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Conte in Senato Partiti in cerca di nuove ardite alleanze

di Stefano Pileri -

20 agosto 2019, 09:51

Conte in Senato Partiti in cerca di nuove  ardite alleanze

di Stefano Pileri
Forse oggi, dopo il discorso di Conte e il dibattito in Senato, si inizierà a capire qualcosa di più su come potrà evolvere questa strana crisi di governo. Al momento, l’unica alternativa al voto in autunno sembra essere un esecutivo sostenuto da un’anomala alleanza Pd-Movimento 5 Stelle. Intesa complessa e difficile da realizzare, ancor più di quella che, poco più di un anno fa, portò alla nascita del governo Lega-M5S. Ma nulla pare impossibile nel pazzo festival della  politica italiana. 
Da qualche tempo, Matteo Salvini sembra aver perso il tocco magico che gli permetteva di trasformare qualsiasi questione in facili vittorie e relativi consensi. In questi ultimi giorni, la strategia  politico-comunicativa del leader leghista  appare a dir poco confusa. Ma il fronte che gli si contrappone non nasce certo sulla base di solide convergenze e idee comuni. Per anni, fra 5 Stelle e Pd,  gli insulti e gli scontri sono stati quotidiani. E neanche ora i due gruppi hanno punti d’intesa e obiettivi molto simili, a parte quello di contrastare il desiderio salviniano di andare al voto e  avere pieni poteri. Sia chiaro: è  legittimo cercare di bloccare le strategie degli avversari. Ma, prima o poi, sarà il caso che qualcuno pensi a formare un governo con un programma chiaro e realizzabile, un governo che lavori, invece di litigare. E’ quello di cui l’Italia ha bisogno urgente. Lo dimostra la ricerca pubblicata domenica sul Sole 24 ore: dal governo Letta a quello Conte, si contano 349 decreti attuativi  mai emanati. Le 11 riforme approvate dall’esecutivo giallo verde richiedevano 290 norme applicative. Conte e i suoi ministri ne sono riusciti a sfornare solo 70, ne mancano 220.