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EDITORIALE

Legge di bilancio: si poteva fare meglio?

di Alfredo Alessandrini -

26 ottobre 2019, 09:22

Legge di bilancio: si poteva fare meglio?

Con l’invio del Documento programmatico di bilancio (Dpb) a Bruxelles è iniziato l’Iter che porterà all’approvazione della nuova Legge di bilancio entro il 31 dicembre. I provvedimenti previsti nel Dpb hanno come punto cardine il blocco dell’aumento dell’Iva per il 2020 che da solo vale 23 miliardi e la riduzione parziale per i due anni successivi.
La manovra è di 30 miliardi e gli altri provvedimenti previsti vanno dal taglio del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti, alle agevolazioni per il progetto “impresa 4.0”, per la famiglia, per la disabilità e per l’abolizione dei superticket.
Sono poi previste misure per incentivare la sostenibilità come la plastic tax e gli incentivi per gli utilizzatori di carte di credito per i pagamenti.
La domanda è: si poteva fare di più e meglio? Teniamo presente che già con queste misure il deficit sul PIL sale al 2.2% e l’avanzo primario è previsto in calo al 1.1% nel 2020. Infatti la Commissione europea ha chiesto chiarimenti sia sul debito che sul deficit strutturale che è comunque oggettivamente contenuto. Il deficit strutturale è calcolato togliendo gli effetti del ciclo economico (ad esempio se è presente una crisi economica) e le misure una tantum (ad esempio i condoni). La risposta italiana, da quello che si legge sui giornali, fa leva sulle coperture a partire dalle misure antievasione e sulla flessibilità derivante dalla impostazione maggiormente espansiva prevista dalla Commissione. Un altro punto è lo scorporo degli investimenti dal calcolo del deficit strutturale.
Si poteva aumentare il dato del deficit sul PIL? Con quanto sopra indicato si deve dire di no. Ricordiamo che c’è sempre la spada di Damocle dello spread che è sceso attorno ai 140 punti  base e questo comporta un risparmio importante sulla spesa per interessi sul debito pubblico.
Si sarebbe potuto fare meglio? Abbiamo già espresso la nostra valutazione sulla necessità di una misura urgente sulla famiglia e sull’assegno unico che non è entrato nel D.P.B. Occorre puntare su misure aggiuntive di sostegno alla domanda effettiva per quelle categorie di famiglie che hanno maggiore propensione al consumo. In questo senso si poteva fare meglio.
Le misure di copertura sono relative alla lotta all’evasione fiscale, a misure previste ad esempio sui giochi e sull’aumento delle accise su tabacco e cedolare secca sugli affitti. Altre misure come la tassa sulla plastica e sulle bevande zuccherate sono sottoposte a severe critiche dal mondo delle imprese. Limitato è, invece, il contributo dei tagli di spesa alle coperture della manovra. Il taglio delle spese correnti improduttive doveva essere più consistente e coraggioso. Questa legge di bilancio si inserisce in un quadro economico generale di rallentamento particolarmente marcato per il nostro Paese. Infatti prendendo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale il PIL non cresce nel 2019 e nel 2020 cresce solo dello 0.5%. Le previsioni del Governo sono poco diverse, con una crescita dello 0.1% nel 2019 e dello 0.6% nel 2020. Sono i dati più bassi fra i Paesi del G7 e di Eurolandia.
Occorrerebbe quindi agire dal lato della domanda concentrando le poche risorse su alcuni limitati ma significativi obiettivi, quali le famiglie, riduzioni importanti del cuneo fiscale e sanità.
Dal lato dell’offerta occorre rapidamente mettere in campo un piano di investimenti importante. Sono due gli obiettivi strutturali che possono innescare una ripresa: l’economia verde ed il Sud.
Un piano coraggioso di investimenti sul piano dell’economia sostenibile deve essere sostenuto dall’Unione Europea con l’European Green Deal che il Ministro Gualtieri indica di 1000 miliardi.
 In un piano di questo tipo hanno un ruolo importante i safe assets di cui ha recentemente parlato Olli Rehn, Governatore della Banca centrale finlandese e membro del board della BCE. Questo piano di investimenti dovrebbe avere come locomotiva la Germania che ha un rapporto deficit/PIL molto buono e un avanzo nella bilancia commerciale (esporta molto di più di quanto importa).
E anche il nostro Paese dovrebbe mobilitare il risparmio privato verso investimenti nell’economia sostenibile con i green bond.
Riteniamo che al più presto si debba definire un piano di investimenti importante a livello italiano coordinato con un coraggioso piano di investimenti dell’Unione Europea proprio sui temi urgenti dell’Economia sostenibile.
Dalla situazione di stagnazione in cui versa il nostro Paese può uscire solamente attraverso un patto strategico con le nuove Istituzioni dell’Unione Europea.
ALFREDO ALESSANDRINI
Docente di Materie Economiche