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EDITORIALE

I governi europei in cerca di un'intesa. Ma la crisi incombe

di Stefano Pileri -

26 marzo 2020, 08:32

I governi europei in cerca di un'intesa. Ma la crisi incombe

Non è bastata l’emergenza sanitaria. E nemmeno lo spettro della crisi economica che si  porterà  con sé. Chissà cos’altro deve  ancora capitare  perché  i governi europei trovino uno straccio di accordo. Perché escano dalla solita logica degli egoismi e dei giochetti di potere. 
Già nelle scorse settimane,  gli altri Paesi si erano disinteressati dell’epidemia che stava muovendo i primi passi nel Nord Italia. Poi sono dovuti tutti correre ai ripari e provare anche loro ad affrontare l’emergenza.  In ordine sparso, ovviamente. Senza cercare una strategia comune.  
Martedì la riunione dei ministri dell’economia della zona Euro è finita con un nulla di fatto sugli strumenti per affrontare la crisi in arrivo. Nessuna intesa su Eurobond e Mes. Sul primo strumento, i bond, c’è il no di Germania e Olanda che non ne vogliono sapere di  titoli di indebitamento comune. Ma si litiga  pure sulle condizioni per sbloccare i 410 miliardi a disposizione del Meccanismo europeo di stabilità, il Mes appunto. L’Italia sperava di ottenere 36 miliardi senza particolari condizioni, vista l’emergenza in corso. Niente da fare. Per gli altri stati europei valgono le regole vigenti, le stesse a cui hanno dovuto sottostare negli anni passati Grecia, Cipro, Portogallo e Irlanda. Prestiti disponibili  dunque ma a condizioni precise. Un mini commissariamento con controlli stringenti sui conti pubblici che sarebbero legati ai parametri del Mes. Condizioni inaccettabili per l’Italia.
 Si vedrà oggi come andrà  a finire il vertice fra i capi di governo. Ieri Conte ha detto che dall’Europa si aspetta una  «risposta poderosa, coesa e rapida». Se invece non  si muoverà nulla, come purtroppo appare probabile, l’economia italiana e quella di tutta la zona euro rischiano di entrare in una spirale drammatica.

stefano.pileri@gazzettadiparma.it