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5 Stelle e Pd: snaturarsi per coesistere (e per resistere)

di Francesco Bandini -

10 settembre 2019, 08:57

5 Stelle e Pd:  snaturarsi per coesistere (e per resistere)

 

In questo matrimonio a sorpresa fra M5s e Pd, che all’inizio sembrava dovesse andare in porto obtorto collo e che ora invece viene venduto come fosse la più naturale delle alleanze, sono più i Pd che si sono «pentastellizzati» o sono più i 5 Stelle che si sono «piddizzati»? Quanto ciascuno ha dovuto - e dovrà - rinunciare della propria natura e far propria quella altrui pur di consentire la nascita di questa esperienza che fino a qualche settimana fa era semplicemente impensabile? Lo si potrà stabilire solo con il trascorrere del tempo e con la resistenza che questa compagine saprà dimostrare quando i nodi, quelli veri, cominceranno a venire al pettine, a partire dall’imminente manovra economica che dovrà disinnescare le temibili clausole di salvaguardia (ma a costo di quali sacrifici?) e dalla politica sull’immigrazione, che con Salvini era in tutto e per tutto sostenuta dai grillini, i quali ora invece dovranno mettersi d’accordo con Pd e Leu. Solo quando le sfide vere saranno sul tappeto e una sintesi fra le diverse posizioni andrà per forza trovata, solo allora si capirà quanto ciascuno potrà e vorrà fare un passo indietro rispetto ai propri princìpi, in nome di un’alleanza che punta al traguardo della legislatura, ma che non è meno fragile di quella gialloverde. Ma la possibilità di evitare un ricorso alle urne estremamente penalizzante e di arrivare ad eleggere il prossimo presidente della Repubblica sono collanti più che potenti, in nome dei quali c'è chi è disposto a sacrificare un pezzo (più o meno grande) della propria identità.
francesco.bandini@gazzettadiparma.it

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