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EDITORIALE

La guerra islamista contro l'Occidente

di Paolo Ferrandi -

30 ottobre 2020, 08:52

La guerra islamista contro l'Occidente

Per la seconda volta Nizza paga un tributo di sangue alla guerra che il terrorismo islamista ha dichiarato contro l'Occidente: il 14 luglio (il giorno della festa nazionale) del 2016 un Tir guidato da un giovane tunisino travolse e uccise  86 persone sulla Promenade des Anglais, il più bel lungomare di Francia,  e ne ferì 450. Ieri un altro giovane tunisino - arrivato a Lampedusa confuso con i migranti che fuggono dalla fame e dalla mancanza di prospettive - ha ucciso, decapitando e sgozzando con ferocia rituale,  tre persone all'interno della cattedrale della città, Notre Dame. 
Non è la prima volta che i terroristi islamici prendono di mira le chiese francesi. A  pochi giorni dall'attentato di Nizza del 2016 un sacerdote cattolico, padre Jacques Hamel, venne massacrato durante la messa in una chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, in Normandia. I due assalitori furono uccisi e, in quel caso, arrivò la rivendicazione dell'Isis.
Ma la guerra - che non è una guerra di religione, ma una guerra all'intera civiltà occidentale -  era cominciata il  7 gennaio 2015 con l'attentato a Charlie Hebdo: due uomini armati avevano fatto irruzione nelle redazione e fatto una strage. Il bilancio finale fu di 12 persone uccise. Il motivo? Le vignette satiriche - pesantissime, di cattivo gusto e per un musulmano osservante  assolutamente blasfeme -  che ritraevano Maometto.
E veniamo ai giorni scorsi quando, per  aver mostrato le stesse vignette durante una lezione sulla libertà di espressione, è stato decapitato un professore di storia e geografia amatissimo dai suoi allievi: Samuel Paty. Un uomo mite che si era premurato di avvertire i suoi studenti musulmani che avrebbe mostrato quelle vignette per permettere loro di uscire dall'aula per evitare che si sentissero infastiditi dalla grevità, per loro sacrilega, dei disegni.
Ma il punto è proprio qui. I nostri valori, nostri perché patrimonio di un'evoluzione storica che non è stata lineare e che è stata spesso piena di lutti, morte e sofferenza, si fondano sul riconoscimento pieno della libertà d'espressione, anche quando questa libertà può urtare la nostra sensibilità, il nostro gusto e il nostro modo di pensare. Emmanuel Macron ha semplicemente ricordato questo ed è stato linciato da molti capi di stato di paesi islamici. Tutto questo è intollerabile per ognuno di noi. E dovremmo gridarlo forte.