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Indie planet. La matematica tra un revival e l'altro

di Riccardo Anselmi -

16 agosto 2021, 16:53

Indie planet. La matematica tra un revival e l'altro

COTTON REBOOT! (Inin, per Ps4 e Switch) 

Bisognerebbe erigere un monumento al lavoro portato avanti nel giro di pochi anni da etichette indipendenti come Inin e Strictly limited, due facce della stessa medaglia, l’una rivolta alla distribuzione digitale, l’altra al mantenimento collezionistico della copia fisica. È grazie a queste realtà, fiorite in Germania attorno a un gruppo di cultori dei videogame, che oggi si possono riscoprire nel migliore dei modi perle legate al passato più memorabile del medium. Non è infatti affatto semplice riproporre al pubblico odierno i classici e alcuni svarioni compiuti persino dalle major, quando pensano basti infilare il vecchio software in un generico emulatore, sono lì a dimostrarlo. Le produzioni Inin e Strictly limited sono al contrario tutt’altro che improvvisate, ma curate fino in ogni minimo dettaglio, per la gioia degli appassionati. A confermarlo anche operazione recenti come il ritorno della serie cult Cotton, emblema di quel filone shmups (gli sparatutto a scorrimento una volta in voga nelle sale arcade) che i fan amano definire cute ‘em up, per via dell’aspetto grazioso e simpatico dei suoi elementi, in luogo delle canoniche guerre tra navicelle. Nel caso di Cotton si guida una giovane strega in sella a una scopa a caccia di caramelle lungo coloratissimi livelli che sono bizzarri pastiche di riferimenti pop. C’è un po’ di tutto, rivisitato nello stile esagerato di un manga, dai classici b-movie horror alla mitologia dell’estremo oriente, passando per un boss a forma di testa gigante che sembra pescato dal film Zardoz. In attesa del nuovo episodio Cotton rock ‘n’ roll: Superlative night dreams, la magia del primo capitolo del 1991 si può assaporare vent’anni dopo in Cotton reboot!, che si presenta in duplice veste: realizzato dalla storica software house giapponese Success in collaborazione con gli esperti di retro game di Beep, con base nel celebre quartiere Akihabara di Tokyo, contiene sia un riuscitissimo remake modernizzato che una perfetta riedizione dell’originale, riprogrammata appositamente per le attuali console a partire da quella per computer Sharp X68000, considerata all’epoca il non plus ultra. 

DARIUSBURST ANOTHER CHRONICLE EX+ (Taito, per Ps4 e Switch) 

Una delle collaborazioni più prestigiose di Inin e Strictly limited rimane quella con Taito, storica casa nipponica di grandi classici, come Space invaders ma non solo. Tra le serie che il team tedesco ha aiutato a recuperare c’è Darius, assoluto capolavoro del genere shoot ‘em up – gli sparatutto a scorrimento, pilastro del divertimento elettronico della vecchia scuola - che racchiude anche un concentrato di cultura del Paese del Sol Levante. Rappresenta, se vogliamo avanzare parallelismi, una sorta di equivalente videoludico delle espressioni cinematografiche incarnate da Godzilla, con tanto il gioco quanto il film naturalmente immersi in un mare di riferimenti tutti profondamente giapponesi. A cominciare dall’ossessione per i pesci e altre creature oceaniche, che in Darius si fondono, quasi alla Tetsuo, con i robot e l’immaginario militare dell’impero fino a costituire i mostri biomeccanici contro i quali combattere, pilotando una futuristica navicella mentre si schivano fiumi di proiettili. Dariusburst another chronicle ex+ è una vera chicca che si inserisce in un percorso più ampio che comprende già diverse raccolte filologiche degli episodi tra gli anni ‘80 e ‘90 firmate dagli specialisti di M2 e che presto accoglierà anche la riedizione in hd di G-Darius (1997). Si tratta dell’adattamento per console di un raro episodio del 2010 che ha fatto furore nelle sale giochi nipponiche, nonché uno dei capitoli più evoluti e sfaccettati della saga, in grado di offrire continuamente nuovi stimoli, grazie a numerose modalità e ricche sfumature di gameplay, che si prestano a diversi stili di gioco. 

WORLD FOR TWO (Pqube, per Pc e Switch) 

La Terra travolta da un evento apocalittico, eppure capace di rivelare ancora la sua bellezza, tra una natura lussureggiante come non mai, negli scenari cesellati in pixel art dallo studio giapponese Seventh rank. L’unico e non trascurabile neo è l’assenza di qualsiasi forma di vita animale, perché forse la catastrofe ha lasciato appena un uomo sul nostro pianeta, il Professore, che si batte, confortato da un’incrollabile speranza, per ripopolare quei paesaggi incantevoli, ma angoscianti nel silenzio della loro solitudine. Non potendo avventurarsi direttamente in un’atmosfera ostile, lo scienziato affida il compito a un androide, che dovrà cercare di recuperare pezzi di Dna con cui ripercorrere il cammino dell’evoluzione, dalle creature più semplici a quelle più complesse, stupendosi ogni volta per il miracolo della vita. Una sorta di fiaba ecologica, ancorata alla realtà, sotto forma di un poetico racconto multimediale figlio delle paure e delle sensibilità attuali verso l’ambiente che ciascuno può intraprendere al proprio ritmo, trovando il tempo per ammirare gli habitat ricostruiti e, alla fine, sbloccare il capitolo sugli antefatti di un destino per fortuna non irreversibile. Il titolo, giù uscito nel 2020 su Nintendo Switch, è adesso disponibile anche su Steam. 

THE LONG GATE (Inductance, per computer e Switch) 

Le frontiere della scienza trasformate nella fonte di ispirazione per i puzzle del gioco creato da David Shaw, ingegnere elettronico e scrittore. Con alle spalle quattro anni di lavoro, The long gate applica i principi dell’informatica classica e dell’informatica quantistica ai circuiti da attivare per progredire nel videogame, cercando per ognuno di individuare la fonte di energia e partendo da lì provare a capire come alimentarne il flusso all’interno del sistema. Per favorire la maggiore accessibilità, l’approccio è graduale, ma scientificamente il più possibile accurato, assicura Shaw, che si è appoggiato agli esperti di un’azienda di riferimento per il calcolo quantistico come la canadese D-Wave systems per ottenere che, sia pure in un ambiente virtuale, l’aspetto visivo e la matematica dietro il funzionamento dei circuiti fossero verosimili. Frutto della passione per la fisica, per la tecnologia e per la fantascienza, cui rende omaggio nelle atmosfere da retrofuturistiche in cui ci si inoltra nel tentativo di decifrare il mistero di strani macchinari collocati in caverne labirintiche, The long gate apre anche lo sguardo a contemplare scorci di natura quali oasi di riposo per il pensiero, prima di tornare a tuffarsi nelle maglie della ferrea logica che regola rompicapo via via più complessi. 

A TALE OF SYNAPSE: THE CHAOS THEORIES (Tesura, per Pc, Mac e Switch) 

Un platform 2D per giocare con la matematica: è l’idea attorno alla quale la giovane Caroline Martinand, ceo e direttrice artistica della software house francese Souris-Lab, ha sviluppato il suo titolo d’esordio, A tale of Synapse: The chaos theories, dove i due protagonisti si aiutano vicendevolmente in un mondo onirico, le cui leggi si basano sul ragionamento logico. Il duo è chiamato a risolvere enigmi e a imparare, per riuscire ad affrontare meglio i nemici, lasciandosi catturare dalla bellezza di una branca della scienza che, non a caso, presenta notevoli affinità con l’armonia della musica e gli equilibri proporzionali nelle composizioni delle arti visive. La grafica ha un riferimento evidente nella geometria dell’astrattismo, con i mezzi espressivi principali ricondotti alla linea e al colore. Il disegno ha un ruolo chiave anche nel metodo di Singapore, utilizzato nel videogame per tradurre, senza bisogno di ricorrere alle parole, concetti di aritmetica e algebra. Chi lo adotta si abitua a passare nell’apprendimento anche attraverso una fase pittorica, dove gli oggetti concreti di un problema vengono trasposti in schemi e diagrammi, prima di arrivare alla loro trasformazioni in simboli, cioè in cifre e operazioni. 

SPELUNKER HD DELUXE (Inin, per Ps4 e Switch) 

Spelunky è stato uno dei grandi fenomeni della scena indie, al punto che il sequel nel 2020 si è guadagnato le luci della ribalta addirittura di uno State of play, gli eventi dedicati direttamente da Sony a ciò che bolle in pentola in casa Playstation. Prima di Spelunky e Spelunky 2 c’era Spelunker, tra le principali fonti di ispirazioni della hit a metà tra Indiana Jones e la speleologia rivisitata in un successo planetario in chiave roguelike dallo sviluppatore Derek Yu. Spelunker, quello originale, è un titolo uscito per Atari nel lontano 1983. Anche se non mancano i punti di contatto, specialmente in materia di atmosfera generale, con la discesa sempre più in profondità in una caverna, tanto piena di trappole e minacce quanto di tesori, si tratta di due serie dalle anime ben distinte. Spelunker è un platform impegnativo progettato a mano da capo a piedi in tutti i risvolti del centinaio di livelli in cui è scandita l’avventura, di quel genere dove bisogna calibrare ogni salto in maniera millimetrica, scoprendo tentativo dopo tentativo i segreti per andare a caccia della prestazione migliore. Un po’ come Cotton reboot!, la riedizione Spelunker hd deluxe per Ps4 e Switch, realizzata sotto l’egida di Tozai games, offre sia la possibilità di tuffarsi nel passato ultravintage del classico a 8-bit che l’opzione di sperimentarne lo spirito hardcore attraverso una grafica più moderna, oltre a presentare alcune variazioni sul tema, single e multiplayer (online o locale), compresa la sfida senza fine dell’Endless cave costruita ex novo di volta in volta grazie a un generatore procedurale. 

NO LONGER HOME (Fellow traveller, per Pc, Mac, ) 

Un periodo di svolta, quello delle grandi scelte, quando per decisione propria o altrui si viene costretti a lasciare una città e a trovare una nuova sistemazione, obbligati a fare i conti con legami di amicizia che si allentano a causa della lontananza. Ma quel momento sul limitare di opportunità che si aprono e occasioni che si perdono racchiude anche un ripensamento più generale su di sé e la propria identità, nel gioco punta e clicca No longer home, in parte autobiografico, realizzato dal collettivo creativo formato da Hana Lee, di Tokyo, e Tom Davison, di Londra, nei quali si rispecchiano i personaggi non binari di Ao e Bo, che non si riconoscono esclusivamente nel genere femminile o maschile. Hana e Tom si sono conosciuti ai corsi di illustrazione del Camberwell college of arts, nella capitale inglese, e il contesto universitario si ritrova come sfondo delle vicende di Ao e Bo che, ormai prossimi alla laurea, devono traslocare dall’appartamento di cui erano coinquilini. È il rapporto che si instaura tra i luoghi e gli individui, tra gli oggetti e i ricordi che rievocano, il filo conduttore del videogame, che fa tesoro della semplice bellezza degli attimi di normale quotidianità, ma cerca di vedere anche la magia nascosta dietro l’aspetto delle cose, in un percorso che attraversa gioie, traguardi, insicurezze e la paura del domani. 

WITHIN THE BLADE (Retalaika, per computer e console) 

Si è ispirato ai classici degli anni ‘80, quelli degli albori delle console di Sega e di Nintendo, ma soprattutto con Within the blade lo studio Ametist ha catturato in pieno, rimodernandolo alla sua maniera, lo spirito di titoli di culto quali Shinobi o Ninja gaiden, archetipi dell’azione di stampo nipponico dal gameplay affilato come la katana dei loro protagonisti. Anche la grafica essenziale in pixel art richiama direttamente l’epoca d’oro delle produzioni a 8-bit, così come la colonna sonora che fa il verso ai colori vintage delle melodie in chiptune; per ogni sguardo al passato, ci sono però altrettante rielaborazioni figlie di una matrice più contemporanea. Come l’incedere dato dalla fisicità dei colpi, che lasciano sullo schermo pennellate di sangue, e l’atmosfera creata da un ricco sound design in cui si viene completamente avvolti grazie a un preciso mix di musiche ed effetti. La stessa natura di action platform segue un’impostazione classica fino a un certo punto. Within the blade cerca infatti di tradurre in maniera fedele il mestiere del ninja, insistendo più sulla furtività che sugli scontri diretti, trasformando le sezioni in sfide di abilità, ma con dietro una logica quasi da puzzle. 

BLACK SKYLANDS (Tiny build, per computer) 

Combattimenti tra pirati, ma nei cieli, a bordo di navi volanti da potenziare e personalizzare non solo nel loro arsenale, ma quali mezzi di trasporto per recuperare nello spazio tutto ciò che può servire per alimentare la vita in un arcipelago di isole fluttuanti. Il top-down action adventure dello studio moscovita Hungry couch games ha infatti anche una forte componente manageriale, che richiede di raggiungere nuove terre, da cui estrarre minerali e altre risorse indispensabili, spingendosi ai limiti di un universo vasto, tutto da esplorare, guardandosi dai nemici, specialmente infidi e pericolosi nel buio della notte. Uscito con la formula dell’accesso anticipato, Black skylands immerge in un’atmosfera steampunk, sperimentabile in particolare nella progettazione e nell’allestimento del vascello, con il quale la protagonista solca le rotte celesti con il proposito di mettere in atto la sua vendetta. 

GLYPH (Bolverk games, per computer e Switch) 

Uno scarabeo dorato in un paesaggio solitario, tra deserti di sabbia e scoscesi declivi innevati, dove l’insetto assume la forma di una palla che si rotola, si lancia, atterra leggera, cullata dalla musica ambient che contribuisce a creare l’atmosfera rilassante e sospesa del plaftorm 3D sviluppato dallo studio danese Bolverk games, specializzato nelle applicazioni della realtà virtuale. Lo stesso Glyph era nato inizialmente in versione VR free-to-play, ora sostituta dalla nuova versione per computer, dopo essere stata affiancata dall’adattamento per la console Nintendo Switch. Il viaggio emozionante della sfera in scenari tanto esteticamente attraenti quanto desolati richiede di raccogliere monete e gemme con cui sbloccare ulteriori aree e abilità speciali, evitando nemici e insidie, per arrivare alla chiave che dà accesso al livello successivo. Nel mentre, il piccolo Glyph ricostruisce i collegamenti distrutti da un cataclisma la cui origine oscura è uno dei misteri che si svelano cammin facendo.