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EDITORIALE

Parlamentari in quarantena: nuova insidia per Conte

di Luca Tentoni -

11 ottobre 2020, 09:30

Parlamentari in quarantena: nuova insidia per Conte

Dopo l'esito tutto sommato confortante delle elezioni regionali e comunali, il governo deve temere ora un avversario forte e insidioso: il Covid. Infatti, come si è già visto alla Camera nella votazione della mozione che dava il via libera all'Esecutivo per affrontare l'emergenza, gli assenti (in quarantena) della maggioranza giallorosa non hanno permesso il raggiungimento del numero legale (le opposizioni, che fanno il loro mestiere, avevano sollevato la questione assentandosi dall'Aula). Il problema è stato poi risolto considerando "in missione" quei deputati in quarantena, ma siamo verosimilmente solo all'inizio di una lunga e difficile stagione, nel corso della quale gli assenti potrebbero diventare molti, forse troppi. Giovedì il governo ha chiesto il voto di fiducia alla Camera sul decreto Agosto, ma il giorno dopo non si è votato, rinviando il tutto a domani, sperando che per allora i numeri ci siano. L'assurdo è che l'eventuale sproporzione fra gli "assenti per quarantena" giallorosa e gli oppositori procuri a Conte la brutta sorpresa di una vittoria dei no alla questione di fiducia, con tanto di crisi di governo e di ritorno al Quirinale per sbrogliare la matassa con un "Conte ter" (il quale, tuttavia, dovrebbe pur sempre ricevere il voto favorevole della maggioranza dei presenti alla Camera e al Senato). Ciò che non possono Salvini e Meloni potrebbe farlo per assurdo il virus. Senza contare che è in vista anche il voto sulla Nadef (nota di aggiornamento al documento economico-finanziario) che deve ricevere non meno di 316 voti favorevoli alla Camera (la metà dei componenti, non dei presenti e votanti) e 161 al Senato. 
Un bel pasticcio, se le opposizioni non offrono soccorso. Si parla, in effetti, di un "aiutino" che potrebbe arrivare da Forza Italia, ma certo non sulla questione di fiducia (semmai, sulla Nadef). Però il sostegno azzurro avrebbe un significato molto più politico che tecnico e potrebbe creare nella maggioranza più problemi di quanti ne risolverebbe.
 Infatti, se il partito di Berlusconi, che ha già detto di essere favorevole al Mes sanitario, si dichiarasse disposto anche ad approvare, in un futuro prossimo, un eventuale provvedimento che ne chiedesse l'utilizzo, i voti contrari dei dissidenti pentastellati potrebbero essere più che neutralizzati da quelli forzisti.
In sintesi, l'apertura alla maggioranza per superare il problema degli assenti in quarantena potrebbe essere il cavallo di Troia per entrare nell'area di maggioranza e, di fatto, destabilizzarla. Si parla di apporti dal gruppo misto, ma in Senato i numeri sono esigui. Tornando al rimedio escogitato alla Camera sugli assenti per quarantena, l'idea di considerarli in missione è valida finché non diventano troppi.  Di qui la richiesta, avanzata da alcuni parlamentari (fra i quali il Pd Ceccanti) già durante la "fase uno" della pandemia, di permettere il voto a distanza. Su questo punto, però, gli ostacoli sono numerosi: in primo luogo regolamentari, in secondo politici (il ministro per i rapporti per il Parlamento e lo stesso presidente della Camera sono contrari), senza contare che FdI e Lega non sembrano affatto disposti a cooperare.
 A tutta questa situazione confusa si aggiungono i malumori nel M5s: i pentastellati sono ormai ad un bivio della loro storia, perciò non mancano i segnali, come le assenze (non per quarantena, in alcuni casi, come martedì a Montecitorio quando i "non giustificati" sarebbero stati una quindicina). Oltre che con l'impennata dei contagi, insomma, Conte deve vedersela anche con le insidie parlamentari, proprio ora che era certo di essersi messo al sicuro col voto del 20-21 settembre.