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Startup. Anche Cinecittà si interessa ai videogame

di Riccardo Anselmi  -

20 gennaio 2021, 09:43

Startup. Anche Cinecittà si interessa ai videogame

Anche Cinecittà guarda ai videogame. Dal 28 gennaio al 12 aprile si potrà partecipare a un bando con cui Istituto Luce Cinecittà, in collaborazione con la Regione Lazio e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, intende sostenere l’avviamento e lo sviluppo di 10 startup innovative nel settore del digital entertainment di cui 2 ancora da costituire al momento della domanda (startup innovative costituende). Istituto Luce Cinecittà coordinerà l’acceleratore avvalendosi del supporto di Iidea (Italian interactive digital entertainment association), associazione di categoria italiana che riunisce editori e sviluppatori di videogame. Al termine del programma, in concerto con il Mibact, seguirà un demo day, vale a dire una presentazione strutturata dei progetti rivolta a una platea di publisher e investitori. 

Nell’avviso pubblico online sul sito Lazioinnova, che precede il formulario Gecoweb atteso il 28 gennaio, si specifica che ogni startup potrà ottenere l’agevolazione per un unico progetto riguardante lo sviluppo di un videogioco di intrattenimento da distribuire sul mercato internazionale. Al momento della domanda il videogioco deve essere disponibile almeno in una versione giocabile (prototipo) e il suo sviluppo, secondo quanto presentato nel progetto, dovrà concludersi al più tardi entro 12 mesi dalla concessione dell’agevolazione. L’agevolazione consiste in un contributo sui costi del progetto (pari complessivamente a 60.000 euro per ogni startup innovativa beneficiaria) e nella partecipazione a un programma di accelerazione della durata di circa tre mesi, nell’ambito del nuovo acceleratore diffuso dedicato all’industria del videogame Cinecittà game hub. 

Nel 2020 negli Usa il mercato dei videogame è cresciuto di quasi il 30% secondo le stime di Npd group arrivando a superare durante l’anno della pandemia, spiegano gli analisti di Idc, i ricavi complessivi dei settori cinematografico e dello sport messi insieme. Appena qualche mese fa, in settembre, nel commentare l’acquisto della major videoludica Bethesda, l’amministratore delegato di Microsoft, Satya Nadella, ha definito il gaming “la categoria dell’industria dell’intrattenimento in maggiore espansione, con ovunque persone che si rivolgono ai videogame per riunirsi, socializzare e giocare con gli amici”. Microsoft avrebbe pagato Bethesda qualcosa come 7,5 miliardi di dollari, un investimento enormemente più importante di quello, quantificato attorno ai 4 miliardi di dollari, cifre da record fino a qualche anno fa, con cui Disney si assicurò nel 2012 la Lucasfilm di Star wars. Oggi nel mondo, calcola Newzoo, ci sono circa 3 miliardi di videogiocatori abituali. Per Researchandmarkets il mercato globale dei videogame nel corso del prossimo decennio si avvierà a toccare il mezzo trilione di dollari. 

Sempre più spesso quello dei videogame viene considerato un settore strategico. Il caso più emblematico è forse il contributo dato dal successo su computer e console della saga fantasy The witcher nel rilancio sul piano internazionale dell’intera industria culturale polacca. Il piccolo team responsabile del progetto, la software house indipendente Cd projekt con base a Varsavia, in una decina d’anni è cresciuto in una grande azienda da centinaia di dipendenti valutata, prima della complicata uscita dell’ultima fatica dello studio, il kolossal fantascientifico Cyberpunk 2077, oltre 8 miliardi di dollari. 
Anche in Galizia si è recentemente puntato su un videogame fantasy, The waylanders, che fa conoscere, attraverso la forma contemporanea del digital entertainment, le radici celtiche insieme ad altri aspetti della cultura della comunità autonoma nel nord ovest della Spagna.