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EDITORIALE

Le lezioni della pandemia e lo sviluppo sostenibile

di MARCO MAGNANI -

25 settembre 2020, 08:35

Le lezioni della pandemia e lo sviluppo sostenibile

Le crisi, per quanto drammatiche, sono sempre fonte di opportunità. A patto che se ne sappia cogliere l’insegnamento. La terribile pandemia causata dalla diffusione del coronavirus ci ricorda l’importanza della sostenibilità. Non solo sanitaria ma anche ambientale e sociale.
Innanzitutto, è emerso con chiarezza che senza una buona infrastruttura sanitaria non ci può essere crescita economica. La difficoltà nel curare e contenere il contagio ha infatti provocato crisi delle supply chain, chiusura delle fabbriche, crollo dell’offerta di lavoro. Allo shock dell’offerta è seguito quello dal lato della domanda, con il crollo di consumi delle famiglie e investimenti delle imprese.
Investire nella sanità è condizione necessaria per tornare a crescere. Perché consente di rispondere con efficienza a future analoghe emergenze e quindi riduce drasticamente il senso d’incertezza generato dalla pandemia, ristabilendo il senso di fiducia fondamentale per stimolare investimenti e consumi.
In secondo luogo, è più che mai evidente il collegamento tra diminuzione di biodiversità - a sua volta conseguenza di deforestazione, inquinamento, cambiamento climatico - e diffusione di virus animali tra gli uomini. Così com’è noto che lo scongelamento del permafrost può liberare virus e agenti patogeni pericolosi per l’essere umano. L’azione dell’uomo ha grandi responsabilità. L’eccessiva attività estrattiva, la conversione di foreste allo sfruttamento agricolo, la pesca industriale e l’allevamento intensivo stravolgono l’equilibrio ecologico, riducono la biodiversità e facilitano la diffusione di epidemie.
È quindi importante far crescere l’economia preservando l’ambiente. Riflettere sul crollo dell’inquinamento seguito alla diffusione del coronavirus può stimolare a ripensare alcuni sistemi di produzione e di trasporto. E perseguire nuove opportunità di crescita legate alla green economy. Le conseguenze del coronavirus influiscono anche sulla sostenibilità sociale. Perché la recessione economica indebolisce la classe media e aumenta ulteriormente la diseguaglianza. E perché la diffusione d’innovazioni tecnologiche subirà una forte accelerazione, aumentando la produttività ma rendendo superflui molti posti di lavoro. È quindi urgente introdurre nuovi meccanismi di redistribuzione per affrontare l’emergenza del momento ma anche, più a lungo termine, pensare in modo concreto al futuro del lavoro. La chiave è investire in istruzione e formazione per preparare le persone ad affrontare i nuovi mestieri “digitali”. Più che trasferire reddito è importante mettere le persone nelle condizioni di generarlo.
Lo tsunami del coronavirus, per quanto devastante, può servire a comprendere la necessità di costruire una società più resiliente, cioè in grado di resistere meglio a shock futuri, e più sostenibile, cioè che consenta di preservare parte delle risorse del pianeta per le future generazioni. Dalla capacità di apprendere da quanto sta accadendo e di adattarsi alla nuova realtà, dipende in larga misura il nostro futuro.

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