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EDITORIALE

Pd sempre più lacerato. Si va verso la scissione?

di Stefano Pileri -

18 giugno 2019, 08:33

Pd sempre più lacerato. Si va verso la scissione?

Si annuncia un’estate di passione in casa Pd. Il risultato elettorale delle Europee, con il sorpasso sul Movimento 5 Stelle, non è bastato a evitare  una nuova fase di polemiche  e vendette nel Partito democratico. Tanto che l’ipotesi di una scissione viene data per sempre più probabile.
Nel giro di poche ore, prima il caso dell’ex ministro Luca Lotti, costretto all’autosospensione per l’inchiesta sul mercato delle nomine all’interno del Consiglio superiore della Magistratura, e poi l’esclusione dei renziani da tutti i ruoli della segreteria hanno rianimato vecchi rancori. Ma, al di là dei soliti regolamenti di conti interni,  questa volta il problema sembra più serio di una diatriba su poltrone e strapuntini.
È sempre più forte l’insofferenza degli esponenti vicini a Matteo Renzi per la linea politica del Pd che pare  più orientata a cercare alleanze a sinistra che fra i moderati e i centristi. Ma anche altri, come Calenda e Richetti, hanno evocato, seppur con toni diversi, l’ipotesi di una nuova forza politica vicina a liberal e moderati. Di spazio, almeno a parole, al centro ce n’è fin che si vuole. Ma una spaccatura aprirebbe una fase di grande incertezza per il centrosinistra. Ed è vero che le elezioni politiche anticipate non sembrano, al momento, dietro l’angolo, salvo cambi di scenario sempre possibili. Ma i prossimi mesi, con le elezioni regionali in Emilia Romagna, potrebbero segnare una nuova pagina storica (in negativo, si intende) per la sinistra italiana.