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Imprese rosa: a Parma sono il 20,2% del totale

 In dieci anni sono cresciute del 2%, il totale delle imprese è calato del 3,4%. Maggiore presenza femminile nei servizi e in agricoltura

31 gennaio 2020, 15:41

Imprese rosa: a Parma sono il 20,2% del totale

Le imprese femminili attive in Emilia Romagna sono 84.966, il 21,2% del totale delle imprese regionali. Nel 2019 la consistenza delle imprese in rosa ha subito una lieve flessione (-192 unità, pari a -0,2%) rispetto alla stessa data del 2018. A rivelarlo è il Report sull'imprenditoria femminile diffuso dalla Camera di commercio di Parma. Nella nostra provincia le imprese femminili si inseriscono in un sistema economico caratterizzato da un’elevata iniziativa imprenditoriale. Su una popolazione di circa 450mila abitanti le imprese registrate sono quasi 46mila, 100 imprese ogni 1.000 abitanti, una densità tra le maggiori in Europa. Le imprese femminili registrate sono 9.275 e rappresentano il 20,2% del totale delle imprese registrate. Le società di capitale sono 2.014, le imprese individuali 5.853, le società di persone 1.223, le cooperative 151. Nel corso di 10 anni sono cresciute (+ 2%) mentre, nel  complesso, il totale delle imprese è calato del 3,4%.
La partecipazione femminile al mondo del lavoro (tasso di attività) è significativamente superiore a quella del livello nazionale, ma inferiore a quella dell’Emilia Romagna, mentre il tasso di occupazione è in linea con il dato regionale. La presenza delle donne nel sistema imprenditoriale si attesta su livelli leggermente inferiori rispetto all’Italia e all’Emilia Romagna. Le imprese femminili sono prevalentemente imprese individuali, mentre nelle imprese collettive (società e cooperative) la presenza femminile risulta esclusiva o forte nel 95% dei casi. L’iniziativa imprenditoriale femminile si indirizza maggiormente verso i servizi, il commercio, la ristorazione, l'alloggio e infine l’agricoltura, in cui un’impresa su 4 è femminile. Marginale la presenza femminile nelle attività manifatturiere in cui è femminile meno di un’impresa ogni dieci.
La quota nazionale di imprese femminili è salita di un decimale, al 22,7% e si mantiene più elevata di quella regionale.  In Italia, a fine 2018 il 21,9% delle imprese è  femminile, ovvero  condotto o a prevalenza di conduzione da parte di donne. Nei settori del commercio e del turismo si arriva al 24,9% (alloggio e ristorazione al 29,4%). Sono quasi 500.000: stabili rispetto al 2014, anche se cresce la dimensione media: da 2,1 a 2,2 addetti per impresa.
Complessivamente, le imprese guidate dalle donne in Italia sono 1,3 milioni, in aumento del 2,7% rispetto a 5 anni fa. Questo «motore rosa» genera occupazione per oltre 3 milioni di addetti. Diventare imprenditrici determina ricadute di ordine macroeconomico sui consumi, con effetti moltiplicativi stimabili nel passaggio dallo status di non occupata a quello di imprenditrice superiori rispetto al caso in cui sia un non occupato uomo a diventare imprenditore. E’ stimato un aumento del consumo medio familiare di 2,2 volte contro 2,1
volte. Secondo il report, ci sono tanti spazi da colmare per l’imprenditorialità femminile: se in Italia registriamo 105 femmine per 100 maschi in termini di abitanti, abbiamo 72 occupate per 100 occupati, solo 45 donne titolari o socie per 100 maschi e 28 imprese femminili per 100 maschili.