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Che vergogna dover mettere sotto scorta Liliana Segre

di Paolo Ferrandi -

08 novembre 2019, 08:54

Che vergogna dover mettere sotto scorta Liliana Segre

Quando Liliana Segre partì dal binario 21 della stazione  di Milano per il campo di sterminio di Auschwitz non aveva ancora compiuto 14 anni. 
La sua vita non era stata facile nemmeno in precedenza - la sua mamma morì quando lei non aveva nemmeno un anno   - ma quello che le capitò ad Auschwitz non si può neanche raccontare per l'enormità della sofferenza patita.
Questa gracile  adolescente sopravvisse a tutto questo dolore: al lavoro forzato massacrante, alle razioni di cibo così ridotte che ti portavano alla morte dopo qualche mese, alla crudeltà di nazisti e kapò. Con lei sopravvissero altri 24 bambini italiani di discendenza ebraica dei 776  che furono deportati.
Questo per dire che Liliana Segre - con il suo numero di matricola 75190 tatuato  e i suoi 89 anni - non è una donna che si fa intimorire da quattro vigliacchi. Ma il fatto che sia stata messa sotto scorta è una vergogna per tutti noi italiani che non siamo riusciti  a sradicare la mala pianta dell'antisemitismo.