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Agli studenti non servono le lezioni di cinismo

30 settembre 2019, 09:53

Agli studenti  non servono le lezioni di cinismo

di Francesco Monaco
Come definire la tempestività con cui tanti adulti, già poche ore dopo la conclusione della manifestazione  che ha portato oltre un milione di giovani a sfilare per le piazze d'Italia, si sono riversati sulla rete per delegittimare i «gretini»? Spuntate come porcini nelle fungaie del nostro Appennino, ecco le immagini di un suv fermo con il motore acceso («chiaramente» genitori in attesa dei pargoli fogonisti) o di una via di Napoli lastricata di rifiuti e cartacce (scattata ben prima, si è presto scoperto,  del corteo di venerdì) nonché i post di sedicenti maestri di vita pronti a puntare il dito contro l'incoerenza dei nostri ragazzi,  che urlano «ci avere rotto i polmoni» ma hanno sempre in mano il cellulare e tra le labbra  la sigaretta (o una cannuccia per il mojito, che se lo beve qualcun altro va tutto bene, ma questa è un'altra storia).
La risposta ce la dà la Treccani online alla voce cinismo: «Atteggiamento di ostentata indifferenza o disprezzo nei confronti dei valori morali e sociali». Una definizione che calza a pennello per certi maître à penser del nostro stivale per i quali ogni anelito e qualsiasi  sussulto vanno soffocati sul nascere, con un post sui social o un provocatorio titolo di giornale. Specie se questo germe di consapevolezza inizia a germogliare tra i giovani, ancora acerbi e quindi incoerenti per natura, ma che con la tecnologia, la grande distribuzione e i voli low cost ci sono cresciuti, senza che nessuno si prendesse la briga di avvertirli che il conto delle emissioni lo pagheranno loro in un futuro assai prossimo  se non si comincia a intervenire adesso.
È al di là di ogni ragionevole dubbio che dietro Greta ci siano le multinazionali in odor di conversione a favore di un sistema produttivo più ecosostenibile, ma il marketing insegna che per veicolare un messaggio serve appunto un testimonial efficace. E la 16enne svedese che anzichè sui banchi di scuola va in barca a vela su quelli dell'Onu, che piaccia o meno, la è.
Ma poi chi oggi può considerarsi esente da una qualsiasi forma di manipolazione?  La propaganda ha a disposizione infiniti meccanismi  di lavaggio del cervello, a cominciare proprio dalle fabbriche di fakenews che forniscono false certezze a chi - soprattutto gli adulti - vuole solo conferme alle proprie convinzioni. E in questo clima - tanto avvelenato dal cinismo quanto è surriscaldato il pianeta - pretendere di rinfacciare agli altri, in questo caso i nostri figli e nipoti,  quelle stesse contraddizioni che in modo ben più preoccupante scandiscono i nostri comportamenti e pensieri quotidiani (a elencarle tutte la Treccani non basterebbe), è davvero il top dell'incoerenza.  Che poi i ragazzi abbiano ancora molto da imparare, soprattutto su come si sta al mondo (in senso letterale), è fisiologico. Ma, visto che vanno ancora a scuola, dalle lezioni di cinismo possono tranquillamente essere esentati. Anche perchè disilluderli o peggio ancora sfotterli sarebbe l'ennesima contraddizione dei «grandi»: non si dice sempre ai giovani che devono lottare per inseguire i loro sogni? 

francesco.monaco@gazzettadiparma.it