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EDITORIALE

Quelle regole da rispettare

di Stefano Pileri -

24 ottobre 2020, 09:38

Quelle regole da rispettare

È triste dirlo, ma la prima ondata di Covid sembra averci insegnato poco o nulla. Non sono bastate le migliaia di morti, le terapie intensive  al collasso, le settimane di lockdown chiusi in casa? Verrebbe da pensarlo, dopo la folle estate italiana, tutti accalcati senza mascherina. E pure adesso,  osservando la leggerezza con cui tanti, soprattutto i più giovani, ma non solo loro,  ignorano le più elementari regole di sicurezza. «Abbiamo dissipato un patrimonio,  che avremmo dovuto centellinare»,  ha detto   qualche giorno fa sulla Gazzetta, Tiziana Meschi, in un’intervista alla nostra Monica Tiezzi, in cui  raccontava dei pazienti che tornano a riempire il reparto Covid che lei dirige all’ospedale Maggiore. 
Certamente il governo ha le sue colpe per le regole confuse, per lo scaricabarile continuo. Per aver perso tempo.  Per non aver controllato che tutte le regioni preparassero i rispettivi sistemi sanitari alla nuova, scontata, impennata dei contagi. Per aver pensato che il problema del ritorno a scuola fossero i banchi con le rotelle e non i trasporti pubblici. Ma, giunti a questo punto, non servono polemiche. Serve senso di responsabilità da parte di tutti, soprattutto da chi è più giovane e da chi sta bene. Sono proprio gli asintomatici, che non sanno di essere positivi,  coloro che   possono contagiare gli altri, e in particolare le persone più a rischio,  gli anziani. È ora di stare tutti più attenti, di ridurre il più possibile i contatti non necessari, di portare sempre la mascherina.