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EDITORIALE

Errori ai danni degli anziani e dei giovani

di DOMENICO CACOPARDO -

17 novembre 2020, 09:05

Errori ai danni degli anziani e dei giovani

Sarò breve. Le questioni sono due: anziani e giovani. I numeri: su oltre 45.000 deceduti per Covid-19: 1,1% minori di 50 anni; 98,9% oltre i 50 (42,5 donne, 57,4 uomini). Cioè circa 409 i morti sotto i 50 anni; circa 19.000 donne ultra-cinquantenni; circa 26.000 uomini. 
La «strage degli innocenti» si concentra, naturalmente, sugli «anziani più anziani», visto che l’età media dei decessi nella prima fase della pandemia era di 82 anni e che oggi è arrivata a 85. Il tutto va preso con cautela per l’incapacità delle regioni nel raccogliere dati e del governo nel chiederli: le cifre sono inattendibili per differenze temporali e metodologie di raccolta. Quello che ci manca del tutto è uno schema statistico unitario, la chiave per definire una seria politica anti-pandemia. A questa navigazione al buio - o quasi - si accompagna una martellante, feroce campagna di intimidazione rivolta verso quelle fasce fragili. Un vero e proprio «mobbing anagrafico».
Se gli anziani sono vittime innocenti di questo insopportabile andazzo, i giovani non stanno meglio. Per loro, il paradosso è rappresentato da un governo che, pur essendo una coalizione di populisti, Pd e Leu, cioè di sinistra-sinistra, ha adottato nei loro confronti politiche discriminatorie e classiste. 
Mi spiego. A dispetto del miliardo e 150 milioni stanziati per contributi all’acquisto di portatili e di pc, la situazione è comunque compromessa dalla labilità o assenza delle reti che colpisce una gran parte delle famiglie non urbanizzate e non dotabili di validi collegamenti.
 Coloro che non appartengono ai ceti abbienti urbani subiscono quindi una grave discriminazione formativa. E stiamo perdendo una generazione di giovani che mai potranno recuperare ciò che lo Stato ha negato loro.  Si salveranno appunto gli studenti di ceto elevato e di adeguata motivazione allo studio: solo essi non perderanno molto. Sarebbe stato possibile immaginare un sistema di sostegno per questi ragazzi? Certo che sì, mettendo in piedi una serie organizzata di incentivi premiali, anche in denaro, e di facilitazioni per ottenere l’accesso alla rete e supporti di nuova generazione. 
 Le facili promesse non bastano. Le capacità di governo non si improvvisano. Soprattutto manca l’ascolto di coloro che sono professionalmente impegnati nei settori. «Il giorno tornerà, un giorno»: ma i danni irreparabili saranno già consumati.

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