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Biden chiede unità ma non fa sconti

di Paolo Ferrari -

21 gennaio 2021, 08:44

Biden chiede unità ma non fa sconti

Joe Biden  ha finalmente giurato e, dopo più di due mesi dal 4 novembre dell'anno scorso, è ufficialmente il nuovo presidente degli Stati Uniti. Una transizione del potere che è sembrata a tutti lunghissima e che - a causa del comportamento sconsiderato dell'ex presidente Donald Trump - ha messo a dura prova le istituzioni americane. Per un breve momento anche la stessa democrazia statunitense è sembrata in pericolo.

La cerimonia di inaugurazione stessa ne è uscita stravolta, anche se va detto che le misure prese per cercare di non far propagare la pandemia hanno fatto la loro parte. Comunque è stato uno spettacolo triste vedere migliaia di bandiere piantate nel Mall davanti a Capitol Hill dove c'è sempre stata gente festante. A volte tantissima, come il giorno in cui per la prima volta giurò Barack Obama, a volte meno, come successe quattro anni fa quando fu la volta di Trump.

 Eppure, proprio in questo clima triste e pieno di tensione - se non altro per le migliaia di militari schierati per garantire la sicurezza della cerimonia - il discorso inaugurale di Biden è stato pieno di speranza. Completamente diverso da quello di Trump.
Quattro anni fa il tycoon, che se è andato proprio ieri dalla Casa Bianca per la sua residenza di Mar-a-Lago in Florida senza presenziare al giuramento del suo successore cosa mai successa dal 1869, aveva fatto un discorso a tinte nerissime in cui parlava di «american carnage», cioè di  «massacro americano», riferendosi, senza troppe velature,  alla violenza delle élite progressiste, tutte, secondo lui, prese dalla difesa delle minoranze  contro la middle class operaia bianca. Un discorso che sembrava scritto a Gotham City, la città da incubo dei fumetti gotici di Batman, e non a Washington per la durezza dei toni. Un discorso bellicoso e divisivo.

Nulla di tutto questo è accaduto  ieri con Biden. Nonostante il fatto che un «american carnage» c'è stato negli ultimi mesi: da una parte i 400mila morti di un'epidemia che l'amministrazione Trump non ha saputo mitigare e l'assalto al Campidoglio che ha fatto vergognare tutte le persone convinte della superiorità del sistema democratico e non solo gli americani.

Eppure Biden ha parlato - ogni tanto incespicando nelle parole come gli accade spesso, visto che da ragazzo era balbuziente - dell'unità profonda degli Stati Uniti. Un'unità di intenti necessaria in uno Stato federale attraversato negli anni da lacerazioni pesantissime e però sempre presente nei momenti cruciali. Ma questo richiamo alla guarigione delle ferite, al mettersi nelle scarpe delle persone che non la pensano come te, ha un limite. E Biden ha ricordato come la sedizione di quelli che ha chiamato «domestic terrorists», cioè «terroristi interni» non può essere e non sarà tollerata. Al tempo stesso ha detto con parole dure che l'aderenza ai fatti, alla verità e la lotta contro le menzogne  sono la base della democrazia. E questo proprio nel giorno il cui finiva un'amministrazione che ha fatto degli «alternative facts», le fake news, uno strumento di potere.