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King's Bounty II: dalla Russia con amore

di Riccardo Anselmi  -

18 luglio 2021, 19:32

King's Bounty II: dalla Russia con amore

Spesso gli sviluppatori sono i primi appassionati. Chi ricorda King’s Bounty? Un titolo leggendario che negli anni ‘90 ha aperto la strada a un filone, a cavallo tra tattica e rpg, proseguito per qualche tempo anche coi vari Heroes of Might and Magic e Disciples. Non siamo più in epoca mainstream ma, un po’ come accade per i Civilization o gli Xcom, sono quel genere di titoli che i vecchi fan a volte conservano ancora a portata di mano per una partita, gelosamente installati su hard disk. Rappresentano per altri versi l’emblema del passato del digital entertainment che alcuni studi, soprattutto dell’Europa dell’Est, cercano di tenere in vita e di recuperare. Negli scorsi decenni è sopravvissuto in parte così lo zoccolo duro del Pc gaming, che si è creato la sua nicchia, andando caparbiamente in direzione ostinata e contraria alle mode del periodo. 

Adesso King’s Bounty sta per tornare. A fine agosto uscirà per computer e console King’s Bounty II. Il team del gioco originale, firmato dalla New World Computer di Jon Van Caneghem, non esiste più, ma la sua eredità è stata raccolta in Russia, dove è al lavoro sulle ultime rifiniture del sequel la software house 1C. King’s Bounty II verrà pubblicato a livello internazionale da Prime Matter, la neonata etichetta d’alta gamma del gruppo europeo Koch Media, che ha molti progetti interessanti in cantiere, come Encased, un altro gioco di ruolo russo ispirato ai grandi classici. Dalla Polonia (The Witcher, Cyberpunk 2077, Outriders, Chernobylite) all’Ucraina (Metro Exodus, Stalker 2), dalla Croazia (Serious Sam, The Talos Principle) alla Russia (Pathfinder: Kingmaker, Atomic Heart), non si può dire che oggi non soffi forte il vento dell’Est. 

La particolarità di King’s Bounty II rimane l’alchimia di elementi, l’insieme dei quali distingue l’esperienza. Al cuore dell’azione rpg ci sono le battaglie tattiche, che si svolgono non tra singoli personaggi, ma tra le unità degli eserciti di cui il protagonista e i suoi avversari sono comandanti. In King’s Bounty II la tipica scacchiera esagonale si evolve dividendo in caselle direttamente lo scenario inquadrato in quel momento che mantiene gli aspetti 3D dell’ambientazione reale trasformandoli in ulteriori variabili - dagli ostacoli alle diverse altezze – delle quali tenere conto. Ogni scontro offre determinate sfide, che si fanno via via più complesse, costringendo a studiare bene ciò che si ha a disposizione. Ciascuna unità, da arruolare a volte in maniera specifica e che cresce di incontro in incontro, mostra vantaggi e debolezze e bisogna continuamente adattare le strategie a seconda del nemico. 

Gli sforzi di 1C si sono concentrati anche sul lato narrativo, che nel vecchio King’s Bounty era appena accennato, mentre in King’s Bounty II guadagna uno spazio importante. Quando non si combatte, il videogame prende la forma di un gioco di ruolo in terza persona che aiuta a immergersi nell’ambientazione fantasy che fa da sfondo all’avventura. Ci sono diverse scelte da compiere, a cominciare dal protagonista, da selezionare tra tre aspiranti eroi, con la propria storia e le proprie caratteristiche. Chi si interpreta influisce anche sulla risoluzione di determinati conflitti, specialmente man mano che le azioni prese in una situazione piuttosto che in un’altra ne definiscono meglio l’indole. Oltreché a insaporire il racconto, si può tradurre in alleanze o contrasti che possono modificare ulteriormente il campo di battaglia. L’accento non è tanto sui buoni o cattivi, ma su una differente visione del mondo legata a quattro tratti: ordine, anarchia, potere, astuzia.