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Indie planet. Sulle orme degli elefanti, la guerra del delivery e un fantasy farnesiano

di Riccardo Anselmi  -

03 aprile 2021, 19:23

Indie planet. Sulle orme degli elefanti, la guerra del delivery e un fantasy farnesiano

SHELTER 3 (Might and delight, per Pc e Mac) 

In Shelter 1 era una mamma tasso a cercare di proteggere il suo cucciolo, in Shelter 2 una lince provava a sopravvivere con la prole nella tundra, adesso in Shelter 3 è un’elefantessa, che ha appena dato alla luce un figlio, a doversi occupare della salvezza dell’intero branco, conducendolo in un viaggio verso una destinazione sicura.

Lo studio svedese Might and delight ancora una volta rende omaggio all’incanto della natura, in Shelter 3 immaginando anche le dinamiche che possono crearsi nel clan di pachidermi, capaci di manifestare saggezza ed empatia verso i propri simili. La neo madre ha a cuore soprattutto la salute del suo elefantino, ma è consapevole di avere anche la responsabilità di portare tutti alla meta, difendendo i più anziani e i più inesperti dai predatori, oltre a occuparsi di reperire cibo a sufficienza durante il lungo esodo. La grafica con cui sono disegnati i paesaggi e gli animali aggiunge un tocco quasi fiabesco all’avventura, dove però il pericolo è sempre in agguato e può costringere a difficili scelte, per evitare le quali occorre predisporre con cura il tragitto, facendo tesoro di ciò che insegnano l’istinto e la memoria. 


BLACK LEGEND (Warcave, per Pc e console) 

Un gioco tattico, con combattimenti a turni, immerso nell’atmosfera di una fittizia città fiamminga del XVII secolo, prospera come l’Amsterdam del Secolo d’oro olandese: lo studio belga Warcave, con sede a Geel nella provincia di Anversa, si è ispirato alla storia per dar vita ai quartieri dell’immaginaria Grant, nome nel quale sono racchiusi quelli di Gand (Ghent), Bruges e della stessa Anversa (Antwerp), tra i centri principali della regione amministrata nella seconda metà del Cinquecento, per conto della corona di Spagna, da Margherita d’Austria, moglie del duca Ottavio, e successivamente dal loro figlio, il generale Alessandro Farnese, che diede prova di notevoli capacità sul campo di battaglia, escogitando efficaci soluzioni anche dal punto di vista logistico, cruciale per la catena dei rifornimenti.

Erano gli anni in cui infuriavano le guerre di religione tra cattolici e protestanti, un altro dei temi che si leggono in filigrana nell’ambientazione di Black legend, dove i nemici sono principalmente i fanatici seguaci di un culto misterioso, verso il quale dimostrano un’obbedienza cieca, a ricordare quanta superstizione irrazionale aleggiasse ancora nell’età moderna. Una dialettica che si esprime però soprattutto nel ricorso all’alchimia, quale arma contro gli avversari, in un periodo in cui i confini tra filosofia, medicina e magia si confondevano, come nelle Fiandre affrescate nel romanzo L’opera al nero di Marguerite Yourcenar. Per colpire e massimizzare i danni inferti si sfruttano le combinazioni offerte dalla teoria umorale, secondo la quale il buon funzionamento dell’organismo derivava dall’equilibrio di quattro fluidi corporei, ciascuno rappresentato da un colore. 


DRIVE BUY (Glitchers, per Pc e Switch) 

A seconda di come lo si guarda, Drive buy può essere preso per un semplice divertimento multiplayer, ma anche visto come una parodia graffiante della società. Si tratta del nuovo progetto, sulla carta il più ambizioso e di ampio respiro, dello studio inglese Glitchers, con alle spalle il tormentone piratesco Plunderland, che a distanza di una decina d’anni fa ancora furore sull’App store, oltre a nove Leoni di Cannes e una nomination ai Bafta per Sea hero quest, gioco mobile e in realtà virtuale creato per aiutare la ricerca scientifica sulla demenza. Drive buy porta in dote, su Pc e Switch, tra le accoppiate preferite dagli sviluppatori indie, un revival del gotha delle corse più pazze del mondo: Twisted metal, Rocket league, Vigilante 8 e Mario kart dei quali vengono rimescolati gli ingredienti con una certa scientificità fino a ottenere un cocktail davvero fuori di testa.

Sfrecciando in un città disegnata in stile cartoon, si combatte a suon di missili e altri power up nel cuore di una follia urbana tra fattorini, che devono sudarsi all’ultimo sangue le consegne, facendo a sportellate ed eliminando fisicamente i colleghi, in una rilettura tutta da ridere degli incubi della fantascienza, come le guerre stradali di Altered carbon di Richard K. Morgan. 


ANTONBALL DELUXE (Proponent, per Pc) 

Alla base di Antonball deluxe c’è una game jam, quel genere di eventi particolarmente cari alla comunità degli indie che offrono l’occasione agli sviluppatori di collaborare e di mettersi in luce, sfidandosi a realizzare un gioco in un certo arco di tempo, di solito poche ore o al massimo qualche giorno. Il primo Antonball è nato proprio così. Da quell’esperienza si è costituito il piccolo team di Summitsphere che ha deciso di trasformare l’idea originale in un titolo vero e proprio da lanciare sul mercato, appunto Antonball deluxe, sorta di remake che ne rielabora ed espande i fondamentali dentro un pacchetto più vario e completo.

Lo spirito rimane un omaggio ai classici dei videogame, fissando la macchina del tempo a una quarantina d’anni fa, in piena febbre arcade. Antonball deluxe rilegge soprattutto il mito di Breakout, tra le grandi hit Atari degli anni Settanta dove bisognava abbattere un muro di mattoncini giocando di rimbalzo, un po’ come un decennio più tardi in un altro bestseller, stavolta marchiato Taito: Arkanoid. Antonball deluxe rimescola la formula aggiungendo l’ingrediente platform, una modalità multiplayer, un sacco di personaggi extra da sbloccare e tanta ironia, che sprizza da ogni quadratino della sua curatissima pixel art. 


THE FABLED WOODS (Headup, per Pc) 

The fabled woods si pone come un interessante esperimento, che utilizza il canovaccio delle narrazioni multimediali, dove ci si immerge per mezzo della visuale in soggettiva nello scorrere quasi autonomo della storia, per sviluppare non un’opera dalla prospettiva sulla carta ampia e complessa, ma un breve racconto, quello che in inglese, la lingua anche dell’autore del titolo, l’americano Joe Bauer, si definisce short story.

La durata stimata dovrebbe essere inferiore alle due ore. Il tempo, più che dalla vicenda in sé, viene assorbito dall’ambientazione: i fiabeschi boschi del titolo, che in The fabled woods nascondono cupi segreti, pronti a riaffiorare in un thriller interiore che gioca molto sull’atmosfera, fino a incamminarsi su sentieri surreali. L’essenza dell’esperienza non è tanto la meta, ma - come si dice spesso e vale anche in questo caso - il viaggio, sul quale si sono concentrati gli sforzi di Cyberpunch studios. Bauer ha ricreato con estrema cura lo scenario naturale in cui, in un gioco di specchi, si risveglia e sembra perdersi il protagonista, forse a non poterne o non volerne uscire più. Insieme a lui ha collaborato per gli effetti Nicolas Meyssonnier, che con l’editore Headup ha firmato il brillante Pumpkin Jack. Il sistema approntato sfrutta anche l’illuminazione in ray tracing delle schede Nvidia.