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L'ANALISI

Mercato immobiliare: l'andamento a Parma dopo la "riapertura"

Effetto Covid: aumenta la richiesta per case grandi (da 120 mq in su) e di seconde case sulle colline

di Davide Canovi* -

02 novembre 2020, 17:03

Mercato immobiliare: l'andamento a Parma dopo la "riapertura"

 

A sei mesi dalla fine del lockdown dovuto all'emergenza sanitaria che ha colpito l'Italia e il mondo intero, per il mercato immobiliare è giunto il momento di tirare le prime somme, dopo la riapertura. Secondo i dati offerti dall'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate, nel primo semestre del 2020, lo stop forzato ha portato, anche a Parma e provincia, il previsto calo del numero di transazioni completate. La ripresa procede tra alti e bassi: da una parte assistiamo ad un aumento delle di richieste di abitazioni di ampie metrature; dall'altra stanno mancando gli acquisti per investimento e soffre il settore delle locazioni.

I° semestre in calo, dopo anni di crescita

Non deve stupire il forte calo – intorno al 19% –, nei primi sei mesi del 2020, nel numero di compravendite effettuate, rispetto ai volumi registrati nel 2019. La chiusura delle attività tra marzo e aprile, in particolare delle agenzie immobiliari, e le mutate condizioni economico-lavorative di molte famiglie italiane, infatti, hanno avuto durissime conseguenze sull'andamento del mercato residenziale.

Nel dettaglio, nel primo trimestre 2020, ossia tra gennaio e marzo, i volumi registrati a Parma e provincia si sono assestati intorni ai livelli del 2018; bisogna tornare al 2016, invece, per ritrovare un dato simile a quello registrato nel periodo tra aprile e giugno, siamo, infatti, oltre al 23% in meno rispetto all'anno passato.

Andiamo quindi ad analizzare qualche dato, limitatamente ai primi semestre degli ultimi anni. Se, infatti, tra 2018 e 2019, la crescita a livello provinciale era del +5,5% – circa +3,5% nel solo capoluogo di Parma; tra 2019 e 2020, per forza di cose, l'andamento è completamente differente: il calo, come detto, si attesta intorno ad un quinto del totale, con un calo di oltre 500 immobili compravenduti in meno.

Questa situazione fortemente negativa, però, dovrebbe decisamente attenuarsi nel secondo semestre di quest'anno, in cui ci si aspetta una ripresa del mercato, anche se difficilmente verranno registrati flussi di transizioni positivi rispetto all'anno scorso – si tenga inoltre presente che il quarto trimestre 2019 ha fatto sorprendentemente registrare un segno negativo, rispetto al medesimo periodo del 2018.

I fattori della ripresa: ampie metrature e finanziamenti vantaggiosi

Da luglio in avanti, come anticipato, la situazione pare essere notevolmente migliorata. A Parma, infatti, si registra una buona ripresa in diverse zone e alcune tendenze che fanno ben sperare per il futuro, come una leggera crescita dei prezzi medi di vendita.

Uno di questi trend è sicuramente l'aumento della richiesta di abitazioni di ampie dimensioni – oltre i 120 mq – in particolare in alcuni quartieri residenziali, come Montebello e Cittadella. Altrove, come nella zona Pastrengo, è in forte in crescita l'interesse per case a schiera e ville semindipendenti; in zona Eurosia, invece, quello per immobili di nuova costruzione.

Spostandoci in provincia, invece, a far registrare un buon andamento sono gli acquisti di seconde case nelle colline parmensi. In queste tendenze è facile avvertire quanto abbia inciso, nella mente dei parmigiani, il senso di oppressione nello stare chiusi in casa, che molti hanno sofferto durante il periodo di lockdown.

A sostenere il mercato immobiliare più che altri fattori, sono sicuramente le favorevoli condizioni di concessioni dei finanziamenti connessi all'acquisto case a Parma e provincia. Ancora oggi, infatti, i tassi d'interesse sui mutui sono ai minimi storici, rendendo questa soluzione estremamente vantaggiosa per piccoli e grandi investitori.

 

In difficoltà il settore degli affitti

A subire maggiormente le conseguenze della pandemia da Coronavirus e le misure restrittive, è il settore delle locazioni. In seguito alla formalizzazione delle lezioni online da parte delle Università e al ricorso massiccio allo smart working, infatti, è venuta a mancare una larghissima fetta del pubblico interessato agli immobili in locazione: ossia i lavoratori e gli studenti universitari fuori sede. Il numero delle abitazioni affittate a Parma e provincia, infatti, è oggi molto inferiore a quanto si registrava nel medesimo periodo dello scorso anno.

A riprova del momento complicato che questo comparto sta vivendo, alcuni sondaggi dimostrano che, oggi, chi investe nel mattone, lo fa principalmente con l'intenzione di ristrutturare e rivendere, e non per affittare e mettere a reddito.

*parmacasa.it