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EDITORIALE

La Brexit è realtà. Ora inizia il difficile

di Paolo Ferrandi -

01 febbraio 2020, 08:59

La Brexit è realtà. Ora inizia il difficile

Ieri sera a mezzanotte la Gran Bretagna ha lasciato l'Unione Europea. Anzi, a voler essere pignoli, a Londra non era mezzanotte, ma le undici di sera, visto che per celebrare il lungo addio - il referendum per il «leave» si è svolto nel 2016 - si è scelto il fuso orario di Bruxelles e non quello di Greenwich. E che questa decisione non sia stata contestata, tenuto conto dell'attaccamento degli inglesi alle loro tradizioni (e ai loro meridiani), dà un'idea della fretta indiavolata del governo di Boris Johnson di lasciare l'Unione.
Ora però inizia il difficile. Johnson - nel suo discorso di addio all'Europa - ha parlato di «inizio di una nuova era» per il Regno Unito. E, nonostante  le belle parole per noi europei, ha insistito nel notare come il progetto dell'Unione non fosse il più adatto - e consono - al  destino della Gran Bretagna. 
Questo destino, però, passerà per undici mesi - sempre che bastino -  di negoziati serrati con Bruxelles. E da lì proprio ieri hanno fatto notare che più Londra divergerà dalle leggi comuni dell'Unione più difficile sarà per le merci e i servizi inglesi entrare senza problemi nel mercato unico.  Poi c'è il problema dei rapporti commerciali da costruire con il resto del mondo. E, al di là delle rassicurazioni degli Stati Uniti di Donald Trump, neanche questo sarà semplice. Come dimostrano le schermaglie sulla partecipazione di Huawei alla rete G5 britannica.
Per navigare in acque inesplorate, scrive  l'Economist, serve un sestante preciso e un'idea su dove si vuole andare. I prossimi mesi diranno se il sestante funziona e se questa idea esiste. Almeno nella testa di Johnson.