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Indie planet. Planet coaster, il parco divertimento virtuale

di Riccardo Anselmi -

15 gennaio 2021, 18:13

Indie planet. Planet coaster, il parco divertimento virtuale

Frontier developments è tra i più importanti studi indipendenti britannici, fondato agli inizi degli anni ‘90 da uno dei guru della tecnologia, David Braben, il papà della serie di videogame Elite che poi avrebbe contribuito alla nascita anche di altri progetti d’avanguardia, come il computer low cost Raspberry Pi. Forse l’ultima realtà dell’epoca rimasta fuori dal controllo delle major del settore insieme al caso ancora più particolare della Cloud imperium di Chris Roberts, l’autore di Wing commander prima e di Star citizen adesso, una mastodontica space opera finanziata online attraverso centinaia di milioni in crowdfunding che oggi si divide proprio con Elite dangerous di Frontier la scena delle grandi simulazioni spaziali, è la casa che ha mantenuto vivo nello scorso decennio il genere classico dei giochi in cui si costruisce e amministra ogni tipo di attività, nel solco di pilastri come Theme park della vecchia Bullfrog, defunta software house di un’altra figura di spicco del digital entertainment d’oltremanica, Peter Molyneux. 

 Frontier l’ha sviluppato in diverse formule, più recentemente in Jurassic world evolution e in Planet zoo, dove si coglie un enorme lavoro per rendere affascinante anche solo osservare al di là dello schermo le dinamiche di una ricca fauna riprodotta in 3D, ma tutto è partito da Planet coaster, che dopo essere stato a lungo un grosso fenomeno su Pc è appena approdato su console in un’edizione aggiornata e già ottimizzata per la next-gen di Ps5 e Xbox series x. Planet coaster console edition è come il sogno avuto da bambini che si realizza grazie alle magie del virtuale. Una scatola dei giochi potenzialmente infinita che fa viaggiare con la mente da casa mentre accompagna alla scoperta del fantastico mondo dei parchi di divertimento, con la possibilità soprattutto di progettare il proprio, provando in prima persona le singole attrazioni. Si viene catapultati all’interno di un’attivissima community che in questi anni si è data un gran da fare per mettere in piedi e condividere le più incredibili montagne russe mai viste, a volte ispirate a modelli esistenti oppure inventate di sana pianta, con risultati spesso stupefacenti. 

In un periodo in cui anche Disneyland ha chiuso i battenti per trasformarsi eccezionalmente in un centro vaccini, Planet coaster mostra in maniera persino più evidente la sua connaturata vena romantica, la stessa che da tempi lontani fa battere il cuore per i trenini e qui fa sgranare gli occhi di fronte alle meraviglie dell’immaginazione. Come accade sempre più di frequente per le hit che crescono inarrestabili dal basso, lo spirito del game design è capovolto, offre gli strumenti, ma ruota attorno all’idea assoluta di creatività. 
 

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