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EDITORIALE

Legge di bilancio, usiamola per crescere

di Alfredo Alessandrini -

12 settembre 2019, 08:51

Legge  di bilancio, usiamola per crescere

La situazione economica e finanziaria che si presenta al nuovo Governo è sicuramente difficile. La crescita, come confermato dal PIL a -0,1 nel secondo trimestre, è ferma. La produzione industriale è in diminuzione e anche gli altri indicatori hanno un segno negativo. Il Debito pubblico ha registrato un nuovo aumento attestandosi a 2.386,2 miliardi di euro. E’ naturale che l’indicatore del debito fratto il Pil registri un incremento. 
In questo quadro l’unico dato positivo è relativo alla minor spesa che si è verificata per quota 100 e per il reddito di cittadinanza. Queste minori spese liberano la disponibilità per la legge di bilancio del prossimo anno. Allo stesso modo operano le maggiori entrate dovute a fattura elettronica e scontrino elettronico, introdotte dai precedenti Governi.  Un significativo aiuto deriva dalla consistente diminuzione dello spread che è stabile attorno ai 153 punti base. Tutti questi elementi positivi costituiscono solo la base per impostare la legge di bilancio, che parte con una zavorra di 23 miliardi per disinnescare le clausole di salvaguardia dell’Iva che per il 2020 prevedono l’aumento dell’aliquota al 25% e al 13%. A questo si dovranno aggiungere i costi della politica economica del nuovo Governo  quali ad esempio la diminuzione del cuneo fiscale per i lavoratori, la diminuzione delle tasse, gli incentivi per l’economia sostenibile e circolare, per scuola e ricerca e così via.
Quindi manca all’appello una significativa dotazione da recuperare.

Continuiamo ad insistere che un capitolo fondamentale, non adeguatamente messo in risalto nei punti programmatici del nuovo Governo, è una profonda revisione organizzativa della pubblica amministrazione , che è la sola via per ridare efficienza ad un settore strategico  per lo sviluppo del paese e, al contempo, per liberare risorse per le politiche economiche di tipo espansivo. Il solo ricorso ai tagli lineari abbiamo visto che non risolve i problemi e allontana le soluzioni.

Bisogna altresì agire in modo significativo su una revisione di fondo del fiscal compact, per avere davvero la flessibilità di bilancio indispensabilie; al contempo occorre battersi con le istituzioni europee per favorire l’introduzione di strumenti quali gli European Safe Bond ed anche l’adozione di strumenti finanziari pensati per aiutare la riconversione verso energie pulite.

E’ indispensabile, anche attraverso strumenti finanziari nuovi, indirizzare il più possibile le risorse disponibili verso gli investimenti, la scuola, la sanità, la ricerca, l’economia sostenibile che hanno un ritorno nel tempo.

Occorre poi ridurre il livello di indebitamento attraverso una spending review  preceduta da una seria riorganizzazione della pubblica amministrazione. Ed occorre evitare, come recentemente affermato dal Presidente di Confindustria Boccia, di finanziare spese correnti in deficit, perché questo porterebbe ad ulteriori aumenti del debito pubblico.

Con l’atteggiamento di maggior disponibilità delle istituzioni europee verso il nostro Paese e con la nomina di Paolo Gentiloni come Commissario agli affari economici è molto probabile che venga concessa maggiore flessibilità sul rispetto dei parametri di bilancio; ma parafrasando il Presidente Boccia questa flessibilità va utilizzata per gli investimenti e io aggiungo per scuola e ricerca e non per altre spese correnti che non producono utilità per il futuro.

Ancora una volta la strada è difficile e irta di ostacoli, spesso imprevisti.