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EDITORIALE

La pandemia e l'esigenza di perseguire il bene comune

di Alfredo Alessandrini* -

14 novembre 2020, 08:57

La pandemia e l'esigenza  di perseguire il bene comune

Ai dati drammatici sull’andamento della pandemia in Italia, in Europa e in diversi Paesi del mondo, si accompagna una grave crisi economica che viene aggravata dalle pesanti misure restrittive delle possibilità di movimento dei cittadini. Si potrebbe pensare che questa grave situazione si accompagni ad una assunzione di responsabilità comune per superare le difficoltà sanitarie ed economiche. Invece assistiamo a forme di contrapposizione politica, istituzionale e sociale che alimentano un clima di sospetto, di sfiducia, di critica spesso gratuita sulle scelte fatte dai governi.
Ci allontaniamo, giorno dopo giorno, da quel clima di collaborazione in grado di portare i Paesi fuori dalla recessione  e verso reali e significative prospettive di ricostruzione e rilancio.
Se ci soffermiamo un attimo sul nostro Paese e analizziamo i numeri pubblicati recentemente ci rendiamo subito conto della gravità della situazione.
Infatti, a un andamento positivo del Pil del terzo trimestre che ha avuto una crescita del 16,1% rispetto al trimestre precedente, secondo i recenti dati Eurostat, fa riscontro un dato ancora in negativo del -4,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Questo significa che l’accelerazione avvenuta dopo il primo lockdown, seppur superiore alle previsioni del ministero di Economia e finanza che nel Documento programmatico di bilancio stimava una crescita del Pil del terzo trimestre del +13%, non è stata sufficiente a recuperare la perdita di Pil accumulata.

Ma dal Governatore di Banca d’Italia arriva la preoccupazione che il nuovo aggravarsi della pandemia e delle misure conseguenti riportino in negativo i dati del Pil del quarto trimestre e allontanino la possibilità di ripresa nel 2021.
Le stime della Commissione europea prevedono per 2020 un Pil al -9,9% con un dato peggiore di Pil nel 2021 al +4,1% invece che al 6,1%. È previsto per il 2021 anche il peggioramento del tasso di disoccupazione. Il debito giungerà al 160% e il deficit al 10,8%.
A sua volta l’Istat conferma le previsioni pessimistiche viste più sopra. Infatti i consumi già a fine estate rallentavano, passando in negativo, e le misure prese in queste settimane sicuramente stanno producendo e produrranno ulteriori contrazioni dei consumi. Sono, in particolare, i settori del turismo, bar, ristoranti, alberghi a soffrire in modo consistente, con conseguenze pesanti sull’occupazione.
In questa situazione deve emergere, nel nostro Paese, da parte delle Istituzioni, una spinta decisa e convinta verso il Bene Comune. 
Governo, Parlamento, Regioni, enti locali sono, a vario titolo, coinvolti nella gestione delle misure di contrasto alla pandemia. Ma sono altresì coinvolti nella individuazione delle linee guida del piano strategico di rilancio dell’economia e di ricostruzione del tessuto produttivo. Tutto questo in un quadro di debito pubblico a livelli molto elevati. Nel dibattito politico fatichiamo a vedere il prevalere dell’interesse generale, ma prevale la contrapposizione. Non appare, se non raramente, la capacità di mediazione. Basta vedere il confronto, spesso conflittuale, fra Regioni e governo. Gli alti messaggi del Presidente della Repubblica paiono inascoltati.
La preoccupazione sulle contrapposizioni relative alle misure contro il Covid diventano ancora peggiori se pensiamo al piano dell’economia. Su questo tema è indispensabile la sintesi dei diversi attori in campo, dal governo, alle Regioni, agli enti Locali, alle associazioni di categoria.


Bisogna assolutamente saldare l’indispensabile fase dei ristori e dei sussidi con le misure per la ripresa. Deve assolutamente emergere una visione comune, di sintesi, sui piani per il futuro. Purtroppo anche lo scenario internazionale ci presenta contrapposizioni e fratture, come dimostrano le elezioni degli Stati Uniti.
Il progressivo espandersi del contagio e delle correlate misure di chiusura dei movimenti dei cittadini e delle attività economiche impongono, lo sottolineiamo, l’indispensabile esigenza di perseguire, da parte di tutti, il bene comune, che nello specifico significa il bene del Paese.