Sei in Editoriale

EDITORIALE

Inglesi divisi sulla Brexit e sul sistema sanitario

di Augusto Schianchi -

20 novembre 2019, 08:58

Inglesi divisi  sulla Brexit e sul sistema sanitario

Gli Inglesi si apprestano alle nuove elezioni politiche previste ai primi di dicembre. Si confrontano, come tradizione, i Conservatori e Laburisti, oltre ad un raggruppamento unito di Liberali, Socialdemocratici e Verdi, in presenza di un sistema elettorale maggioritario che elegge chi ottiene più voti nell’ambito di ciascun collegio. Così ad esempio, chi arriva secondo - anche se in tutti i collegi - non ottiene alcun seggio. Questo favorisce gli accordi tra partiti simili, per sostenere il candidato più favorito in ciascun collegio. E questo sarà il caso del partito sovranista-antieuropeo di estrema destra di Nigel Farage a favore del Partito Conservatore. 
Tuttavia va sottolineato che i due partiti maggiori, Conservatori e Laburisti, presentano strategie elettorali completamente diverse. Per i Conservatori, supportati dall’estrema destra, il programma si concentra sull’attuazione della Brexit, nel tempo più breve possibile, se necessario, anche se molto improbabile, con una hard Brexit. Peraltro, l’accordo con l’Unione Europea raggiunto a fine ottobre lascia intendere che ci sarà un’uscita morbida.
I Laburisti hanno improntato la campagna elettorale su un obiettivo molto diverso.
I Laburisti considerano chiusa la battaglia della Brexit, nel senso che gli Inglesi (anche quelli contrari) dopo oltre due anni di discussioni sono «stanchi»: si proceda con la Brexit, con il migliore accordo possibile (l’ideale sarebbe un accordo in stile Canada), ma si chiuda definitivamente.

Inglesi divisi  sulla Brexit
e sul sistema sanitario
Il dibattito sulla Brexit ha, infatti, paralizzato l’attività politica della Gran Bretagna negli ultimi 2 anni, senza alcuna nuova iniziativa. Dopo la Brexit si vedrà, e non è escluso che la Gran Bretagna riavvii i colloqui con l’Unione Europea per un rientro in Europa, ovviamente con nuovi accordi più compatibili con le esigenze inglesi. Anche se questi nuovi accordi per il rientro richiederanno almeno un nuovo decennio di trattative. I tempi della politica sono questi.

I Laburisti convergono, invece, su un altro punto di programma, per il quale gli Inglesi si mostrano molto sensibili: il funzionamento del Sistema Sanitario Nazionale - il Nhs - considerato assolutamente inadeguato per gran parte della popolazione inglese (chi se lo può permettere ricorre al sistema privato a pagamento). Il Sistema inglese è simile a quello italiano (che a suo tempo è stato progettato proprio sul modello inglese), ma con maggiori restrizioni rispetto a quello italiano. Ad esempio, a Londra i medici di base non effettuano visite a casa. Ciascun paziente è dotato di un personal computer con specifiche app che consentono la visita diretta in video, dalla misura della pressione con gli altri controlli di routine. Se il paziente ha urgenze deve andare al pronto soccorso, dove inevitabilmente si formano ovviamente lunghissime code. Un’altra prestazione considerata insoddisfacente (almeno a livello psicologico) è quella per le donne in gravidanza, le quali continuano ad essere seguite anche in questa fase delicata dal medico di base, e non sono seguite dallo specialista.

Vi è, quindi, una campagna elettorale che muove in due direzioni molto diverse e non confrontabili: da un lato i Conservatori per realizzare la Brexit, dall’altro i Laburisti per investire in un sostanzioso (e costoso) irrobustimento del Sistema Sanitario.

Si aggiunga che - in materia di voto - gli Inglesi sono sempre molto scettici e non credono a chi chiede il voto promettendo di realizzare tutto, e magari subito.

Probabilmente vinceranno i Conservatori, perché davvero la procedura della Brexit ha esasperato tutti, favorevoli e contrari. L’alternativa di un governo laburista-liberale non è, tuttavia, un’ipotesi da escludersi. In ogni caso la vittoria alle elezioni non sarà il raggiungimento dell’obiettivo, ma il punto di partenza verso una nuova stagione politica tutta da costruire. La società inglese, non diversamente dalle altre società avanzate, è profondamente divisa: da un lato la campagna e le persone anziane (tutte pro-Brexit), dall’altro le città ed i giovani (anti-Brexit). Le istituzioni della democrazia tradizionale risultano sempre più incapaci di trovare le giuste mediazioni. I cosiddetti corpi intermedi si sono dissolti, e le posizioni politiche tendono a confluire verso le posizione estreme.

I motivi di riflessione che emergono dalle prossime elezioni inglesi sono tanti e per tutti (Italia inclusa).