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EDITORIALE

Brooks Brothers l'inaspettata vittima del Covid

di Paolo Ferrandi -

09 luglio 2020, 09:28

Brooks Brothers l'inaspettata vittima del Covid

«Tutto quello che è solido svanisce nell'aria»: è a questa citazione di Karl Marx, ripresa e resa famosa dal sociologo americano Marshall Berman, che ho subito pensato quando è arrivata la notizia della richiesta di una sorta di amministrazione controllata (il diritto fallimentare Usa è un po' diverso da quello italiano) da parte di Brooks Brothers, la più famosa azienda di produzione e vendita di abbigliamento formale degli Stati Uniti, ora di proprietà di Claudio Del Vecchio.
La ditta, fondata  nel 1818 e quindi con più di 200 anni di storia alle spalle,  è la catena al dettaglio più antica d’America, famosa per aver vestito i presidenti americani. E, sopratutto, i capi Brooks Brothers sono - o meglio erano - una specie di divisa  Wall Street, tanto da diventare un «must have» anche in Italia: era difficile vedere Walter Veltroni, nei tempi di maggior gloria,  senza una camicia «button down» del marchio americano.
Eppure le cose sono cambiate in modo repentino negli ultimi anni: a forza di «casual friday», il giorno in cui tutti vestono casual, il rigido «dress code» delle aziende Usa è diventato meno formale; poi è arrivato Steve Jobs, con i suoi jeans sdruciti e il maglioncino girocollo nero, per non parlare di Mark Zuckerberg e delle sue innumerevoli magliette, tutte uguali e tutte informali.
Infine è arrivato il Covid che in pratica ha cancellato negli ultimi mesi l'ufficio per tanti di noi. Per non parlare della chiusura dei negozi. Insomma il colpo di grazia. Eppure c'è un po' di nostalgia. Perché non introdurre un «formal friday» e tornare una volta alla settimana a giacca, camicia e cravatta?