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Isolationist nightclub simulator. L'installazione virtuale del compositore Edwin Montgomery

di Riccardo Anselmi -

21 marzo 2021, 20:43

Isolationist nightclub simulator. L'installazione virtuale del compositore Edwin Montgomery

Edwin Montgomery è il compositore di Melbourne che ha firmato, insieme a Jamieson Shaw, la colonna sonora di Time della regista Garrett Bradley, già premiato come miglior documentario al Sundance e in lizza per una statuetta ai prossimi Oscar, storia d’amore e di resilienza con sullo sfondo uno sguardo critico al sistema carcerario degli Stati Uniti. Coinvolto in vari ambiti, Edwin Montgomery ha sviluppato presto anche un forte interesse nei confronti della multimedialità che lo ha portato a collaborare a diversi videogame. Sue le musiche del blockbuster mobile Warhammer 40,000: Regicide (candidato per il Best audio agli Australian game developer awards), così come quelle, frutto di ricerche rispettivamente sulle sonorità degli anni ‘70 e degli anni ‘80, di Objects in space e di Wasteland remastered, il riscoperto cult post-apocalittico di Inxile. 

L’approccio artistico di Montgomery al medium trova espressione anche in una serie di progetti più personali dal carattere sperimentale, come il folle Neon cyborg cat club pubblicato su computer da Myshkin entertainment cui si aggiunge ora Isolationist nightclub simulator, entrambi maturati in questi mesi di lockdown globalizzati. Isolationist nightclub simulator è stato realizzato con il supporto pubblico della Sustaining creative workers initiative messa in campo dallo Stato di Victoria per aiutare i lavoratori dello spettacolo durante l’emergenza del Covid-19. Più che un classico videogame, si tratta di un’esperienza interattiva che si propone al pari di un’opera d’arte, una specie di installazione virtuale che magari un giorno potrebbe finire esposta in un museo, ma oggi chiunque può acquistare e immergersi per una manciata di euro, grossomodo il prezzo ridotto di un biglietto. 
All’interno di quello che l’autore definisce una sorta di labirinto sensoriale si nascondono riflessioni sul periodo che stiamo vivendo. Isolationist nightclub simulator invita a entrare in una futuristica discoteca abbandonata, dove le uniche presenze sono immagini virtuali, interagendo con le inquietudini di una realtà pervasa dalla solitudine esistenziale in cui tutti diventiamo per un’interminabile momento l’ultimo uomo sulla Terra. 

Qua e là si possono lasciare messaggi che verranno forse letti un giorno dagli altri giocatori collegati online, ma non è possibile dialogare, rimane l’idea di un’incomunicabilità profonda. Addirittura si può provare a fuggire, avventurandosi nel mondo di fuori, aprendo la porta su altri misteri, un po’ alla Lost. Altrimenti ci si può perdere in varie attività, sparse nelle stanze seguendo la logica degli ambienti in grado di offrire una galleria di situazioni dove rivive comunque molto del nostro presente. La vera scappatoia è rappresentata dalla musica, come per Neon cyborg cat club il nucleo anche di Isolationist nightclub simulator, con cui Edwin Montgomery ribalta i ruoli, grazie a un semplice sistema studiato per consentire facilmente a chiunque di sperimentare in prima persona l’atto di creare il proprio tappeto sonoro per il dance floor attraverso il quale riaccendere, per una notte, le emozioni della pista da ballo.