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EDITORIALE

Tutto è cambiato. Ma la politica non cambia passo

di Stefano Pileri -

17 maggio 2020, 10:26

Tutto è cambiato. Ma la politica  non cambia passo

Ci siamo:  domani l’Italia  riapre. Riaprono quasi tutti  gli uffici. Riaprono negozi, bar e ristoranti. O almeno ci provano. Ci sembra un traguardo. E invece è solo il punto di partenza di una strada in salita. Gli scenari economici  sono foschi. Le previsioni europee sul Pil, e ancor  più quelle italiane, lasciano poche speranze. Nulla sarà più come prima. Tutti sembrano averlo capito. I commercianti che rischiano di alzare la saracinesca e riabbassarla dopo  poco. Gli imprenditori che devono fare i conti con mercati  internazionali rivoluzionati e regole nazionali cervellotiche. I lavoratori, sia i dipendenti sia gli  autonomi, che si trovano alle prese con mille promesse e ben poche certezze. Persino i bambini, che finiranno l’anno scolastico senza rivedere i compagni di classe, hanno capito che, anche a scuola, nulla sarà più come prima dell’emergenza coronavirus.
 Chi invece sembra non rendersi conto del futuro che ci aspetta è il sistema politico e istituzionale con il suo apparato burocratico e amministrativo. Non bastano le conferenze stampa  a reti unificate come quella di ieri  del premier Conte. Il Paese ha dovuto  aspettare  settimane prima  che la maggioranza  trovasse  la quadra sulle misure economiche. Ha dovuto vedere il pasticcio delle interpretazioni  date dall’Inail (poi in parte corrette) sui contagi in  azienda. E poi il caos sulle mascherine e quello sulle app di tracciamento. Per settimane i partiti si sono scannati sull'ipotesi di un prestito dal Mes di 36  miliardi di euro a tasso quasi zero  per il nostro sistema sanitario. Venerdì governo e regioni hanno litigato per ore su distanze e precauzioni, prima di prendere  e copiare il sistema di regole già  elaborato da giorni  in Emilia Romagna.
Al di là delle polemiche, per ripartire c’è bisogno che il sistema politico e amministrativo cambi passo. Come sanno i ciclisti, quando la strada è in salita, non ci si può più nascondere e stare  solo in scia. Bisogna pedalare.