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Madden, i big data e la lunga notte del Super bowl

di Riccardo Anselmi  -

08 febbraio 2021, 17:02

Madden, i big data e la lunga notte del Super bowl

È stata la domenica del Super bowl, la finalissima del campionato di football americano trasmessa a tarda notte anche in Italia dalla Rai. Ad attendere gli appassionati, tra i quali probabilmente diversi parmigiani, un tour de force di circa quattro ore. Parma vanta un rapporto particolare con questo sport made in Usa, come descritto da John Grisham nel romanzo Il professionista, che racconta la rinascita di un ex giocatore della massima lega statunitense catapultato nella realtà locale dei Panthers Parma. Avvicinarsi al football da digiuni non è affatto semplice, anche se il football - ha ricordato al cinema il film Ogni maledetta domenica di Oliver Stone - al di là di tutto offre più in profondità un affresco straordinario della società americana. 

Al football americano è dedicata anche la serie di videogame sportivi più longeva, pubblicata da Electronic arts praticamente a cadenza annuale da tre decenni, fin da quando Fifa non esisteva ancora. Madden nfl prende il nome da John Madden, storico allenatore e commentatore il cui volto figurava sulle prime copertine, così come prestò a lungo la voce per le telecronache delle partite su console, collaborando a stretto contatto con gli sviluppatori nel definire le coordinate degli episodi originali. Fu proprio sotto la sua guida e influenza che si iniziò a concepire il genere dei giochi sportivi come una vera simulazione. Al punto che le varie edizioni di Madden nfl vengono tradizionalmente utilizzate alla vigilia per prevedere l’esito del relativo Super bowl. L’anno scorso, con Madden nfl 20, Ea sports indovinò il pronostico, dando la vittoria ai Kansas City Chiefs, che erano i favoriti anche per il match dell’altra sera. 

Secondo la simulazione approntata con Madden nfl 21, la versione più recente del videogame, il trofeo del cinquantacinquesimo Super bowl lo avrebbe dovuto portare a casa ancora il team della giovane stella Patrick Mahomes, di fronte ai Tampa Bay Buccaneers della leggenda Tom Brady, giunto in finale insieme a una squadra di vecchie glorie recuperate tra gli amici di un’incredibile carriera considerata a 43 anni ormai sul viale del tramonto. Ci si era spinti persino a ipotizzare il risultato finale: 37 a 27 per i Chiefs, con Mahones eletto mvp, cioè uomo partita, grazie a una prestazione sopra le 400 yard. Per la prima volta, nei calcoli sono entrate anche le Next gen stats, le statistiche che vengono raccolte con estrema precisione sui campi della Nfl attraverso un gran numero di sensori che registrano ogni momento delle competizioni. Madden nfl 21 è il primo titolo a sfruttare su Ps5 e Xbox series questo tipo di dati all’interno del motore di gioco, per ricreare con maggiore scientificità le caratteristiche delle singole squadre e di ciascun atleta. 

Invece colpo di scena: contro ogni pronostico vincono i Buccaneers, la Cenerentola del campionato, con Brady che conquista il settimo titolo, record tra i record di una carriera davvero infinita. Sembra la trama di un film hollywoodiano. Addirittura, col punteggio di 31 a 9 per Tampa, il team del fino a ieri inarrestabile Mahomes non riesce a completare nemmeno un touchdown. Da quando qualche anno fa sono state introdotte le Next gen stats, che con l’aiuto dell’intelligenza artificiale sono usate dalle stesse squadre della Nfl per analizzare le partite e studiare l’approccio da tenere in campo, ci si è preoccupati se alcuni ruoli potessero venire ridimensionati dalla tecnologia. Al Super bowl LV le macchine hanno però dovuto fare i conti ancora una volta con l’imponderabilità del fattore umano. Un risultato su cui bisognerebbe che riflettesse bene anche il resto del mondo dei big data.