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COMPORRE PER IL CINEMA O LA PUBBLICITÀ PUÒ ESSERE MOLTO REMUNERATIVO

«Che lavoro fai?» «Il musicista», Le fonti alternative da sfruttare

Una professione che sempre più spesso offre sbocchi (e quindi reddito) al di fuori dei canali tradizionali

di Pierangelo Pettenati -

29 dicembre 2019, 14:41

«Che lavoro fai?» «Il musicista», Le fonti alternative da sfruttare

It’s only rock’n’roll but I like it”. I Rolling Stones hanno fatto del rock la loro vita, l’hanno fatto in modo ineguagliabile e la vita li ha ricompensati con successo e soldi. Per tanti “comuni mortali”, campare di musica è sempre più difficile e chi lo fa deve anche subire tanti pregiudizi (la classica battuta rivolta a chi si presenta come musicista è «Sì, ma cosa fai di mestiere?».  Ma se essere un cantante o un musicista di successo è ancora il sogno di molti, più realisticamente il mondo della musica offre anche tante altre possibilità di reddito, alcune da sempre e altre nate grazie a internet e ai social network. Conoscerle non è da tutti e molto spesso non è da artisti; più facile che sia materia per avvocati e consulenti. Gianmaria Le Metre (musicista, avvocato e collaboratore di Note Legali, associazione di promozione sociale che si occupa di formazione e consulenza legale in ambito musicale), per la sua attività incontra abitualmente artisti quasi sempre all’oscuro di molte opportunità professionali alternative o comunque di supporto. 

L'IMMAGINE CONTA
“Oggi - spiega - lo sfruttamento dell’immagine o più in generale lo sfruttamento della notorietà dell’artista diventa una fonte di guadagno alternativa a quella che può essere la sua prestazione come artista, correlata alla vendita dei dischi o al suonare dal vivo, o dei diritti connessi al diritto d’autore. Il merchandising con il nome o la foto dell’artista assicura introiti extra da almeno trent’anni, ma lo sfruttamento e l’inserimento di prodotti a fini commerciali all’interno sia nei video su YouTube o nelle stories su Instagram, per i quali l’artista fa accordi con i produttori di beni e servizi diventa un’importante fonte alternativa di guadagno. Importante soprattutto perché le sponsorizzazioni sono molto ben pagate a fronte di un mercato discografico più in difficoltà rispetto al passato”.

PASSAGGIO (QUASI) SEGRETO
Questo è un canale particolarmente adatto per chi ha già un nome, tuttavia anche gli emergenti possono sfruttarlo con profitto: è sufficiente rivolgersi ad aziende più piccole, oppure del territorio o esse stesse emergenti. In questo caso, la crescita può essere reciproca e parallela. Un aspetto quasi sconosciuto anche dagli stessi aventi diritto è quello relativo ai diritti connessi al diritto d’autore: “Gli artisti, interpreti ed esecutori, non dal vivo ma della realizzazione fonografica, oltre al compenso pattuito per la prestazione in sé hanno diritto a un compenso legato allo sfruttamento dell’incisione stessa per quanto riguarda la comunicazione al pubblico (passaggi in radio e tv) e per la copia privata (compenso commisurato al numero di copie stampate e destinate alla vendita). L’interprete principale è il cosiddetto “artista primario” e ha diritto alla parte più consistente di questi compensi, mentre gli altri sono definiti “artisti comprimari” e hanno ugualmente diritto anche se in percentuale minore. Quando parliamo di produzioni importanti, possiamo parlare anche di cifre molto alte…”. Fare musica e fare music business sono cose diverse; capire e sfruttare i meccanismi di quest’ultimo permette però di continuare a fare musica. Il consiglio finale è di cercare il canale giusto per sfruttare le proprie caratteristiche: “Capire quali passaggi radiofonici assicurano compensi e quali no, cosa sono i diritti connessi, quanto vale il mercato del diritto d’autore (oggi e due volte e mezzo quello discografico), capire che fare l’artista e fare l’autore sono due cose differenti. Che comporre per pubblicità, serie tv, cinema sono professioni bellissime, poco conosciute e molto remunerative. Che accanto all’autore ci sono tante altre figure professionali”. Perché essere artisti non è da tutti, ma essere professionisti può essere per molti.