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Il contatore riattivato Gesto illegale ma necessario

15 maggio 2019, 09:52

Il contatore riattivato Gesto  illegale ma necessario

VITTORIO TESTA  

Fiat Lux: calatosi prontamente nel tombino, il cardinale polacco Krajewsky, l’elemosiniere di Papa Francesco, armeggiando con sicurezza il contatore grazie alle esperienze giovanili di elettricista, ha ridato la corrente ai 450 occupanti del palazzo ex Inpdap di via Santa Croce di Gerusalemme a Roma, da giorni privati del servizio dall’azienda comunale per mancato pagamento delle bollette.Un debito che via via, a cominciare dal 2013, è arrivato alla cifra di 300 mila euro. Dunque un pastore di anime interviene a vanificare un atto amministrativo volto a difesa dell’ente pubblico che deve, per legge, riscuotere i costi del servizio fornito: ed è legittimato anche a ricorrere all’interruzione della fornitura in caso di morosità. Il cardinale ha infranto la legge, e in nome di un Dio misericordioso e soccorrevole ha tolto a Cesare gli strumenti per incassare quel che è di Cesare. «Non è un  atto contro la legge» ha spiegato il cardinale, «ma un  atto oltre la legge. C’era un’emergenza, bambini malati,anziani bisognosi di cure».  «Adesso paghi lui i 300mila euro di bollette inevase» gli ha rinfacciato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Al solito, amplificato dai social, il dibattito si è arroventato: chi giustifica l’alto prelato e l’inevitabilità dell’intervento per motivi umanitari e chi grida allo scandalo inaccettabile arrivando ad accusare la Chiesa di predicare bene e razzolare male ”Il Vaticano e la Curia possiedono migliaia di immobili, li usino per alloggiare i disagiati”, questo il “refrain” tambureggiato sempre più forte. Il caso, a pochi giorni dalle Europee, è ovviamente entrato nei motivi di contesa propagandistica elettorale. Ma la politica, al solito, ne fa’ un  uso distorto, evitando di spiegare perché si sia arrivati al punto che in molte città, Roma in particolare, vi siano decine di alloggi comunali occupati, e da svariati anni, da disperati senza casa, ma in molti casi anche da centri giovanili, associazioni, movimenti politici totalmente indifferenti alle periodiche ingiunzioni di sfratti quasi mai eseguiti. Si scopre così che nel 2007 l’allora sindaco di Roma Veltroni aveva varato una sorta di condono per centinaia di situazioni irregolari, molte delle quali illegali, mediante la cosiddetta “Delibera delle occupazioni storiche di Roma”. L’amministrazione capitolina accettava che appartamenti e palazzi di proprietà pubblica venissero occupati senza certezza di  ricavarne alcuna remunerazione. E di fatto disinteressandosi di molte situazioni di degrado, periodicamente causa di tensioni e scontri in occasione di tentativi di sgombero con intervento della forza pubblica. Tra i fruitori di questa sostanziale regalìa ci sono circoli e associazioni di vario orientamento politico, di sinistra e di destra :come è avvenuto per “Casa Pound”, installatasi fin dal 2003 nel palazzo di proprietà del Demanio che ora alloggia 23 famiglie. Il sindaco Alemanno, visto che l’associazione politica era spesso minacciata di sfratto, tentò di risolvere la situazione addirittura proponendo al Municipio romano di acquisire lo stabile dal Demanio per 11 miliardi: per poi concederlo in uso, gratis, a Casa Pound. Tentativo andato a vuoto. Così come nulla accadde nel 2016 quando la Questura stilò l’elenco degli sgomberi da attuare con urgenza, riguardante 93 edifici, tra i quali appunto Casa Pound. Ma non è questione di collocazione politica: semplicemente di correttezza nell’amministrare la cosa pubblica, di far rispettare le regole, di arginare l’invadenza dei partiti, ciascuno dedito a coltivare soltanto il proprio interesse. Se questo non accade, e quasi mai accade, a quel punto, assente la politica, ecco l’incredibile spettacolo di un cardinale, l’elemosiniere del Papa, che si cala nel tombino per compiere, secondo il codice, un’azione illegale a favore di abitanti abusivi. Un reato? Certo: ma, in tutta coscienza, necessario. 

 


 

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