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Dazi alimentari Usa: questa volta l'Italia è graziata. Bertinelli: "Non festeggiamo, ma almeno non ci sono inasprimenti"

Restano in vigore quelli sul Parmigiano Reggiano

13 agosto 2020, 15:12

Dazi alimentari Usa: questa volta l'Italia è graziata. Bertinelli: "Non festeggiamo, ma almeno non ci sono inasprimenti"

Gli Stati Uniti lasciano praticamente invariata la lista dei prodotti europei soggetti ai dazi per gli aiuti illegali ad Airbus, optando per non mettere in atto la minaccia di aumentarli al 100% dall’attuale 15% e 25% e di includere nella lista, che ha un valore di 7,5 miliardi di dollari, altri 3,1 miliardi di prodotti.
In una nota, l’ufficio del Rappresentante al Commercio americano parla di «modesti» cambi alla lista dei prodotti, lasciando invariato l’ammontare. In particolare verranno rimossi dalla lista dei dazi alcuni prodotti da Grecia e Gran Bretagna, e un valore equivalente sarà invece aggiunto a Francia e Germania.

"I nuovi dazi avrebbero colpito - spiega Coldiretti - 3 miliardi di euro di cibo Made in Italy, pari a 2/3 del totale in un momento reso già difficile dall’impatto della pandemia sul commercio globale. Tra l’altro gli Stati Uniti sono il primo mercato extraeuropeo per i prodotti agroalimentari tricolori per un valore che nel 2019 è risultato pari a 4,7 miliardi, con un ulteriore aumento del 4,8% nei primi sei mesi del 2020, anche se a giugno le difficoltà causate dal coronavirus hanno fatto segnare una inversione di tendenza (-0,9%)". Restano, invece, in vigore le tariffe aggiuntive del 25% entrate in vigore lo scorso 18 ottobre 2019 che hanno già colpito specialità italiane come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Fontina, Provolone ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi e liquori come amari e limoncello.

“Non possiamo certo festeggiare perché restano in vigore le tariffe aggiuntive del 25% entrate in vigore lo scorso ottobre - commenta Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Patmigiano Reggiano - ma almeno Trump ha risparmiato l'Italia rispetto alla sua ipotesi iniziale di inasprire ulteriormente i dazi. In un momento difficile come quello che stiamo attraversando, sarebbe stato un altro duro colpo per la nostra Dop per la quale gli Stati Uniti rappresentano il secondo mercato estero (dopo la Francia), ed il primo mercato extra UE con volumi che superano le 10 mila tonnellate di prodotto esportate ogni anno. Lavoreremo in sinergia con Governo e Unione Europea affinché siano eliminate queste barriere al libero commercio che nulla hanno a che fare con la questione del Consorzio Airbus: siamo pronti a fare gioco di squadra con tutti i settori del Food di qualità italiana per vincere questa battaglia, sperando in una drastica riduzione o addirittura in un’eliminazione delle tariffe nel 2021”.

Cia-Agricoltori Italiani ritiene «indispensabile continuare l’azione politico-diplomatica che ha portato all’esito positivo odierno e chiede nuove soluzioni negoziali che azzerino la stangata ancora in vigore (+25%) imposta su formaggi, salumi e liquori italiani».

 «Sospiro di sollievo per il nostro Paese». Così Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, commenta in una nota la nuova tornata di dazi Usa all’Ue che, nell’ambito del contenzioso Airbus, per questa volta grazia l'Italia colpendo duramente Francia e Germania che pagheranno il prezzo più alto". «Ora - conclude Scordamaglia - l'Italia sia sempre più determinata a chiedere la revoca dei dazi già in essere sulle nostre eccellenze, perchè è inaccettabile che ad essere colpiti siano proprio quei prodotti il cui mercato è eroso pericolosamente da fenomeni di italian sounding, (pensiamo ai liquori italiani) che solo in Usa hanno un giro d’affari di 27 miliardi di euro, più di 5 volte il nostro export».

 

 

 

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