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EDITORIALE

L'Europa è più vicina di quanto si pensi

di Claudio Rinaldi -

26 maggio 2019, 10:38

L'Europa è più vicina di quanto si pensi

Si è parlato più di Italia che di Europa, si è litigato su piccole e grandi polemiche di casa nostra più che provare a guardare lontano, in questa campagna elettorale che finalmente si è conclusa. Oggi si vota: ma quanti di coloro che andranno al seggio sanno perché votiamo? Eppure il Parlamento europeo che oltre 400 milioni di elettori stanno per rinnovare è più vicino a noi di quanto la geografia e la percezione comune facciano credere. 
L’Europa non è solo quella che ci bacchetta per lo sforamento del deficit: è anche quella che può affrontare le sfide dell’immigrazione e dei cambiamenti climatici, della protezione dei dati e della disoccupazione giovanile. Tutti temi (tra i tanti altri) molto vicini a ciascuno di noi.
Pensare di affrontare da soli le grandi questioni del futuro, a partire dalla globalizzazione e da un mondo sempre più competitivo, è più miope che utopico. Che solo l’Europa unita possa competere con potenze come gli Stati Uniti e la Cina è evidente. La verità è che, fuori dall’Europa, non andremmo da nessuna parte.
E intanto nel nostro piccolo Stivale si continua a litigare: sulla Tav e sulle opere pubbliche, sulla Flat tax e sul Decreto famiglia. Il governo nato da un’improbabile alleanza continua a stare in piedi, tra bordate e ricatti quotidiani tra Salvini e Di Maio. Ufficialmente nessuno ha intenzione di chiedere rimpasti, a seconda del responso delle urne. Di fatto, uno aspetta di sapere se possa valere la pena di staccare la spina per andare al voto e puntare a conquistare Palazzo Chigi, l’altro ha già messo le mani avanti, ricordando che il M5S ha il 36% dei seggi in Parlamento e la maggioranza assoluta nel Consiglio dei ministri e che nessun risultato delle europee potrà cambiare questi numeri. Anche il Pd attende di “pesarsi”: l’ambizione è di raggiungere un risultato tale da candidarsi con i 5 Stelle per un’inedita alleanza.
Il voto di oggi rappresenta tanti referendum in una sola scheda: su europeisti e sovranisti, sul governo gialloverde, sui rapporti di forza tra Lega e 5 Stelle. Sarebbe stato più proficuo per tutti se, più semplicemente, fosse stato un voto per mandare a Strasburgo i candidati più competenti e meglio in grado di rappresentarci. E anche di ottenere il rispetto che l’Italia merita: non dimentichiamoci che restiamo uno dei grandi Paesi dell’Europa. 
La “Gazzetta” ha dato spazio a tutti i candidati parmigiani; ha anche dato voce a europarlamentari e personalità nazionali, stimolandoli a parlare di Europa e di progetti, più che di polemiche e polemichette. L’obiettivo era dare ai lettori gli strumenti per orientarsi tra le 17 liste della nostra circoscrizione. Buona scelta e buon voto a tutti (anche, ovviamente, ai parmensi che oggi scelgono anche il proprio sindaco).