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Indie planet. Letture multimediali, da Orwell alla leggenda del tulikettu

di Riccardo Anselmi -

21 dicembre 2020, 10:15

Indie planet. Letture multimediali, da Orwell alla leggenda del tulikettu

ORWELL’S ANIMAL FARM (Dairymen, per Pc e mobile) 


A settantacinque anni dalla sua pubblicazione, La fattoria degli animali di George Orwell riceve una riuscita traduzione interattiva, dove vengono esplorati i temi chiave del celeberrimo romanzo, andando al cuore delle dinamiche che intervengono a regolare i rapporti in uno spaccato della società. Una volta attuata la ribellione contro il padrone umano, nell’assemblea di bipedi e quadrupedi vengono presto enunciati i Sette comandamenti, suggellati dal principio: “Tutti gli animali sono uguali”, dando il via a un’autogestione che diventa una feroce, acuta satira dello stalinismo e del collettivismo comunista.

Al di là dei riferimenti storici, gli sviluppatori Nerial, che si sono trovati a completare il progetto in questi mesi di pandemia, hanno riscontrato la straordinaria attualità dell’opera di Orwell nel portare alla luce i molteplici meccanismi della propaganda. Emily Short, che ha curato l’adattamento del testo, sottolinea le forme di manipolazione psicologica, di ipocrisia, di corruzione e di avidità messe in atto a ogni latitudine dal potere per tessere la sua tela e sopprimere la libertà. L’attenta narrazione multimediale di Orwell’s Animal farm, in cui musica e grafica - disegnata con toni colorati e fiabeschi quasi da libro per bambini- contrastano con la dura realtà dell’esperimento in corso tra la verde serenità della campagna inglese, ha ottenuto l’approvazione della Orwell Estate, la fondazione a tutela del lascito letterario dell’autore del profetico 1984 e di altri emblematici volumi.

I personaggi del videogame sono gli stessi del romanzo: il Vecchio Maggiore, Palladineve, Napoleone, il signor Jones, i suoi vicini. Se ne seguono le sorti per sette anni ma, a seconda delle decisioni prese, può essere che il periodo della rivoluzione si accorci drasticamente e l’intero racconto prenda pieghe inaspettate. Ricominciando daccapo, si può osservare l’effetto di altre scelte, ridisegnando di volta in volta il destino della piccola comunità, in maniera più fedele al libro oppure no.

SPIRIT OF THE NORTH - ENHANCED EDITION (Merge games, per Ps5) 

 

Il fenomeno dell’aurora boreale, che illumina le notti del lungo inverno artico, ha suscitato dai tempi più remoti lo stupore ammirato dei popoli nordici. In Lapponia la spiegazione è stata trovata immaginando una volpe capace, con un colpo della sua coda fiammeggiante, di scagliare i cristalli di neve in cielo che si incendierebbero per effetto dello sfregamento del pelo contro le cortecce degli alberi. Il mitico e inafferrabile animale in finlandese si chiama tulikettu (letteralmente, in inglese firefox, come il popolare browser per il web che ne riproduce le sembianze nel logo), mentre l’aurora boreale è conosciuta come revontulet, ossia i fuochi della volpe. Si tramanda che il cacciatore in grado di catturare il tulikettu si garantirebbe un’immensa fortuna. È il retaggio leggendario anche della suggestiva avventura al centro di Spirit of the North, videogame ripubblicato per Natale in una speciale Enhanced edition dedicata alla next-gen della console Ps5, più evoluta sul piano tecnico. Gli autori del piccolo studio americano Infuse, di Raleigh nel Nord Carolina, hanno adottato un approccio che affida soprattutto agli orizzonti innevati, avvolti nel silenzio, il fascino di una narrazione multimediale di carattere esplorativo che non utilizza le parole, ma attraverso la contemplazione dei luoghi immerge nella sua storia arcana, da svelare risolvendo gli enigmi celati nell’incanto di un’ambientazione dove affiorano le rovine di un passato misterioso. È un percorso straordinario di scoperta in cui protagonista è appunto una volpe, in apparenza uguale a tutte le altre, che un giorno incontra lo spirito del Guardiano dell’aurora boreale, compagno nel viaggio verso un ignoto che si nutre dell’energia magica dei fiori e della bellezza degli scenari della natura. 

SUZERAIN (Fellow traveller, per Pc e Mac) 

Il titolo fa riferimento al termine suzerain, derivato dal rapporto tra signori e vassalli nell’organizzazione feudale medievale, che si utilizza tutt’oggi per indicare le relazioni tra Stati egemoni e loro satelliti, privi dunque di un’effettiva sovranità, pur essendo formalmente autonomi e indipendenti. È la cornice entro la quale si svolge l’intrigo politico del gioco sviluppato dai tedeschi Torpor, cinque amici con base a Berlino e la voglia di raccontare le derive del presente, prendendo come sfondo l’immaginario Paese di Sordland. Siamo nel 1954, dopo vent’anni di dittatura, salita al potere al termine di una sanguinosa guerra civile, esito di ripetuti colpi di Stato. Il giocatore veste i panni di Anton Rayne, un giovane leader carismatico che a sorpresa viene eletto presidente, chiamato a dare una risposta ai molteplici problemi di una società profondamente divisa, assetata di democrazia, piagata da un’economia da ricostruire, arretrata nelle infrastrutture, in una situazione di equilibri estremamente precari. Lo scranno può sfuggire da un momento all’altro, sulle spinte che minano da più parti il potere che Rayne può scegliere di amministrare promuovendo le agognate riforme costituzionali oppure convogliando nelle proprie tasche le risorse, arricchendo il patrimonio personale. Sono numerose le variabili da controllare, attraverso le conversazioni che svelano i piani degli avversari, il grado di consenso, le tensioni serpeggianti tra la popolazione se insoddisfatta nei suoi bisogni fondamentali, cercando di circondarsi di alleati fidati, dentro e fuori dai confini. L’esito dipenderà comunque dalle agende di ciascuno degli interlocutori, in un crescendo di interazioni e complessità tra manageriale e gioco di ruolo. 

TINKERTOWN (Headup, per Pc) 

Da casa editrice specializzata in uno sguardo alle proposte più interessanti della scena indie, che ha contribuito a far conoscere internazionalmente e a supportare durante l’intero scorso decennio, la tedesca Headup si lancia con Tinkertown nella sua prima produzione sviluppata internamente. Presentato come l’evoluzione multiplayer dei classici rpg alla Zelda nell’epoca dei sandbox, i videogame aperti all’inventiva degli utenti che hanno tra i loro capisaldi hit come Minecraft e Terraria, Tinketown ha appena iniziato il percorso dell’accesso anticipato su Steam, un sistema di pubblicazione work in progress che su Pc consente di seguire le varie fasi della lavorazione, acquistando il gioco quando non è ancora completo. Si tratta anche di un’occasione per gli autori di ricevere un primo riscontro diretto della comunità, man mano che il progetto si amplia e viene definito meglio, in modo da capire cosa funziona o no, applicando immediatamente eventuali correttivi. Al di là della grafica in pixel art che richiama l’epopea dei 16-bit, firmata da Misbug, al secolo l’illustratore italiano Giuseppe Longo, che ha già avuto occasione di collaborare con Headup per l’acclamato “The Textorcist: The story of Ray Bibbia” di Morbidware e ora all’opera su Tinkertown al fianco di figure di spicco come il veterano Hiroki Kikuta, compositore di fama mondiale che ha scritto le musiche di cult del peso di Secret of mana, la nuova fatica dello studio tedesco dietro l’apparente leggerezza nasconde una struttura evidentemente complessa. L’idea è che chiunque, col tempo, possa trovarvi gli strumenti per imbastire le proprie avventure fantasy insieme agli amici, trasformando Tinkertown nel prossimo successone underground dove ciascuno abbia una storia diversa da tutte le altre da raccontare.