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EDITORIALE

Nuovi strumenti finanziari per il territorio

di Fabrizio Pezzani -

18 aprile 2020, 08:47

Nuovi strumenti finanziari per il territorio

Il sistema del credito è stato da sempre fondamentale per legare i risparmi alle attività produttive e di consumo; il sistema del credito italiano rappresentato dagli istituti di credito  nel nostro paese ha sempre svolto un ruolo determinante per raccordare e legare i risparmi del territorio agli investimenti sul territorio. Da questa cultura dell’economia reale e solidale erano nate le Casse di risparmio che con il decreto Amato-Ciampi  si sono scorporate in fondazioni e soggetti di credito legati al mercato in senso più ampio. Lo scorporo avrebbe dovuto facilitare un’azione meno legata agli interessi della politica che aveva finito per dare indicazioni di sviluppo spesso legate ad interessi particolari. Ma la separazione avviene nel decennio in cui si afferma la finanza speculativa, più lontano dall’economia reale e legata al “creare valore per gli azionisti” e  meno per il territorio il contrario delle precedenti finalità.
Il totale cambiamento nel sistema del credito avviene per il perseguimento esclusivo dell’interesse finanziario del valore della banca e dei dividendi distribuibili ma non per creare valore del territorio. L’inizio della prevalenza della speculazione che soffoca l’economia reale avviene nel 1999 quando il governatore della Fed, Greenspan, dichiara finito il tempo della prudenza, del risparmio a favore del consumo a debito;  salta il raccordo tra speculazione ed economia reale con la definitiva cancellazione della separazione tra banche commerciali che operano nel lungo tempo e legate alle attività manifatturiere, e quelle d’affari che operano in una logica di breve  legate  all’attività speculativa che viene slegata da ogni vincolo.
La rivoluzione finanziaria diventa globale, priva di controllo  e cambia le regole produttive di paesi come il nostro così ci dimentichiamo le radici manifatturiere e contadine improvvisandoci  finanzieri senza averne il Dna ed il potere. Il mantra “creare valore per gli azionisti” giustifica l'uso spregiudicato di strumenti finanziari tossici che  generano valori finanziari gonfiati e crediti inesigibili intaccando il valore reale del capitale aziendale; si  diventa preda di operatori esterni  e dei mercati “razionali”, il debito pubblico cresce ma diventa oggetto di sistematica speculazione per la parte in mano a soggetti esterni al paese, l'uso dello spread  una misura che non misura è sintomatico. 
La presa di coscienza della realtà risulta difficile per i troppi interessi in gioco così siamo invasi da una mole infinita di informazioni spesso discordanti che creano confusione ed aumentano le incertezze.
Ritornare alla banche del territorio in cui raccolgono risorse  per investirle su di esso  e sviluppare le attività locali significa ritornare alle radici manifatturiere di artigiani e di piccole e medie imprese che sono state da sempre la nostra forza . Lasciare  la finanza illusoria che ci ha portato all’attuale situazione di indebitamento e subordinazione esterna diventa vitale per  recuperare la nostra storia.
A fronte del problema di raccordare la liquidità ai bisogni delle migliaia di operatori locali e dare spazio operativo al ruolo delle banche del territorio potrebbe essere utile pensare a forme di autofinanziamento territoriale legato all’emissione di obbligazioni da parte della banche commerciali  destinate al risparmio locale e vincolate all’impiego del risparmio sottoscritto per il rilancio  della manifatture locale dimenticando gli impieghi finanziari e contribuire al recupero del territorio e di attività dimenticate e colpevolmente abbandonate come le aree degli Appennini. 
Queste emissioni fatte da banche del territorio ma coordinate dal Tesoro e da Banca d’Italia che dovrebbe disporre di una maggiore autonomia, sarebbero a lungo termine, esenti da imposte, con rendimenti  accettabili, con garanzia dello stato e sottoscritte da soggetti residenti sul territorio italiano per evitare che possano finire nel giro della speculazione globale ed oggetto di manipolazione. 
Questa via potrebbe semplificare la pericolosa lunghezza delle procedure burocratiche che oggi regolano i finanziamenti destinati dallo stato alle imprese.
L’orientamento a ricostruire il sistema sociale ed economico avrebbe una prevalenza sui risultati di lungo tempo come sono quelli dell'economia reale e gli eventuali minori dividendi sarebbero funzionali ad aumentare la patrimonializzazione delle banche locali e la valorizzazione reale del territorio creando spazi occupazionali. 
Un sistema relazionale più rivolto alle persona  ed alle attività del territorio può consentire il recupero di  una fiducia in parte compromessa dalla ricerca prevalente di interessi creditizi e meno del territorio. 
La promozione di un tale progetto è rigorosamente fondato sul senso di responsabilità e sulla resa di conto delle singole amministrazioni ai cittadini clienti delle finalità sottoscritte.