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Monster hunter rise, un gioco da leccarsi i baffi

28 marzo 2021, 19:34

Monster hunter rise, un gioco da leccarsi i baffi

Siamo appena all’inizio dell’anno, ma potremmo già avere tra le mani uno dei più papabili game of the year. Di sicuro nel Paese del Sol Levante, dove la serie fa da sempre faville. L’ultimo episodio, Monster hunter rise, è uscito adesso con un lancio coordinato globale per Switch, il sistema di gioco ibrido che rappresenta un altro successone del made in Japan. Nessun gadget high tech ha probabilmente fatto meglio della console di Nintendo anche in periodo di pandemia. Da mesi Switch e i suoi bestseller figurano in cima a tutte le classifiche di vendita. Ora la ludoteca della piattaforma, oltreché sulle grandi esclusive di casa, dai Mario agli Zelda, passando per il fenomeno Animal crossing, può contare su un altro peso massimo, frutto dell’alleanza con Capcom, che ha sviluppato appositamente per la console Nintendo il nuovo attesissimo capitolo del suo franchise bestseller, in grado di spostare masse di milioni di persone. 

Basti pensare che in Giappone, dove subito dagli albori degli anni Duemila dei primi titoli per Playstation si è cominciata a registrare verso Monster hunter un’incredibile mania, alcune aziende – come quella di sviluppo software Mark-on – hanno deciso di concedere un giorno di ferie ai dipendenti in coincidenza con l’arrivo sul mercato di Monster hunter rise consapevoli dell’enorme richiamo del videogame, che nel frattempo è diventato pure un film, di Paul W. S. Anderson con Milla Jovovich, come capitato a un’altra famosa saga di Capcom, Resident evil. In Monster hunter non si combattono gli zombi, ma si va a caccia di enormi creature fantastiche che assomigliano a dinosauri. 

Lo schema, che ha decretato la fortuna della serie, propone una sconfinata quantità di sfide da soli o in compagnia via via più difficili e complesse, cui corrispondono premi più rari e potenti, grazie ai quali caratterizzare e rendere sempre più forte il proprio personaggio, così da affrontare anche i mostri più grossi e temibili, che richiedono un buon equipaggiamento, da forgiare dopo aver raccolto con pazienza le risorse giuste, e l’utilizzo di precise strategie. Monster hunter rise non è solo uno degli episodi più riusciti della serie, forse addirittura il migliore e il più ricco in assoluto, ma uno dei più spettacolari videogame per Switch. 

Tecnologicamente, porta al debutto sull'hardware ibrido di Nintendo il più recente motore grafico di Capcom, quel Re engine visto già all'opera sulle console da salotto con produzioni come i Resident evil e in Monster hunter rise capace di disegnare meravigliosi paesaggi 3D esplorabili. Per i fan della serie l'episodio per Switch segna inoltre un ritorno alle atmosfere classiche e a certe consuetudini dei capitoli originali, in un perfetto mix tra tradizione e innovazione che farà maggiormente la felicità dei puristi rispetto al precedente Monster hunter world, un capitolo quasi di rottura in cui la formula era stata riconcepita in una veste, per così dire, internazionale. Monster hunter rise esprime un'anima squisitamente nipponica che si riflette dalle dinamiche a ogni dettaglio del videogame.

 

Per lo sbarco in Italia del titolo, Nintendo ha coinvolto un ambasciatore della cucina del Paese del Sol Levante come Hirohiko Shoda, alias Chef Hiro, che ha messo a disposizione sui suoi profili social Instagram e Facebook la video ricetta con la quale preparare i sanshoku dango, il tipico gnocco di riso giapponese, un piatto molto primaverile nella sua versione bianco, rosa e verde, colori che ricordano il risveglio della natura con i ciliegi in fiore. Non una scelta fatta a caso. Proprio i dango compaiono in varie scene del videogame, che non manca di celebrare l'importanza del rito della buona tavola tra una spedizione e l'altra.

 

Quello culinario è un aspetto ricorrente in parecchi titoli di culto giapponesi. L'esempio più emblematico si trova in Final fantasy XV (Square enix), dove le prelibatezze virtuali hanno raggiunto un fotorealismo da foodporn, come ci si riferisce in gergo alla pratica di fotografare i piatti mettendoli in posa per Instagram. Anche la serie Yakuza (Sega) condivide elementi simili, offrendo al protagonista l'occasione di gustare diversi menù. In Occidente fa furore Overcooked (Team 17), in cui si gioca a preparare correndo a destra e a manca popolari ricette stilizzate negli ingredienti di un esilarante party game.