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EDITORIALE

Dopo Ferrara l'onda leghista arriverà anche in Regione?

di Stefano Pileri -

11 giugno 2019, 08:51

Dopo Ferrara l'onda leghista arriverà anche in Regione?

A Reggio Emilia l'onda leghista  è stata respinta senza grandi problemi, come era già accaduto a Modena due settimane fa. Ma a Ferrara e a Forlì  ha travolto le amministrazioni  targate Pd. Risultati previsti ma comunque storici se si pensa che a Ferrara  la sinistra governava da 74 anni e a Forlì da 50. 
È sbagliato trarre delle indicazioni politiche  dalle elezioni comunali. Come dimostra il successo al primo turno del sindaco di Fidenza Massari,  i cittadini sanno ben distinguere il voto politico e  quello amministrativo, soprattutto se si parla di Comuni. E’ però innegabile che i ballottaggi di domenica in Emilia Romagna confermino quanto sia diventata incerta  la prossima partita per la  Regione.
 Ancora non è chiaro se si voterà il prossimo autunno o bisognerà aspettare i primi mesi del 2020.  Così come non si sa chi sarà il candidato di Salvini. E sono due incognite non da poco. Ma di certo si annuncia una partita storica per il Pd: il governatore uscente Stefano Bonaccini può vantare un bilancio per molti aspetti positivo, ma per fermare la Lega  ed evitare di perdere la Regione non gli basteranno le possibili alleanze con le liste civiche (compresa quella di Federico Pizzarotti). Dovrà fare un piccolo  capolavoro. Però,  è una sfida  storica  anche per la Lega. Salvini ha un’occasione irripetibile di conquistare l’ultima regione che gli manca  nel cuore economico - produttivo del Paese, in quella che (un tempo) i leghisti chiamavano «Padania».