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EDITORIALE

Per l'Europa un percorso nuovo ma irto di ostacoli

di Domenico Cacopardo -

21 luglio 2020, 08:49

Per l'Europa un percorso nuovo ma irto di ostacoli

Stamattina il documento conclusivo del vertice sarà stato reso noto. Occorrerà studiarlo parola per parola per capire se si tratti di un’intesa sostanziale o parziale. Suggerisco anche di seguire online l’andamento dello spread dei titoli italiani: se cala o rimane stazionario potremo tirare un sospiro di sollievo. Il mercato ci crede. Un passo cruciale è stato compiuto.
Giuseppe Conte, a dispetto di ogni critica, a Bruxelles rappresentava l’Italia (correttamente, Forza Italia l’ha sostenuto; altri hanno tentato di delegittimarlo). È stato un premier dignitoso che ha partecipato a pieno titolo allo schieramento dei quattro «grandi» europei (Germania, Francia e Spagna oltre, naturalmente, Italia): un pacchetto di mischia che ha collaudato con successo le convergenze e, soprattutto, il proprio titolo ad assumere responsabilità di guida dell’Unione. 
In questa vicenda non contano solo i soldi (390 miliardi sussidi; 310 prestiti), ma anche le condizioni. Sappiamo bene che, per noi, c’è un serio problema di riforme. Quelle non fatte e quelle da fare. Un nodo, questo, tutto italiano che ha contribuito non poco all’irrigidimento dell’Olanda e sodali. Conta - però e tanto - il riconoscimento della capacità dell’Unione di indebitarsi sul mercato. Un cambiamento sostanziale di una costituzione materiale anchilosata a Maastricht. L’Europa - e noi con essa - inizia un percorso nuovo, nel quale la solidarietà assume un significato pieno e risolutivo. Ricco - come logico - di ostacoli. 
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