben chiaro il suo obiettivo: diventare un cavaliere, ma il destino ha in serbo altro per lui e i due amici che lo accompagnano: trovare i tre sacri emblemi per salvare l’intera civiltà dalle forze del male, prima che sia troppo tardi. Da qui la necessità di partire verso terre ignote, incontrando le popolazioni che le abitano per stringere eventuali future alleanze. 


BUBBLE BOBBLE 4 FRIENDS (Taito, per Switch e Ps4) 

Inin è un piccolo editore tedesco specializzato nel recupero della tradizione arcade, una missione che spazia dalla riscoperta di produzioni del passato alle proposte odierne di stile rétro, comunque in grado di catturare e trasmettere l’essenza di quella che viene considerata l’età dell’oro del genere, intorno ai primi anni ‘80. Il decennio nel quale nacque anche Bubble Bobble, un platform della giapponese Taito che più tardi aprì la strada a un altro fenomeno, Puzzle Bobble, con protagonista la stessa coppia di simpatici draghetti, Bub e Bob. Bubble Bobble 4 friends: The baron is back è un sequel che ha visto collaborare Taito e Inin per portare la formula dell’originale sulle console di oggi. Il titolo richiama una delle caratteristiche del nuovo episodio, che permette di affrontare i livelli collaborando in un massimo di quattro giocatori, evolvendo l’anima co-op alla base già del coin-op. Le dinamiche sono quelle di un platform a schermate fisse, dove si salta da una piattaforma all’altra cercando di evitare i nemici e nel frattempo provando a imprigionarli nelle bolle di sapone soffiate dai draghi, finché non si libera lo schermo da tutti i pericoli passando così al quadro successivo, tra variazioni a tema e scontri coi boss, che aggiungono ulteriore pepe a una gustosa ricetta senza tempo, perfetta per serate insieme sul divano. 


MARS HORIZON (The irregular corporation, per Pc e console) 

Quando arriverà l’uomo su Marte? Con il simulatore dell’inglese Auroch digital l’impresa è dietro l’angolo, in una missione che comunque si presenta complessa per l’ente incaricato di organizzare tutte le fasi del viaggio verso il Pianeta rosso, con gli astronauti da formare, la base da progettare e costruire. E non è detto sia meglio battere la concorrenza ai nastri di partenza per raggiungere l’obiettivo, perché forse un maggior impegno preliminare in laboratorio è in grado di ridurre al minimo gli inconvenienti capaci di far fallire un lavoro meticolosamente programmato. Ma nel gioco, sviluppato con il supporto dell’Esa, l’agenzia spaziale europea, e dell’agenzia spaziale del Regno Unito, non si guarda solo al futuro. Si può infatti riscrivere l’intera epopea della corsa allo spazio dai suoi albori, ricalcando o riscrivendo la storia, per decidere a chi affidare la palma dei vari primati, dai primi voli in orbita all’allunaggio, in una gara a colpi di evoluzione tecnologica e scientifica che contempla comunque l’eventuale scelta di collaborare con altre agenzie. È però lo sguardo su Marte ad aver catalizzato le energie, per cercare di mettere a disposizione conoscenze e soluzioni avveniristiche, fondate però su scenari modellati sulla base delle attuali evidenze. Il podcast sul sito ufficiale di Auroch digital dedica alcune puntate al tema. 


HYPER BRAWL TOURNAMENT (Milky tea, per computer, console e mobile) 

Non solo chicche: la scena indipendente ha animato spesso anche quelle che si sono rivelate tra le maggiori hit del digital entertainment. Basti pensare a Minecraft o a Rocket league e ancora a Fall guys e ad Among us, i fenomeni del momento. Tutti nati come indie, con le grandi compagnie che eventualmente sono subentrate solo in un secondo tempo. È in questo filone mainstream che prova a lanciarsi adesso anche Hyper brawl tournament, un party game multipiattaforma interessato a farsi largo nell’arena online, attraverso un mix che da un lato richiama i classici, come Speedball dei Bitmap brothers (anima British al pari di Milky tea, lo studio di Hyper brawl), cult di fine anni ‘80 a sua volta influenzato da Rollerball (il film del 1975), dall’altra riprende l’estetica cartoon oggi tanto in voga. Una sorta di Guardiani della galassia che giocano al calcio storico fiorentino, per citare alcuni degli ingredienti messi in campo degli sviluppatori. Il risultato è un colorato titolo sportivo, che ha i caratteri degli hero shooter come Overwatch e in cui va in scena una fantascientifica pallamano 2 vs 2 piena di colpi proibiti, tiri imparabili e effetti speciali. 


SCOURGEBRINGER (Dear villagers, per computer, Switch e Xbox one) 

Un monolite alieno che scende dal cielo conficcandosi nel terreno, per poi inghiottire uno dopo l’altro i prodi guerrieri intenzionati a sfidare la misteriosa struttura per capire cosa si celi al suo interno. L’impresa definitiva deve compierla allora Khyra, la protagonista di Scourgebringer, platform con elementi roguelike sviluppato dallo studio francese Flying oak. Ambientato in un mondo post-apocalittico, il gioco prende presto un ritmo adrenalinico, allestendo la cupa discesa di Khyra agli inferi, in un susseguirsi di stanze degli orrori macchiate dal colore rosso vivo del sangue, indispensabile linfa vitale. Con i due autori, Thomas Altenburger e Florian Hurtaut, ha collaborato la scrittrice Pia Jacqmart (Call of Cthulhu di Cyanide) per conferire spessore alla storia che tiene insieme la corsa a perdifiato dell’eroina lungo una sequenza di spazi dove antiche macchine riportano indietro al passato sepolto di una civiltà scomparsa. La velocità è un fattore determinante per giungere alla vittoria, mantenendo quel ritmo sostenuto, che contribuisce alla difficoltà del gioco, assecondato della colonna sonora rock composta da Joonas Turner. 


HAMMERTING (Team17, per Pc) 

Nella mitologia nordica i nani sono fabbri e minatori per eccellenza, capaci come pochi altri di inoltrarsi nelle viscere della Terra alla ricerca delle preziose materie prime da estrarre per essere utilizzate nella fucine dove si lavorano i metalli. In Hammerting, titolo in accesso anticipato dello studio Warpzone, fondato a Stoccolma da ex veterani di Avalanche e Paradox, è proprio l’attività di questi barbuti personaggi a dover essere organizzata, esplorando montagne inaccessibili, dove è destinata a insediarsi una colonia di questo popolo laborioso, nell’incanto di scenari da fiaba. La simulazione comporta sovrintendere a tutta una serie di operazioni minerarie e manifatturiere, con in più il fattore commerciale della vendita di quanto fabbricato, ossia armi, la cui dotazione può strategicamente influenzare il corso degli eventi bellici nel mondo sovrastante. Hammerting deriva dallo svedese Hammarting, l’istituzione sciolta nel 1756 che in Svezia sovrintendeva all’uso di enormi martelli da forgia azionati dall’energia idroelettrica. I nani da reclutare nel gioco hanno ciascuno punti di forza e debolezze, con una propria spiccata personalità, non necessariamente burbera come vorrebbe un luogo comune. Caratteristiche che influiscono sulla coesione della squadra. Hammerting è comunque personalizzabile a piacere, tramite le mod aggiunte dai giocatori. 


DWARFHEIM (Merge games per Pc) 

Strategia in tempo reale, ma in co-op, da giocare anche e soprattutto insieme agli amici, in questa operosa “città dei nani”, dove c’è sempre qualcosa da fare. Nella grafica del videogame, nato a Trondheim in Norvegia, si respira la tradizione della cultura nordica, ma in Dwarfheim, per ora nello stato dell’accesso anticipato, gli sviluppatori di Pineleaf studio hanno riversato tutta la passione nutrita per titoli come Warcraft III, Dungeon keeper II, Factorio, Age of empires, con i quali sono cresciuti, per poi abbandonarli in seguito, attratti dalle dinamiche di Counter-Strike or League of legends, più votate al multiplayer. Dwarfheim prova dunque a rinnovare il mondo degli rts, puntando sul divertimento online in compagnia, divisi in squadre dove dividersi i compiti ma con la versatilità di intervenire veloci ad aiutare gli altri per ogni necessità. C’è la classe dei guerrieri che si lancia all’attacco delle comunità rivali, ma ci sono anche i costruttori, per fondare e far crescere il villaggio che, essendo abitato dai nani, non può non contare economicamente sul lavoro nelle miniere, organizzato nelle sue varie fasi, quasi come una perfetta catena di montaggio. 


DOUBLE PUG SWITCH (aPriori digital, per Pc e console) 

Originario della Cina, amatissimo dalle case reali olandese e britannica, il carlino (pug in inglese) è da sempre considerato un classico animale da compagnia. E forse non a caso lo studio The polygon left che ha sviluppato Double pug switch è di Bristol. Il problema è che il padrone del simpatico protagonista del platform è uno scienziato, con tanto di laboratorio dove, complice un gatto alquanto dispettoso, il povero carlino subisce gli effetti di un esperimento che crea un suo doppio in un’altra dimensione, in balia della perfidia felina. Salvare il suo sé nella realtà alternativa diventa la missione di Pug Otis, provando a fermare il gatto prima che compia ulteriori malefatte in modo da rimettere così a posto la situazione. Per evitare pericoli e aggirare ostacoli, ma anche per trovare la piattaforma successiva da cui proseguire il percorso articolato in 32 livelli, si salta di continuo, ma occorre farlo esattamente al momento giusto, in una delle quattro dimensioni spazio-temporali nelle quali il cagnolino riesce a muoversi agilmente. Volendo, si può trasformare Otis in un carlino glamour, a seconda dei gusti, rinfoltendo il suo guardaroba di stravaganti cappellini (41 in totale) grazie alle monete da raccogliere lungo il tragitto. 


DEATH TALES (Arcade distillery, per Pc e, dal 3 dicembre, Switch) 

Un esercito di mietitori senz’anima al servizio della Morte, diventata una vendicatrice spietata dopo aver provato la disillusione per il tradimento subito dall’uomo che amava. Puri strumenti di annientamento, armati di falce per sferrare il colpo finale, i mietitori eseguono implacabili gli ordini, fino a quando un nuovo arrivato non decide di ribellarsi per utilizzare i suoi attacchi non più per spezzare la vita degli innocenti, ma per sbaragliare le schiere di nemici che si frappongono a quella che è diventata la sua missione. Il motivo principale che attraversa il mondo sotterraneo di Death tales, muovendo le fila della storia, è il senso della perdita delle persone care, avvertito in modo diverso dai personaggi, mentre cercano di farsi strada combattendo contro forze sempre più agguerrite. Il mietitore protagonista può migliorare le sue capacità e il suo arsenale tramite un sistema di carte da collezionare, con cui riuscire anche a lanciare potenti incantesimi e chiamare in aiuto micidiali creature. L’avventura di stampo platform Death tales è il terzo titolo ambientato nel Plague universe creato da Luc Bernard, dopo War theatre e Plague road. 


AIRPLANE MODE (Amc, per Pc e Mac) 

Quello dei videogame si può ormai intendere a tutti gli effetti anche come un linguaggio multimediale che, sfruttando l’interattività, può affrontare da una prospettiva unica nel suo genere le più disparate questioni. In questo solco si inserisce Airplane mode, quasi a metà tra performance e installazione, non a caso nato come progetto di alcuni studenti della New York University Tisch school of the arts. L’idea di Hosni Auji precede di almeno un paio d’anni la pandemia, ma sembra rispondere in un certo senso anche alle situazioni che stiamo vivendo. Annunciato nel 2019, Airplane mode è uscito proprio adesso. Si presenta come un’esperienza a tratti molto curiosa dove viene simulato un volo transoceanico dal punto di vista di un passeggero tranquillamente seduto al suo posto su un aereo di linea. Si osserva intorno, magari c’è un bambino che piange, ma in pratica non accade nulla di strano in quello che nel bene e nel male si configura come un ritratto di normalità. Per ammazzare il tempo durante il viaggio, che può durare svariate ore, dopo aver ascoltato le istruzioni dell’equipaggio e sfogliato gli opuscoli guida, si può guardare un vecchio film sul monitor del sedile, leggere una rivista oppure giocare con lo smartphone, un po’ come nella realtà, cullati dai suoni di un mondo che appare oggi decisamente lontano.