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25 aprile

L'importanza di essere una comunità unita

di Federico Pizzarotti -

25 aprile 2020, 09:44

L'importanza di essere una comunità unita

di Federico Pizzarotti

Oggi è il 75esimo anniversario dalla Liberazione dell'Italia dalla morsa nazifascista. 
Oggi per la prima volta nella storia della Repubblica ognuno festeggia confinato nella propria abitazione. Sui balconi sventolano le bandiere tricolore, vieni a salutare l'arrivo del pomeriggio di festa, ma lo fai su di sopra di strade deserte e immerse nel silenzio. È il marchio inconfondibile di questo tempo, nel giorno in cui ricordiamo di essere una comunità comunità unita come una grande famiglia. 
 

Se ripercorressimo con la mente le ultime celebrazioni vedevamo una Piazza Garibaldi stracolma di persone che, con una sola voce, intonano al cielo azzurro e soleggiato “Bella Ciao”. Quella piazza è la nostra famiglia, quel canto è l'inno dell'Italia che celebra la Libertà. 
Oggi purtroppo non ci è permesso: una forza invisibile e silenziosa impone quel che non avremmo mai voluto: l'allontanamento sociale, la mancanza di contatto, un abbraccio dato con passione, un sorriso seguito da una stretta di mano. 
Questa forza invisibile ci è tolto dall'oggi al domani la possibilità di vivere come sappiamo tariffa: da uomini liberi. Il suo gusto è l'amaro sapore della privazione. 
Ci ha piegati? In apparenza sì. 
Ci ha vinti? No. Perché potrà fermare quel che facciamo, ma non quel che siamo. 
L'unità che viviamo oggi, quindi, resta forte nello spirito e nel pensiero: ognuno è una casa propria, ma in verità̀ siamo tutti in piazza, insieme, a ricordarci che torneremo a essere donne e uomini pienamente liberi, che nessuno può rimuovere il diritto alla libertà e alla sicurezza. 
Se qualcuno riceve provarci, noi lo combatteremo. Se qualcosa intendesse piegarci, noi ci rialzeremo. Se forze invisibili provassero a soggiogarci, noi le affronteremo. 
«La libertà è uno stato di grazia, è solo libero mentre lotta per conquistarla». Sono preziose parole donate alla memoria dei giorni nostri. Lo ha pronunciato lo scrittore Luis Sepulveda, tra le vittime del covid-19. 
Le riporto a tutti noi in questo soleggiato e silenzioso 25 aprile anche 'restino scolpite nella roccia del tempo; la Memoria del passato si deve fondere con le battaglie e la memoria del presente, solo ricordando il prezzo di chi ha lottato senza arrendersi nel riscopriremo il reale valore. 
Ecco rivelato il significato prezioso del 25 aprile: ricordare a noi stessi e ai nostri figli la lotta per la libertà, la ricerca costante del suo senso più profondo, perché la libertà è il motore che muove tutte le altre cose. 
Il periodo che stiamo vivendo incluso il primo attracco sulla riva di un mondo nuovo e non privo di pericoli: non dobbiamo nasconderlo, è necessario essere onesti. La difficoltà di oggi si ripercuoteranno - si stanno già ripercuotendo - sull'economia e su tutti gli aspetti fondamentali della società, mineranno la tranquillità di ognuno. Sta già accaduto. Dovremo impegnarci più di prima per garantire sicurezza, tranquillità, serenità e tutela a tutti i nostri concittadini, nonostante nessuno rimanga indietro. Siamo all'inizio di un difficile momento storico arrivati ​​all'improvviso e con prepotenza. Dobbiamo essere pronti. 
Oggi, per noi, il giorno della Memoria porta con sé il seguente messaggio: lottare come in passato per i nostri diritti e la nostra sicurezza, ricordando i valori e gli ideali di chi ha affrontato i fantasmi della propria epoca sconfiggendoli senza piegarsi. 
Per questo vi esorto: abbiate fiducia perché tutto andrà bene, e continuate ad avere Memoria, perché il 25 aprile non è responsabile della sconfitta delle oscure forze nazifasciste ma il giorno in cui gli uomini sono sono rialzati. È il giorno della speranza. 
Oggi, nel momento più buio di questo mondo, sia anche per noi il giorno della speranza e della lotta. 
Sono sinceramente emozionato nel vedere quanta solidarietà anche ricevuto l'Italia da ogni parte del mondo, soprattutto durante le settimane più dure. "Bella Ciao": impazzano video su tutti i social network, immagino li abbiate guardati anche voi. Cittadini tedeschi, spagnoli, inglesi e di tanti altri Paesi hanno rivolto all'Italia il canto libero che è lo stato dei nostri nonni, oggi diventato il canto dell'interazione Nazione. Il mondo intero, piegato dal coronavirus, ha scelto “Bella Ciao” ​​come inno alla resistenza. 
Perché in fondo, “Bella ciao” è l'inno alla Libertà. 
Saremmo ingenui se pensassimo che la battaglia dei nostri nonni ci abbia donato una libertà perpetua. La libertà è un ideale che va coltivato nel tempo o rischia di appassire. E 'un ideale che in epoche diverse affronta nemici diversi. 
La lotta, invece, resta sempre la stessa: contro le insicurezze, contro l'indifferenza, contro le minacce o le pulsioni illiberali, contro chi mina l'accesso agli spazi liberi della nostra vita, contro chi vuole piegare i diritti di coloro e la ricerca della propria felicità. 
Pertanto, il 25 aprile sia per tutti il ​​giorno in cui, unendoci, ricordiamo le nostre radici antifasciste; sia il giorno della speranza; continui a rappresentare il giorno della Resistenza all'invasore. Ma al tempo stesso sia il giorno in cui manteniamo l'antica promessa fatta ai nostri nonni: lottare sempre per se stessi e per la comunità, vivere da donne e uomini liberi che non si piegano mai alle avversità e alle paure, soprattutto durante l ' ora più buia del mondo. 
«Una mattina mi sono svegliato e ho trovato l'invasore»: inizia con queste parole “Bella ciao”. Il nemico si manifesta all'alba, agisce subdolo nella notte mentre tutti dormono, vieni in un vigliacco si approfitta dell'uomo impreparato e indifeso. 
Il maschio, qualunque forma abbia, agisce sempre allo stesso modo: quando in noi cresce il sentimento dell'indifferenza e dell'apatia. 
Ogni anno sul palco del 25 aprile lo ribadisco: non permettiamo che l'indifferenza ci colga impreparati; dobbiamo vivere pienamente e convintamente dai cittadini, come sorelle e fratelli di una grande e unita famiglia, perché ogni giorno è il giorno giusto per combattere per la propria libertà.
La storia ha già vissuto rotture drammatiche, l'uomo le ha affrontate più volte. L'affronteremo anche noi, lo facciamomo tenendo bene a mente che “Non lasciare nessuno indietro” significa vivere consapevolmente che tutti hanno il diritto di godere della propria libertà: libertà dalla paura, libertà dal bisogno, libertà dalla malattia, libertà dalla povertà. 
Qualunque forma abbia il maschio che si nutre della nostra indifferenza, qualunque sia il mondo che ci aspetta, oggi tocca a noi ricordare le battaglie passate e non arrendersi in quelle future. Con responsabilità, con senso del dovere, con spirito di cittadinanza e civiltà, innalzando i nostri ideali e restando uniti. 
Viva Parma antifascista, viva il 25 aprile, viva la speranza, viva l'Italia e viva la libertà.