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Così gli italiani alzano bandiera bianca

04 novembre 2020, 08:35

Così gli italiani alzano bandiera bianca

PATRIZIA GINEPRI  
Un nuovo giro di vite, obtorto collo, necessario. Stiamo vivendo sotto pressione, ossessionati dai numeri e sempre più disorientati dai tanti (troppi) pareri scientifici.  In questi giorni, abbiamo assistito alla rabbia di chi lavora nei settori messi di nuovo in stand by, abbiamo visto la smisurata imbecillità e la violenza becera di chi sfrutta momenti bui per aggredire e devastare tutto a prescindere.  

Ciò che è meno visibile, ma ormai insinuata nella maggior parte degli italiani - e mi riferisco alla gente per bene che rispetta le regole e il prossimo -  è la rassegnazione. Dispiace alzare bandiera bianca, ma non ci sono Dpcm che tengano. Fino a che continueremo a vedere la sommarietà con cui una parte dei cittadini  affronta la pandemia, non avremo scampo.  

Che dire, ad esempio, della festa di Halloween in un loft a Milano con 20 denunciati, oppure  delle immagini del superaffollato  lungomare di Napoli con  mascherine perlopiù sul mento, checché ne dicano i telegiornali.

 Le testimonianze non si contano. Anche in Cittadella si gioca tranquillamente a basket. C'è chi racconta di aver visitato una mostra, a due ore da Parma,  con  persone ammassate in ogni stanza. E i controlli?

Altri  vengono insultati  per aver chiesto di non abbassare la mascherina in treno. Per non parlare, poi, di chi si ostina a non coprire il naso, nonostante gli appelli. Morale: al netto di contrapposizioni ideologiche, strumentalizzazioni, invettive sui social ed errori commessi fin qui, è normale arrendersi di fronte a certi atteggiamenti che sembrano incontrovertibili.  Se qualcuno ha una ricetta, si faccia avanti.
patrizia.ginepri@gazzettadiparma.it