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INDIE PLANET Trent'anni di Turrican e un omaggio a Another world

di Riccardo Anselmi -

01 febbraio 2021, 09:56

INDIE PLANET Trent'anni di Turrican e un omaggio a Another world

TURRICAN FLASHBACK (Inin, per Ps4 e Switch) 

 

Dopo le raccolte dedicate ai cult giapponesi Darius e Space invaders, la coppia Strictly limited e Inin, due branche editoriali strettamente collegate, l’una fedele al formato fisico, l’altra votata al digitale, si concentra su un’importante pagina di storia europea: quella di Turrican, la serie che all’inizio degli anni ‘90 si impose come punto di riferimento della produzione per computer Commodore, affermandosi più in generale tra le avanguardie della scena dei videogame.

Un discorso nel quale si inserisce il contributo di Chris Huelsbeck, autore di indimenticabili colonne sonore, dove svettano le musiche tra synth pop e progressive rock di Turrican II, uno dei quattro episodi particolarmente significativi riproposti ora nella collezione Turrican flashback, che comprende: Turrican (1990, per Amiga), Turrican II: The final fight (1991, per Amiga), Mega turrican (1994, per Mega Drive) e Super turrican (1993, per Snes).

Si tratta di antesignani della corrente run and gun in cui riecheggiano in varie gradazioni il complesso level design di Metroid (più in evidente nei capitoli per Amiga) e l’azione di Contra (preponderante nelle successive incarnazioni per console).

Far rivivere nella maniera più fedele possibile i titoli di allora su harware diversi come quelli di oggi presenta molte sfide, ma le produzioni Inin si caratterizzano per l’estrema cura filologica rispetto all’opera. Per Turrican flashback è stato coinvolto Factor 5, lo studio tedesco già responsabile degli originali. 


OLIJA (Devolver digital, per computer e console) 

 

Naufraghi alla deriva, capitati in una terra ostile, con l’unica speranza di riuscire finalmente a tornare a casa affidata alle mani, e all’arpione magico, di un eroe a 8-bit, in questo platform d’azione dal gusto rétro, realizzato in pratica da una persona sola, Thomas Olsson, dello studio Skeleton Crew con base a Kyoto. Nell’avventura si ritrovano varie passioni dello sviluppatore e compositore francese, folgorato da un cult come Another world di Èric Chahi, assoluto capolavoro del 1991 che rappresentò uno dei punti più alti dell’allora ricchissima produzione d’oltralpe la cui influenza riecheggia nel gusto cinematografico animato anche tra i pixel di Olija.

Trasfigurati nello scenario d’invenzione ci sono poi i ricordi dei viaggi compiuti in Asia e il fascino per le leggende dell’Oriente, dove irrompe la vivace combattività dei Pirati dei Caraibi, in un’esplorazione che per il protagonista Faraday assume l’urgenza imperativa di una quete medievale alla ricerca di una risposta al mistero che sembra intrappolare in una gabbia straniante il manipolo di superstiti, liberando la strada a colpi di duelli velocissimi. 


CURIOUS EXPEDITION 2 (Thunderful publishing, per Pc) 

 

L’attrazione per l’ignoto e il fascino dell’esotico sperimentati in Europa della seconda metà dell’Ottocento rivivono nel sequel dell’avventura roguelike Curious expedition, sviluppato dallo studio berlinese Maschinen-Mensch. Si scatena una rocambolesca corsa per portare a casa i manufatti più rari e preziosi. A contenderseli, squadre di esploratori, che possono sfidarsi anche sfruttando l’introduzione della nuova modalità multiplayer.

Le spedizioni sono dirette a misteriose isole che si formano per poi sparire nelle acque dell’Oceano Atlantico. La grafica, che rende omaggio al fumetto franco-belga e segnatamente a Tintin, aiuta a immergersi in questa ricostruzione fantastica del passato, dove si impara a organizzare e mantenere in vita ciascuna missione, progettando la trasferta verso mete lontane e le varie tappe del viaggio, in un’ambientazione generata proceduralmente che dunque comporta sempre margini di sorpresa.

Mentre ci si inoltra tra le vestigia di antiche civiltà e gli echi di arcane leggende, di evento casuale in evento casuale si scrive la propria epopea come in una composizione interattiva che evoca nella chiave degli rpg i romanzi di Jules Verne, senza però trascurare gli aspetti più quotidiani, come la necessità di razionare con attenzione i viveri e di interessarsi alle condizioni di salute dei compagni, con l’obiettivo di riuscire a tornare a casa in tempo per arricchire con i reperti ritrovati l’Esposizione universale di Parigi del 1889. 


TOHÙ (The irregular corporation, per Pc) 

 

Disegnato come un fantastico libro illustrato, il gioco dei polacchi Fireart immerge in un mondo marino da Alice nel Paese delle meraviglie, dove si aggirano strambi personaggi, le leggi della prospettiva sono ribaltate, gli sfondi surreali offrono la chiave per risolvere gli enigmi. Le musiche scritte da Christopher Larkin (il compositore della colonna sonora di Hollow Knight) contribuiscono a immergere nell’atmosfera onirica dell’avventura di una bambina in viaggio da un pesce pianeta all’altro per scoprire quale mistero si celi attorno a lei e quale potere distruttivo abbia iniziato a sconvolgere equilibri all’apparenza immutabili.

Dove la piccola non riesce ad arrivare, ci pensa il suo amico robot ad aiutarla, in un punta e clicca dallo stile artistico ricco di inventiva - quasi una rivisitazione retrofuturistica coi pastelli di affollate composizioni alla Hieronymus Bosch - che richiede di non trascurare nessun dettaglio dei complessi marchingegni nei quali si nascondono le risposte ai rompicapo, in un crescendo di complessità. 


SHOT IN THE DARK (Possum house, per Pc e Linux) 

 

Shot in the dark è la quintessenza di un modo molto preciso di intendere il filone indie, già a partire dalla presenza del titolo - oltreché sulla principale piattaforma di distribuzione per Pc, ossia Steam - sui canali di Itch.io, una vetrina alternativa dedicata alla vena più sperimentale dei videogame praticata anche e soprattutto dai piccoli studi emergenti.

Su Itchi.io si può trovare l’intera produzione di Possum house, compresi vecchi prototipi dove si esplorano spunti evolutisi più compiutamente in Shot in the dark, la prima vera uscita pubblica del team di Rochester, nello stato di New York. Il gioco è un horror western in bianco e nero che si caratterizza per l’approccio minimalista. Al di là dell’estetica, la ricerca dell’essenzialità si estende al gameplay, che ruota sull’immediatezza di idee semplici e forti, in un recupero dell’anima arcade dal passato del medium con in primo piano l’abilità richiesta per destreggiarsi tra le varie sfide.

La chiave di lettura su cui si sviluppa l’azione è contenuta nel titolo: bisogna individuare i nemici che si nascondono spesso nel buio aguzzando la vista e colpendoli velocemente. 


SNOWTOPIA (Goblinz studio, per Pc) 

 

Piste aperte e impianti sciistici in funzione a pieno ritmo, grazie a un modello di gestione tutto da scoprire nel manageriale del piccolo studio francese Tea for two, uscito in versione work in progess per mezzo della formula dell’accesso anticipato, in collaborazione con Fractale maple. L’idea è trovare il modo per vivere l’incanto del paesaggio di montagna attirando gente, tramite strutture appositamente costruite, sulla base della propria filosofia architettonica. Si può puntare sulla mimesi nella natura o all’opposto imprimere un segno deciso. In ogni caso c’è da ponderare la sostenibilità dell’insieme, tenendo conto di un dettaglio centrale in questa utopia imbiancata di neve: il bilancio tra entrate e uscite non è quello classico.

Non si chiedono infatti pagamenti in denaro. Il circolo virtuoso che dovrebbe scattare è tra turisti talmente soddisfatti del trattamento ricevuto dal voler ricambiare mettendosi volontariamente al lavoro, richiamando così altri utenti, i quali a loro volta potranno aderire innescando ulteriori arrivi. In un certo senso, il titolo di Tea for tow ribalta le stesse logiche alla base dei manageriali, proponendo col suo gameplay una ricetta alternativa che strizza l’occhio al manifesto filosofico. Intanto c’è da cominciare con i primi tracciati, gli edifici e l’accoglienza dei primi ospiti-volontari.